Per svolgere l’attività di consulente informatico nel 2026 con continuità bisogna aprire la Partita IVA, scegliere il codice ATECO coerente con i servizi effettivamente svolti e verificare la previdenza. Per la consulenza informatica in senso proprio il riferimento ATECO 2025 è 62.20.10 – Attività di consulenza informatica.
La domanda di Riccardo
Riccardo, neo diplomato perito informatico, ci chiede come funziona una collaborazione con una società quando il rapporto viene svolto con Partita IVA e quali adempimenti fiscali e previdenziali deve considerare.
La risposta: prima si identifica il servizio reale
“Consulente informatico” è una definizione ampia. Un professionista può occuparsi di analisi dei sistemi, architetture IT, cybersecurity, scelta di hardware e software, audit o progettazione di soluzioni; un altro può svolgere soprattutto programmazione, amministrazione continuativa di infrastrutture o assistenza tecnica.
Per questo il codice ATECO non deve essere scelto soltanto in base al titolo professionale. Se prevale la consulenza informatica, il codice da verificare è 62.20.10. Se invece prevale lo sviluppo software va verificato 62.10.00, mentre la gestione continuativa di strutture informatiche può ricadere nel 62.20.20.
Le attività comprese, le esclusioni e il passaggio dal vecchio 62.02.00 sono spiegati nella guida sul codice ATECO del consulente informatico.
Quando serve la Partita IVA
Se la collaborazione è abituale e professionale, la Partita IVA deve essere aperta fin dall’avvio. Il limite di 5.000 euro non è una soglia generale che permette di lavorare stabilmente senza Partita IVA: viene spesso confuso con specifiche regole previdenziali del lavoro autonomo occasionale.
Per il freelance persona fisica l’apertura segue normalmente il percorso del lavoro autonomo professionale e utilizza il modello AA9/12. Nella guida su come aprire Partita IVA da consulente informatico trovi i controlli iniziali, la fatturazione e la gestione dei clienti esteri.
Regime forfettario e coefficiente del 67%
Se sono rispettati tutti i requisiti, il consulente informatico può applicare il regime forfettario. Per il 62.20.10 il coefficiente di redditività di riferimento nel 2026 è 67%. Con 30.000 euro di compensi, ad esempio, il reddito forfettario lordo è pari a 20.100 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi.
Il limite ordinario del regime è 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente; oltre 100.000 euro percepiti durante l’anno operano le regole di uscita immediata. L’imposta sostitutiva è del 15% oppure del 5% nel periodo agevolato iniziale quando ricorrono tutte le condizioni previste dalla legge.
Per requisiti, soglie e casi particolari consulta il regime forfettario del consulente informatico.
Gestione Separata INPS nel 2026
Quando l’attività viene esercitata come libera professione senza una cassa previdenziale autonoma e non esiste un diverso obbligo per la stessa attività, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota complessiva per i professionisti non pensionati e non assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria è del 26,07%. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso un’altra previdenza obbligatoria l’aliquota è del 24%. Il riferimento ufficiale è la Circolare INPS 8/2026.
La rivalsa INPS del 4% è facoltativa
Il professionista può addebitare al cliente una rivalsa del 4%, ma non è un obbligo e non significa che il committente versi una parte dei contributi al posto del consulente. Il professionista resta il soggetto tenuto al pagamento dei propri contributi alla Gestione Separata.
Quanto si paga: esempio
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Nell’ipotesi di Gestione Separata al 26,07%, i contributi stimati sono 5.240,07 euro. Dopo la deduzione dei contributi obbligatori fiscalmente deducibili versati, sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.
Per il calcolo completo, compreso un secondo esempio da 50.000 euro, consulta il calcolo tasse del consulente informatico.
Lavorare per una sola società: cosa controllare
Una collaborazione continuativa con una sola società non determina automaticamente lo stesso trattamento in ogni caso. Vanno verificati l’effettiva autonomia del rapporto, le condizioni contrattuali e, se si applica il forfettario, le cause ostative relative ai rapporti con datori di lavoro attuali o precedenti.
Serve un commercialista?
L’assistenza può essere utile soprattutto per scegliere correttamente ATECO e previdenza, verificare l’accesso al forfettario, impostare le fatture e gestire clienti esteri o più attività. Nella guida sul commercialista per consulente informatico trovi i controlli che un servizio fiscale dovrebbe includere.
In sintesi
L’attività di consulente informatico nel 2026 richiede un inquadramento coerente con i servizi realmente svolti. Per la consulenza IT il riferimento è normalmente ATECO 62.20.10, coefficiente forfettario 67% e, nel tipico lavoro autonomo senza altra copertura, Gestione Separata INPS. Programmazione, gestione di infrastrutture e altri servizi tecnici vanno invece verificati separatamente.
Richiedi informazioni sui nostri servizi di apertura, contabilità e gestione fiscale della Partita IVA.
- Apertura della Partita IVA
- Gestione del regime forfettario
- Gestione della contabilità semplificata
Caterina
Servizio clienti
Salve,
Sono un dipendente per una società di servizi informatici e lavoro a tempo pieno con regolare contratto ccnl. La mia domanda è la seguente:
Se volessi aprire una p.iva per svolgere attività in autonomia dovrei inquadrarmi come libero professionista o ditta individuale? Sarei obbligato a iscrivermi alla gestione separata inps oppure, essendo già dipendente, non sono obbligato a versare altri contributi? Potrei svolgere anche attivita di promozione pubblicitaria es: adsense? Oltre che normali conzulenze informatiche? Grazie
Buongiorno Antonello, a nostro avviso sarà conveniente iscriversi come ditta individuale, in modo da non dover versare i contributi per l’attività autonoma. Potrai svolgere più di un’attività, quindi sia la conduzione di campagne di marketing che servizi informatici.
Se vuoi utilizzare il nostro servizio Go commerciante ti consente di aprire la partita iva gratis, di avere la tenuta della contabilità fino al 31/12 e tutti gli altri adempimenti.
Cordiali saluti
Grazie per la risposta. Però da come leggo in giro ho capito che come ditta individuale occorre iscriversi come commerciante e quindi nasce l’esigenza di iscriversi alla camera di commercio, E’ corretto? Inoltre per non pagare 2 volte INPS sembra che debba esistere un albo specifico per la professione. VOlendo fare il consulente informatico tutto questo come si concilia?
Gentile Antonello, confermiamo che l’iscrizione come ditta individuale prevede l’iscrizione in camera di commercio.
Per evitare il versamento dei contributi da commerciante, non è necessaria l’iscrizione ad uno specifico albo, ma che si abbia un rapporto di lavoro da dipendente a tempo pieno.
Cordiali saluti