Il calcolo delle tasse del wedding planner in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività del 67%, ma non può fermarsi lì: contributi e netto cambiano in base alla previdenza effettivamente applicabile. Per questo è corretto separare il caso del lavoro autonomo professionale da quello dell’attività organizzata come impresa.
Dati di partenza per il calcolo
- ATECO 2025: 96.99.93 – Servizi di organizzazione di feste e cerimonie.
- Coefficiente di redditività: 67%.
- Imposta sostitutiva: 15% ordinaria oppure 5% quando spettano i requisiti della nuova attività.
- Previdenza: da determinare sulla forma concreta di esercizio prima della simulazione.
30.000 euro di ricavi: reddito forfettario
Con 30.000 euro di ricavi o compensi il reddito forfettario lordo è:
30.000 × 67% = 20.100 euro.
Nel forfettario non si sottraggono analiticamente spese di marketing, telefono, software, trasferte, consulenti o altri costi. La quota del 33% esclusa dal reddito rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente.
Scenario 1: Gestione Separata INPS
Se il wedding planner opera come lavoro autonomo professionale e ricorrono i presupposti per la Gestione Separata INPS, nel 2026 l’aliquota complessiva per i liberi professionisti non pensionati e non assicurati presso altra forma obbligatoria è 26,07%.
Applicata, in una stima metodologica, al reddito lordo di 20.100 euro, produce contributi di circa 5.240 euro. Se tali contributi risultano obbligatori e deducibili secondo le regole applicabili, la base dell’imposta sostitutiva scende a circa 14.860 euro.
L’imposta sarebbe quindi circa 2.229 euro al 15% oppure circa 743 euro al 5%, quando l’aliquota agevolata è realmente spettante.
Scenario 2: attività d’impresa
Se invece l’attività è organizzata in forma d’impresa e ricorrono i presupposti per una gestione previdenziale speciale, non è corretto usare il 26,07% della Gestione Separata. Possono entrare in gioco contributi minimi e aliquote proprie della gestione applicabile, oltre alle relative regole su eccedenza e agevolazioni.
Il risultato può quindi differire sensibilmente anche a parità di fatturato. Prima di calcolare il netto bisogna definire forma di esercizio, iscrizioni amministrative e previdenza: il simulatore viene dopo, non prima.
50.000 euro di ricavi: quanto reddito produce il 67%
Con 50.000 euro di ricavi o compensi, il reddito forfettario lordo è:
50.000 × 67% = 33.500 euro.
Se, soltanto come esempio, fosse applicabile la Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sul reddito lordo sarebbero circa 8.733 euro. La base residua dell’imposta sarebbe circa 24.767 euro, con imposta indicativa di circa 3.715 euro al 15% o 1.238 euro al 5%.
Questi numeri servono a mostrare il metodo. Se la posizione è d’impresa, i contributi vanno ricalcolati con la gestione corretta e l’esempio precedente non deve essere utilizzato.
Compensi propri e somme per location o fornitori
Il fatturato da inserire nel calcolo deve derivare da una gestione contrattuale e contabile corretta. Il compenso del wedding planner per organizzazione e coordinamento va distinto dai flussi relativi a location, catering, fotografi, fioristi e altri fornitori. Se il wedding planner acquista e rivende direttamente servizi, il modello è diverso rispetto al pagamento diretto del fornitore da parte della coppia.
Non è quindi prudente sottrarre dal fatturato somme chiamate genericamente “budget matrimonio” o “rimborsi” senza aver prima verificato rapporti contrattuali, documenti e modalità di incasso.
Il 15% non si applica al fatturato
Uno degli errori più comuni è calcolare il 15% direttamente sui ricavi. Nel forfettario il percorso è invece: ricavi o compensi rilevanti → coefficiente 67% → reddito forfettario lordo → contributi obbligatori deducibili → base imponibile → imposta sostitutiva.
Saldo, acconti e liquidità
Il carico fiscale annuale non coincide sempre con ciò che viene versato in una sola scadenza. Saldo e acconti possono concentrare i pagamenti: per questo è utile accantonare durante l’anno una quota degli incassi, soprattutto quando il numero di matrimoni cresce rapidamente.
Quando il forfettario può essere meno conveniente
Il coefficiente riconosce forfettariamente costi pari al 33% dei ricavi. Se il wedding planner sostiene costi reali molto elevati per collaborazioni, trasferte, struttura, promozione o servizi direttamente acquistati, è opportuno confrontare il risultato con un regime alternativo. La semplicità fiscale non coincide automaticamente con il minor costo complessivo.
Prima di usare il calcolatore
Verifica prima il codice ATECO wedding planner, la forma di esercizio e la previdenza. Se devi ancora iniziare, consulta anche come aprire la Partita IVA. Puoi poi confrontare il risultato con il calcolatore del regime forfettario, la guida sul forfettario per wedding planner e la pagina sul commercialista.
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