Per il calcolo delle tasse di un disinfestatore in regime forfettario nel 2026 servono tre passaggi: applicare il coefficiente di redditività del 67%, calcolare i contributi INPS Artigiani e applicare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.
Dati 2026 per il calcolo
- ATECO: 81.23.10.
- Coefficiente: 67%.
- Minimale di reddito INPS Artigiani: 18.808 euro.
- Contributo minimo annuo Artigiani: 4.521,36 euro.
- Aliquota previdenziale: 24% fino a 56.224 euro di reddito, 25% sulla quota eccedente.
- Imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% quando spettante.
Ipotesi usate negli esempi
Le simulazioni che seguono assumono un artigiano attivo per l’intero anno, senza riduzione contributiva del 35%, senza collaboratori familiari e senza particolarità previdenziali personali. Servono per capire il meccanismo, non per sostituire il calcolo individuale. Un’attività iniziata a metà anno, una seconda posizione previdenziale o la presenza di collaboratori possono modificare i contributi effettivi.
Formula del regime forfettario
Il reddito lordo fiscale si ottiene con la formula ricavi × 67%. Da questo reddito si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori deducibili; sulla base residua si applica poi l’imposta sostitutiva.
Per esempio, 40.000 euro di ricavi non producono 40.000 euro di reddito imponibile: il reddito forfettario iniziale è 26.800 euro. Allo stesso tempo, però, i costi reali sostenuti per prodotti, veicoli e attrezzature non si sottraggono uno per uno.
INPS Artigiani 2026
La circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo minimo annuo degli artigiani a 4.521,36 euro. Se il reddito supera il minimale, si aggiunge la contribuzione percentuale sulla parte eccedente.
Da quali ricavi scatta la contribuzione sull’eccedenza?
Con coefficiente 67%, il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro con circa 28.072 euro di ricavi. Sotto questa soglia, in una posizione ordinaria attiva per l’intero anno, domina il contributo minimo; sopra la soglia cresce anche la contribuzione sull’eccedenza.
Perché con ricavi bassi l’INPS pesa di più
Il contributo minimo spiega perché il carico percentuale è più pesante nei primi anni o con fatturati bassi. Con 20.000 euro di ricavi, 4.521,36 euro di contributi rappresentano oltre il 22% del fatturato prima ancora dell’imposta. A 50.000 o 80.000 euro l’incidenza si distribuisce su una base di ricavi molto più ampia.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 13.400 euro. Contributi ordinari: circa 4.521,36 euro. Base per l’imposta: 8.878,64 euro. Imposta al 15%: circa 1.331,80 euro; al 5%: circa 443,93 euro.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 20.100 euro. Contributi: circa 4.831,44 euro. Base per l’imposta: 15.268,56 euro. Imposta al 15%: circa 2.290,28 euro; al 5%: circa 763,43 euro.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 33.500 euro. Contributi: circa 8.047,44 euro. Base per l’imposta: 25.452,56 euro. Imposta al 15%: circa 3.817,88 euro; al 5%: circa 1.272,63 euro.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 53.600 euro. Contributi: circa 12.871,44 euro. Base per l’imposta: 40.728,56 euro. Imposta al 15%: circa 6.109,28 euro; al 5%: circa 2.036,43 euro.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Reddito forfettario: 56.950 euro. In questo caso una piccola quota supera anche la prima fascia INPS di 56.224 euro: i contributi sono circa 13.682,70 euro. Base per l’imposta: 43.267,30 euro. Imposta al 15%: circa 6.490,10 euro; al 5%: circa 2.163,37 euro.
Tabella riepilogativa
| Ricavi | Reddito 67% | INPS circa | Imposta 15% |
|---|---|---|---|
| 20.000 € | 13.400 € | 4.521,36 € | 1.331,80 € |
| 30.000 € | 20.100 € | 4.831,44 € | 2.290,28 € |
| 50.000 € | 33.500 € | 8.047,44 € | 3.817,88 € |
| 80.000 € | 53.600 € | 12.871,44 € | 6.109,28 € |
| 85.000 € | 56.950 € | 13.682,70 € | 6.490,10 € |
Contributi più imposta: quanto pesa il totale?
Con aliquota sostitutiva al 15%, sommando solo contributi e imposta degli esempi si ottengono circa 5.853 euro su 20.000 euro di ricavi, 7.122 euro su 30.000, 11.865 euro su 50.000, 18.981 euro su 80.000 e 20.173 euro su 85.000. Questi importi non rappresentano il netto disponibile: vanno ancora sottratti tutti i costi reali dell’attività, che nel forfettario non riducono il reddito fiscale.
Riduzione INPS del 35%
Il contribuente forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può chiedere, quando ne ricorrono le condizioni, la riduzione contributiva del 35%. La richiesta non è automatica e va valutata anche considerando gli effetti sull’accredito previdenziale. Gli esempi precedenti sono calcolati senza questa riduzione.
La riduzione dei contributi non equivale a una riduzione identica del carico complessivo: contributi obbligatori più bassi significano anche una minore deduzione prima dell’imposta sostitutiva. Per questo il risparmio finale va calcolato sulla posizione concreta.
Imposta al 5%: quando non è automatica
L’aliquota al 5% riguarda le nuove attività che rispettano le condizioni previste dalla legge. Non basta avere aperto una nuova Partita IVA: occorre verificare l’eventuale prosecuzione di attività precedenti e gli altri requisiti dell’agevolazione. Se le condizioni non ci sono, si applica il 15%.
Pulizie e disinfestazione: cambia il coefficiente?
Un’impresa può svolgere sia pulizie ordinarie sia servizi di disinfestazione con codici distinti. In molti casi entrambe le attività ricadono comunque nel gruppo di coefficienti al 67%; questo non significa però che possano essere confuse sotto il profilo amministrativo, perché disinfestazione, derattizzazione e sanificazione hanno requisiti tecnico-professionali specifici.
Prodotti, mezzi e DPI non si deducono uno per uno
Insetticidi, ratticidi, disinfettanti, nebulizzatori, atomizzatori, veicoli, DPI e assicurazioni possono incidere molto sui margini. Nel forfettario questi costi reali non vengono sottratti analiticamente dal reddito: il sistema presume costi pari al 33% dei ricavi. Per imprese con forte impiego di materiali e personale il confronto con il regime ordinario è quindi particolarmente importante.
Nel forfettario contano gli incassi
Per determinare il reddito dell’anno conta il principio di cassa: rilevano gli importi effettivamente incassati. Questo è importante nei contratti periodici con condomini, aziende o strutture ricettive, soprattutto quando fattura e pagamento cadono in anni diversi.
Cosa succede vicino a 85.000 e 100.000 euro
La simulazione va affiancata al controllo delle soglie del regime. Superare 85.000 euro produce l’uscita dal forfettario dall’anno successivo secondo le regole ordinarie; se i ricavi superano 100.000 euro, gli effetti di uscita sono immediati. Per chi lavora con grandi contratti stagionali o annuali è quindi utile monitorare gli incassi mese per mese.
Guide collegate e calcolatore
Verifica prima il codice ATECO del disinfestatore e i requisiti nella guida su come aprire la Partita IVA. Puoi poi confrontare la simulazione con il calcolatore del regime forfettario, il regime forfettario per disinfestatori e la pagina sul commercialista.
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