Il calcolo delle tasse di un avvocato in regime forfettario non coincide con il 15% dei compensi incassati. Prima si determina il reddito forfettario, poi si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e infine si calcola l’imposta sostitutiva.
1. Compensi incassati e coefficiente 78%
Per l’attività legale il coefficiente di redditività è il 78%. Se nell’anno incassi 40.000 euro, il reddito forfettario lordo è 31.200 euro. Le spese reali dello studio non vengono sottratte analiticamente: sono considerate in modo forfettario attraverso il coefficiente.
2. Contributi previdenziali
L’avvocato deve considerare la contribuzione dovuta a Cassa Forense secondo la propria posizione. Non inseriamo un importo standard perché i contributi dipendono dalle regole della Cassa, dall’anzianità e dalla situazione individuale. Ai fini del calcolo fiscale rilevano i contributi previdenziali obbligatori deducibili effettivamente versati.
3. Imposta sostitutiva
Supponiamo, solo per mostrare il meccanismo, che dai 31.200 euro di reddito forfettario possano essere dedotti 5.000 euro di contributi obbligatori versati. La base imponibile diventerebbe 26.200 euro. L’imposta al 15% sarebbe 3.930 euro; con aliquota agevolata del 5%, se spettante, sarebbe 1.310 euro.
Formula
- Compensi incassati × 78% = reddito forfettario lordo.
- Reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base imponibile.
- Base imponibile × 15% oppure 5% = imposta sostitutiva.
- Saldo e acconti determinano l’importo da versare alle scadenze fiscali.
Verifiche prima del preventivo
Assicurati che l’attività sia correttamente classificata con il codice ATECO per avvocati e che siano rispettati i requisiti del regime. Se devi ancora iniziare, leggi aprire Partita IVA da avvocato.
In sintesi
La variabile che rende personale il calcolo dell’avvocato è soprattutto la previdenza. Il coefficiente fiscale è 78%, ma il netto finale va stimato usando i contributi di Cassa effettivamente dovuti e deducibili, non una percentuale previdenziale generica.
Come costruire una stima fiscale realistica
Una simulazione utile per Avvocati deve separare almeno tre grandezze: fatturato o compensi incassati, contributi previdenziali e imposta sostitutiva. Il fatturato non coincide con il reddito imponibile e l’imposta non coincide con il costo fiscale complessivo. Il coefficiente di redditività serve proprio a trasformare i ricavi nel reddito forfettario lordo sul quale prosegue il calcolo.
La parte previdenziale va calcolata con le regole della gestione applicabile alla singola posizione. Solo dopo aver determinato i contributi obbligatori deducibili è possibile arrivare alla base dell’imposta sostitutiva. Per una previsione di cassa bisogna inoltre considerare il momento in cui verranno versati saldo e acconti: il primo anno di attività e gli anni successivi possono quindi avere fabbisogni finanziari diversi anche con ricavi simili.
Dal lordo al netto disponibile
Per evitare sorprese è utile accantonare durante l’anno una quota degli incassi destinata a imposte e contributi. La percentuale da accantonare non può essere uguale per tutti: dipende da coefficiente, previdenza, aliquota dell’imposta, eventuale 5% spettante e situazione personale. Una simulazione va quindi aggiornata quando cambiano ricavi, attività o posizione previdenziale.
Guide collegate
- Regime forfettario per Avvocati
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- Codice ateco per avvocati
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Nota sul coefficiente usato nel calcolo 2026
Il codice dell’attività va individuato con ATECO 2025, ma nel 2026 il coefficiente di redditività non deriva ancora da una nuova tabella ATECO 2025. In attesa dei nuovi coefficienti, il D.Lgs. 81/2025 mantiene quelli dell’Allegato 4 alla legge 190/2014, individuati tramite la corrispondente attività ATECO 2007. Gli esempi di questa pagina utilizzano quindi il coefficiente applicabile secondo tale raccordo.
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