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Codice ATECO 55.20.10: Ostelli

Aggiornato il 2 Ottobre 2026

Home > Blog > Codice ATECO 55.20.10: Ostelli

Il codice ATECO 55.20.10 identifica gli ostelli. È il riferimento da verificare per strutture ricettive organizzate per soggiorni brevi, spesso con camere condivise, spazi comuni e servizi essenziali, distinte da B&B, case religiose e altre strutture sociali.

DatoIndicazione
Codice ATECO 202555.20.10
Denominazione ufficialeOstelli
Case religiose55.20.31
Case sociali55.20.32
B&B55.20.41
Coefficiente forfettario40%, da verificare nel quadro vigente
CINDa ottenere per le strutture ricettive soggette alla disciplina nazionale

Cosa comprende il codice ATECO 55.20.10

ISTAT classifica nel 55.20.10 gli ostelli, strutture ricettive attrezzate per soggiorni di breve durata. Nelle statistiche turistiche rientrano in particolare gli ostelli per la gioventù, ma la classificazione ATECO va coordinata con le definizioni regionali della struttura. Il riferimento ufficiale è la classificazione ATECO 2025 di ISTAT.

L’ostello può rivolgersi a giovani, gruppi, viaggiatori individuali, famiglie o altre categorie previste dalla disciplina regionale. Camere condivise e spazi comuni sono frequenti ma non sono, da soli, sufficienti: conta la tipologia ricettiva autorizzata.

Il modello può prevedere dormitori, camere private, bagni condivisi, cucina comune, spazi per socializzazione e deposito bagagli. Alcune Regioni distinguono ulteriormente tra ostelli per la gioventù e altre forme di ostello: la visura deve restare coerente con la struttura effettivamente autorizzata.

Il modello tipico prevede più posti letto, camere condivise o private, aree comuni e servizi essenziali. La presenza di cucina comune, reception o spazi sociali non trasforma l’ostello in hotel se la struttura resta autorizzata come ostello.

Ostello, B&B e affittacamere: differenze

Il B&B utilizza il 55.20.41 e segue una disciplina regionale specifica; camere, case e appartamenti per vacanze rientrano invece nel 55.20.42. L’ostello è una categoria ricettiva distinta e non va scelto soltanto perché offre letti a prezzo contenuto.

Contano autorizzazione, organizzazione, destinazione degli spazi e tipologia ricettiva riconosciuta a livello regionale.

Un affittacamere che offre singole camere non diventa ostello per la presenza di più letti; allo stesso modo un ostello non diventa B&B perché serve la colazione. La classificazione deriva dall’intero modello ricettivo e dalla categoria amministrativa della struttura.

Ostello e case di ospitalità

ATECO 2025 separa gli ostelli dalle case religiose di ospitalità 55.20.31 e dalle altre case sociali di ospitalità 55.20.32. Queste ultime sono spesso gestite da enti religiosi, enti pubblici o soggetti senza fini di lucro per finalità sociali, culturali o assistenziali.

Una struttura aperta al normale mercato turistico con organizzazione da ostello non dovrebbe quindi utilizzare i codici delle case sociali solo perché è gestita da un’associazione.

Se l’associazione gestisce l’ostello con corrispettivi, promozione e organizzazione commerciale, va distinta l’attività ricettiva dalle finalità istituzionali dell’ente. Viceversa, un centro sociale riservato a specifiche categorie può rientrare nelle case di ospitalità anche se utilizza camere condivise.

CIN, SCIA e Alloggiati Web

Gli ostelli, come strutture ricettive, devono verificare gli adempimenti regionali e comunali, inclusa la SCIA o altra comunicazione quando prevista. Devono inoltre ottenere il CIN secondo la disciplina nazionale applicabile alle strutture turistico-ricettive.

Restano gli obblighi di comunicazione degli ospiti tramite Alloggiati Web e quelli statistici sui flussi turistici previsti dalle procedure territoriali.

Devono inoltre essere verificati requisiti di sicurezza, prevenzione incendi quando applicabile, accessibilità, capienza, servizi igienici e standard minimi previsti dalla Regione. Le strutture con molti posti letto possono avere obblighi tecnici più articolati rispetto a una piccola struttura ricettiva.

Regime forfettario e coefficiente del 40%

Per le attività di alloggio il coefficiente di redditività nel regime forfettario è normalmente 40%, da verificare con il raccordo vigente per ATECO 2025. Il coefficiente non tiene conto analiticamente dei costi effettivi della struttura.

Personale, affitto, utenze, lavanderia, manutenzione, commissioni dei portali e pulizie possono incidere molto sul margine reale di un ostello.

La convenienza del forfettario va quindi valutata sul rapporto tra ricavi e costi effettivi. Una struttura con molti posti letto ma margini ridotti può avere una dinamica molto diversa da un piccolo ostello con costi fissi contenuti.

Un ostello può avere forte stagionalità e ricavi molto variabili in base a destinazione, eventi, gruppi scolastici e flussi internazionali. Occupazione dei posti letto, prezzo medio e commissioni dei portali sono indicatori utili per valutare il margine reale dell’attività.

