Il calcolo delle tasse del giornalista in regime forfettario parte dai compensi incassati, applica il coefficiente di redditività del 67%, sottrae i contributi INPGI deducibili e solo dopo applica l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%. Il contributo integrativo INPGI del 4% va invece tenuto separato perché non è fiscalmente deducibile.
Per stimare il netto reale bisogna distinguere reddito fiscale, contributi previdenziali, imposta sostitutiva e costi professionali. Il giornalista può infatti sostenere spese per attrezzatura, software, trasferte, connessione, collaborazioni e produzione di contenuti che nel forfettario non vengono dedotte analiticamente.
Formula per calcolare tasse e contributi del giornalista
- compensi incassati × 67% = reddito forfettario lordo;
- reddito forfettario lordo − contributi INPGI deducibili = base imponibile fiscale;
- base imponibile × 15% oppure 5% = imposta sostitutiva;
- contributo integrativo INPGI del 4% = voce previdenziale separata;
- imposta + previdenza + costi reali = fabbisogno economico effettivo.
Per la tipica attività di giornalista indipendente il codice ATECO 2025 è 90.11.01. Le differenze con blogger, copywriter, fotoreporter e altre attività editoriali sono spiegate nella guida sul codice ATECO del giornalista.
Coefficiente di redditività del 67%
Nel forfettario il 67% dei compensi rilevanti viene considerato reddito professionale lordo ai fini fiscali. Il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente dal sistema.
Con 30.000 euro di compensi, per esempio, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Da questo importo si passa poi alla contribuzione previdenziale deducibile e all’imposta sostitutiva.
Perché nel 2026 si usa ancora il coefficiente 67%
ATECO 2025 ha introdotto il codice 90.11.01, ma i coefficienti di redditività del forfettario non sono stati ancora sostituiti da una nuova tabella costruita sulla classificazione 2025.
Il D.Lgs. 81/2025 dispone quindi di continuare ad applicare i coefficienti dell’Allegato 4 alla legge 190/2014 tramite il codice ATECO 2007 corrispondente. Per il giornalista indipendente il coefficiente di riferimento resta 67%.
INPGI: contributo soggettivo 12% e 14%
Per i giornalisti liberi professionisti l’INPGI prevede un contributo soggettivo pari al 12% del reddito professionale netto fino a 24.000 euro e al 14% sulla quota eccedente 24.000 euro.
Il contributo soggettivo è collegato al reddito professionale e costituisce la principale voce previdenziale personale del giornalista autonomo.
Contributo integrativo INPGI del 4%
Il contributo integrativo è pari al 4% dei corrispettivi lordi dell’attività giornalistica autonoma. È posto a carico del committente e viene poi versato dal giornalista all’INPGI.
L’INPGI chiarisce che l’integrativo non concorre alla formazione del reddito imponibile e non è fiscalmente deducibile. Va quindi mantenuto separato nel calcolo dell’imposta sostitutiva.
Contributo di maternità
Alla contribuzione si aggiunge il contributo di maternità, fissato annualmente dall’Istituto. Nel minimo 2026 la quota maternità è pari a 23,70 euro.
Il contributo di maternità è fiscalmente deducibile secondo le indicazioni INPGI e va quindi distinto dall’integrativo del 4%.
Contributo minimo INPGI 2026
Per il 2026 il minimo ordinario INPGI è pari a 430,71 euro, composto da 305,26 euro di soggettivo, 101,75 euro di integrativo e 23,70 euro di maternità.
L’INPGI prevede un minimo ridotto per gli iscritti all’Ordine da meno di cinque anni e per i pensionati secondo le condizioni pubblicate dall’Istituto. La fonte ufficiale è il comunicato sul contributo minimo INPGI 2026.
Esempio con 20.000 euro di compensi
Con 20.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo al 67% è 13.400 euro. Il contributo soggettivo teorico al 12% è 1.608 euro.
| Compensi | 20.000 € |
| Reddito forfettario 67% | 13.400 € |
| Soggettivo INPGI 12% | 1.608 € |
| Maternità 2026 | 23,70 € |
| Base fiscale indicativa | 11.768,30 € |
| Imposta 15% | 1.765,25 € |
| Imposta 5% | 588,42 € |
| Integrativo 4% | 800 € |
Esempio con 40.000 euro di compensi
Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 26.800 euro. Il soggettivo è 12% sui primi 24.000 euro e 14% sui 2.800 euro eccedenti, per un totale teorico di 3.272 euro.
