Il codice ATECO wedding planner 2026 è 96.99.93, denominato Servizi di organizzazione di feste e cerimonie, quando l’attività consiste nell’ideazione, pianificazione e coordinamento di matrimoni e altre cerimonie personali. ATECO 2025 cita espressamente l’organizzazione di matrimoni e i destination wedding: non è quindi necessario ricorrere a un codice generico per eventi aziendali.
Cosa comprende il codice 96.99.93
Secondo la classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT, il codice 96.99.93 comprende i servizi di organizzazione di cerimonie e celebrazioni personali e feste private. Tra gli esempi indicati rientrano in modo esplicito l’organizzazione di matrimoni, anche celebrati lontano dal luogo di residenza, oltre a baby shower e attività di progettisti floreali indipendenti.
Per un wedding planner il perimetro tipico può quindi comprendere analisi delle esigenze della coppia, pianificazione del matrimonio, ricerca e coordinamento dei fornitori, gestione del calendario, supervisione degli allestimenti e coordinamento operativo della giornata, purché queste attività restino parte del servizio di organizzazione della cerimonia.
Wedding planner ed eventi aziendali: non sono lo stesso ATECO
ATECO 2025 distingue chiaramente le cerimonie personali dagli eventi professionali. L’organizzazione di conferenze e congressi rinvia al 82.30.01, le fiere commerciali e di affari al 82.30.02, i convegni ed eventi aziendali al 82.30.03 e mercati o fiere dell’artigianato al 82.30.04. Se l’attività si estende stabilmente a questi servizi, va verificato se serva un codice aggiuntivo o differente.
Quando il 96.99.93 può non bastare
Il codice descrive l’organizzazione della festa o cerimonia, ma non assorbe automaticamente ogni servizio venduto insieme al matrimonio. Se il wedding planner esercita in modo autonomo e rilevante anche catering, gestione di una location, commercio di prodotti, noleggio, fotografia, intrattenimento o altre attività, occorre verificare il relativo ATECO e l’eventuale necessità di indicarlo come attività secondaria o prevalente.
Conta ciò che viene realmente svolto e fatturato, non la sola etichetta “wedding planner”. La verifica va fatta prima dell’apertura e aggiornata se il modello di business cambia.
Compenso del wedding planner e pagamenti ai fornitori
È importante definire anche come vengono gestiti i rapporti con location, catering, fioristi, fotografi e altri fornitori. Una cosa è fatturare il proprio compenso per organizzazione e coordinamento; altra cosa è acquistare e rivendere direttamente servizi o incassare somme destinate a soggetti terzi. Contratti, flussi finanziari e fatturazione devono essere coerenti con il modello operativo effettivo.
Questa distinzione non serve a scegliere un ATECO “più conveniente”: serve a evitare che un’attività strutturata come impresa venga descritta come semplice consulenza, o viceversa.
Coefficiente di redditività del 67%
Nel regime forfettario al codice 96.99.93 è associato un coefficiente di redditività del 67%. Ciò significa che, ai fini del calcolo del reddito forfettario lordo, il 67% dei ricavi o compensi viene considerato reddito e il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente.
Il coefficiente non è un’aliquota d’imposta. Sul reddito così determinato si applicano poi le regole previdenziali della posizione concreta e, dopo la deduzione dei contributi obbligatori ammessi, l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando ne ricorrono i requisiti.
Previdenza: dipende da come è organizzata l’attività
Il solo codice ATECO non consente di attribuire automaticamente una gestione previdenziale in ogni situazione. Se il wedding planner opera come lavoro autonomo professionale privo di altra copertura obbligatoria può entrare in gioco la Gestione Separata INPS; quando invece l’attività presenta i caratteri dell’impresa e richiede iscrizione nelle gestioni speciali, l’inquadramento contributivo cambia.
Per questo la previdenza va definita insieme a forma di esercizio, organizzazione, iscrizioni amministrative e modalità con cui vengono gestiti fornitori e clienti, prima di stimare tasse e contributi.
Quale codice indicare all’apertura
Se l’attività principale è realmente l’organizzazione di matrimoni e cerimonie personali, il riferimento ATECO 2025 è 96.99.93. Se vengono esercitate più attività, occorre individuare quella prevalente e verificare eventuali codici secondari senza duplicare descrizioni che rappresentano lo stesso servizio.
Guide collegate
Dopo aver definito correttamente l’attività, consulta la guida sul regime forfettario per wedding planner, i passaggi per aprire la Partita IVA, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per wedding planner.
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