INPS e forma dell’impresa

Per un ostello gestito in forma d’impresa va verificato l’inquadramento previdenziale del titolare o dei soci operativi. La gestione concreta, la forma giuridica e il ruolo personale sono più importanti del solo codice ATECO.

Una struttura gestita da un ente non commerciale o da un’associazione può avere un quadro differente rispetto a una ditta individuale o società commerciale.

Servizi accessori: colazione, bar e attività ricreative

Un ostello può offrire colazione, bar, deposito bagagli, lavanderia, noleggio attrezzature o attività ricreative. Se tali servizi restano accessori all’alloggio non richiedono automaticamente un diverso codice principale.

Quando però una componente diventa autonoma e rilevante, per esempio un bar aperto anche al pubblico esterno, va verificata la classificazione specifica.

Lo stesso vale per tour, noleggio biciclette, coworking o organizzazione di eventi: se sono servizi marginali restano accessori, ma se hanno una propria organizzazione e ricavi significativi possono richiedere un ulteriore codice ATECO.

Esempi pratici

Ostello urbano con dormitori e camere private. Se autorizzato come ostello, 55.20.10 è il riferimento da verificare.

Casa per ritiri spirituali gestita da ente religioso. Va verificato 55.20.31.

Centro di vacanza sociale gestito da ente non profit. Può rientrare nel 55.20.32.

Errori frequenti con il codice 55.20.10

  • Usarlo per qualunque struttura con camere condivise.
  • Confondere ostello e casa sociale o religiosa.
  • Ignorare la disciplina regionale della struttura.
  • Dimenticare CIN, comunicazione ospiti e flussi turistici.
  • Applicare automaticamente un inquadramento INPS senza verificare la forma di gestione.

La gestione economica di un ostello dipende molto da tasso di occupazione, numero di posti letto, prezzo medio e costi di turnover. Camere condivise e alta capacità possono aumentare i ricavi potenziali, ma richiedono anche pulizia frequente, gestione degli spazi comuni, reception e manutenzione continua.

Le prenotazioni tramite OTA e portali internazionali possono incidere sensibilmente sul margine per effetto delle commissioni. Per questo è utile distinguere ricavi lordi da ricavi realmente trattenuti e valutare la convenienza del regime fiscale sul margine effettivo, non soltanto sul fatturato.

Se l’ostello offre dormitori, camere private e servizi aggiuntivi, conviene mantenere prezzi e contabilità gestionale separati per capire quali formule generano maggiore margine. Questa analisi non cambia l’ATECO, ma aiuta a verificare se il modello ricettivo rimane coerente con la categoria autorizzata.

In presenza di bar, ristorazione o servizi aperti anche ai non ospiti, va verificato se tali attività restino accessorie oppure richiedano un codice aggiuntivo. La semplice colazione inclusa nel pernottamento è diversa da un’attività di somministrazione autonoma.

Un ostello può lavorare con clientela molto diversa: viaggiatori individuali, gruppi scolastici, sportivi, associazioni o famiglie. Questa varietà può incidere su stagionalità, durata media del soggiorno e organizzazione dei servizi comuni.

La gestione di gruppi numerosi richiede particolare attenzione a check-in, deposito bagagli, turni di pulizia e uso degli spazi condivisi. Anche le politiche di cancellazione e le prenotazioni di gruppo possono influire molto sulla redditività.

Quando sono presenti cucina comune o aree condivise, il gestore deve definire regole chiare di utilizzo e sicurezza. Se vengono invece preparati e venduti pasti o bevande in modo autonomo, può emergere una vera attività di somministrazione.

Le recensioni online e il punteggio sui portali incidono fortemente sul prezzo medio e sul tasso di occupazione. Per questo manutenzione, pulizia e gestione degli ospiti sono elementi economici centrali, non semplici aspetti operativi.

Dal punto di vista amministrativo, un ostello deve mantenere coerenza tra categoria autorizzata, numero di posti letto effettivi e modalità di vendita online. Se la struttura cambia layout, aumenta la capacità o introduce nuove tipologie di camere, può essere necessario aggiornare anche gli adempimenti locali.

Per i gruppi organizzati è utile definire condizioni specifiche su caparre, cancellazioni e servizi inclusi. Questi aspetti incidono sul rischio economico della struttura e sulla gestione dei flussi di cassa, soprattutto nei periodi di alta stagione.

Per confrontare le strutture vicine: le case religiose usano 55.20.31, le case sociali 55.20.32, i B&B 55.20.41 e le case e appartamenti vacanza 55.20.42.

Domande frequenti sul codice ATECO 55.20.10

Qual è il codice ATECO degli ostelli?

ATECO 2025 prevede il codice 55.20.10.

Un ostello usa lo stesso codice del B&B?

No. Il B&B usa 55.20.41.

Il CIN è obbligatorio?

Le strutture ricettive soggette alla disciplina nazionale devono ottenere e indicare il CIN.

Qual è il coefficiente forfettario?

Per il settore alloggio è normalmente 40%, da verificare con il raccordo vigente.

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