| Compensi | 40.000 € |
| Reddito forfettario 67% | 26.800 € |
| Soggettivo INPGI | 3.272 € |
| Maternità 2026 | 23,70 € |
| Base fiscale indicativa | 23.504,30 € |
| Imposta 15% | 3.525,65 € |
| Imposta 5% | 1.175,22 € |
| Integrativo 4% | 1.600 € |
Esempio con 60.000 euro di compensi
Con 60.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 40.200 euro. Il soggettivo teorico è 2.880 euro sui primi 24.000 euro e 2.268 euro sulla quota eccedente, per un totale di 5.148 euro.
| Compensi | 60.000 € |
| Reddito forfettario 67% | 40.200 € |
| Soggettivo INPGI | 5.148 € |
| Maternità 2026 | 23,70 € |
| Base fiscale indicativa | 35.028,30 € |
| Imposta 15% | 5.254,25 € |
| Imposta 5% | 1.751,42 € |
| Integrativo 4% | 2.400 € |
Gli esempi servono a mostrare il meccanismo. Il calcolo fiscale definitivo dipende dai contributi effettivamente dovuti e versati, dalla posizione INPGI concreta e dall’aliquota dell’imposta effettivamente spettante.
Quando incidono i contributi minimi
Con redditi molto bassi, l’applicazione delle sole percentuali può produrre contributi inferiori ai minimi annuali. In quel caso bisogna confrontare il risultato teorico con gli importi minimi INPGI applicabili alla posizione del giornalista.
Per questo una simulazione su fatturati ridotti deve verificare anche anzianità di iscrizione all’Ordine, eventuale pensione e altre condizioni che possono modificare il minimo.
Esempio con compensi molto bassi: quando scatta il minimo
Con 2.000 euro di compensi il reddito forfettario al 67% è 1.340 euro. Il soggettivo teorico al 12% sarebbe 160,80 euro e l’integrativo teorico al 4% sarebbe 80 euro: entrambi risultano inferiori ai minimi ordinari 2026 pubblicati dall’INPGI.
In una posizione ordinaria diventano quindi rilevanti i minimi di 305,26 euro per il soggettivo, 101,75 euro per l’integrativo e 23,70 euro per maternità, per un totale minimo di 430,71 euro. Questo esempio mostra perché, con compensi bassi, non basta applicare le percentuali.
5% o 15%: cosa cambia
Il meccanismo di determinazione del reddito resta identico; cambia l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicata dopo la deduzione dei contributi previdenziali ammessi.
Il 5% può spettare nelle nuove attività soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla legge. Il quadro completo è nella guida sul regime forfettario per giornalisti.
Contributi dovuti, versati e deducibili
Nel calcolo reale bisogna distinguere contributi INPGI maturati, contributi effettivamente versati e contributi fiscalmente deducibili.
L’INPGI chiarisce che soggettivo, contributo aggiuntivo e maternità sono deducibili fiscalmente, mentre l’integrativo non lo è. Il momento della deduzione dipende comunque dai versamenti effettivamente effettuati.
Diritto d’autore e contribuzione
Il contributo integrativo del 4% si applica anche ai corrispettivi da cessione del diritto d’autore collegati all’attività giornalistica autonoma secondo la disciplina INPGI.
Per questo compensi da diritto d’autore e normali fatture professionali non devono essere sommati o esclusi dal calcolo previdenziale in modo automatico senza verificarne la natura.
Co.Co.Co. e libera professione nello stesso anno
Un giornalista può percepire nello stesso anno compensi da collaborazione coordinata e continuativa e redditi da attività libero-professionale. Le due componenti seguono regole previdenziali differenti e devono essere tenute separate.
La comunicazione reddituale INPGI distingue infatti i redditi da libera professione dai redditi da lavoro subordinato, Co.Co.Co. o altre attività autonome.
Saldo, acconti e scadenze INPGI
Il contributo minimo 2026 scade il 31 luglio per i soggetti tenuti al versamento. L’INPGI prevede inoltre modalità di pagamento e rateazione dei contributi dovuti secondo il proprio calendario.
Per le date operative dell’anno corrente consulta la guida sulle scadenze INPGI.
Saldo, acconti fiscali e liquidità
L’imposta sostitutiva maturata non coincide necessariamente con il solo importo pagato alla prima scadenza. In dichiarazione possono sommarsi saldo e acconti, mentre i contributi INPGI seguono un calendario proprio.
È quindi prudente accantonare durante l’anno una quota degli incassi destinata separatamente a imposte e previdenza.
Come stimare l’accantonamento durante l’anno
Non esiste una percentuale unica valida per ogni giornalista, perché cambiano aliquota fiscale, reddito, contribuzione INPGI, eventuali riduzioni e costi professionali. Una gestione prudente separa comunque una quota degli incassi per l’INPGI e una quota per imposta, saldo e acconti.
La simulazione andrebbe aggiornata quando aumentano i compensi, si supera la soglia di 24.000 euro di reddito professionale su cui cambia l’aliquota soggettiva INPGI, oppure quando iniziano nuove attività o cambiano i rapporti di lavoro.
Costi reali e netto disponibile
Il reddito fiscale non coincide con il netto economico. Telefono, connessione, computer, software, trasferte, attrezzatura, formazione, fotografie, collaborazioni e altre spese devono essere pagati anche se nel forfettario non vengono dedotti analiticamente.
Per sapere quanto resta davvero bisogna quindi sottrarre, oltre a imposta e contributi, anche i costi professionali reali.
Quando il forfettario può perdere convenienza
Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei compensi. Se le spese effettive superano stabilmente questa quota, il vantaggio del forfettario può ridursi.
Il confronto con il regime ordinario diventa particolarmente utile quando crescono collaborazioni, trasferte, produzione multimediale, strumenti di lavoro o altri costi non recuperabili analiticamente nel forfettario.
Più attività e più coefficienti
Se il giornalista svolge stabilmente anche blogging, copywriting, fotografia, formazione o produzione video con codici distinti, può essere necessario separare i compensi e verificare il coefficiente corretto per ciascuna attività.
La corretta classificazione è approfondita nella guida sul codice ATECO giornalista.
Quando rifare la simulazione
- quando aumentano rapidamente gli incassi;
- quando cambia l’aliquota del 5% o 15%;
- quando cambia la posizione INPGI;
- quando termina una riduzione contributiva;
- quando nasce una seconda attività;
- quando crescono molto i costi reali;
- quando iniziano o cessano Co.Co.Co. o lavoro dipendente;
- quando ci si avvicina alle soglie del forfettario.
Errori frequenti nel calcolo
- applicare il 15% direttamente ai compensi;
- confondere coefficiente 67% e aliquota fiscale;
- ignorare il salto dal 12% al 14% del soggettivo INPGI;
- considerare deducibile anche l’integrativo del 4%;
- ignorare i contributi minimi;
- considerare automatico il 5%;
- confondere Co.Co.Co. e libera professione;
- considerare netto disponibile il reddito fiscale senza sottrarre i costi reali.
Documenti utili per un calcolo preciso
- totale dei compensi effettivamente incassati;
- codice o codici ATECO utilizzati;
- prospetto INPGI dei contributi dovuti e versati;
- eventuali riduzioni contributive;
- aliquota del 5% o 15% effettivamente spettante;
- F24 e acconti già pagati;
- eventuali Co.Co.Co. o redditi da lavoro dipendente;
- principali costi professionali.
Per l’inquadramento iniziale trovi la guida sulla Partita IVA giornalista; per la gestione continuativa consulta la pagina sul commercialista per giornalisti.
Domande frequenti
Quanto paga di tasse un giornalista forfettario?
Dipende da compensi, coefficiente 67%, contributi INPGI deducibili e aliquota del 5% o 15%. Non esiste una percentuale unica da applicare direttamente al fatturato.
Qual è il contributo soggettivo INPGI?
È pari al 12% del reddito professionale netto fino a 24.000 euro e al 14% sulla quota eccedente.
Qual è il contributo integrativo INPGI?
È pari al 4% dei corrispettivi lordi dell’attività giornalistica autonoma ed è posto a carico del committente.
Il 4% INPGI riduce direttamente l’imposta?
No. L’INPGI chiarisce che il contributo integrativo non è fiscalmente deducibile.
Qual è il coefficiente di redditività del giornalista?
Nel tipico inquadramento forfettario del giornalista indipendente il coefficiente di riferimento è 67%.
Quanto è il minimo INPGI 2026?
Il minimo ordinario 2026 è 430,71 euro, salvo riduzioni applicabili alla specifica posizione.
In sintesi
Il calcolo delle tasse del giornalista forfettario segue una sequenza precisa: compensi incassati, coefficiente 67%, contributi INPGI deducibili e imposta sostitutiva del 5% o 15%.
Per una stima realistica bisogna inoltre considerare integrativo 4%, minimo INPGI, saldo e acconti e costi reali dell’attività. Solo così si arriva al netto realmente disponibile.
Una simulazione aggiornata durante l’anno è più utile di un unico calcolo effettuato soltanto in dichiarazione.
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Caterina
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