Il codice ATECO del fabbro nel 2026 dipende dal lavoro realmente svolto. Il 25.53.00 è corretto per lavorazioni di meccanica generale dei metalli, ma non va usato automaticamente per chi produce cancelli e serramenti, fabbrica serrature, duplica chiavi o svolge soprattutto posa.
25.53.00: lavorazioni di meccanica generale dei metalli
Secondo le note ufficiali ISTAT ATECO 2025, il 25.53.00 comprende alesatura, tornitura, fresatura, taglio, rettifica, affilatura, sabbiatura, lucidatura, smerigliatura, saldatura e giuntatura di pezzi metallici. È quindi adatto a chi vende principalmente lavorazioni metalliche e non un prodotto finito classificato in una voce più specifica.
25.12.10: cancelli, porte, finestre e infissi metallici
La fabbricazione di porte, finestre, telai, imposte e cancelli in metallo è classificata con 25.12.10. Le note ISTAT includono espressamente cancelli e serramenti metallici. Un fabbro che costruisce questi manufatti nel proprio laboratorio deve quindi verificare questo codice anche se durante la produzione utilizza saldatura e taglio.
25.62.00: serrature e cerniere
La fabbricazione di serrature, lucchetti, chiavi, cerniere e altra ferramenta di chiusura appartiene al 25.62.00. Questo codice riguarda la produzione: non va confuso con il servizio di duplicazione chiavi o con l’intervento presso il cliente su una serratura già installata.
95.29.91: duplicazione chiavi
ATECO 2025 utilizza il 95.29.91 per affilatura di coltelli, duplicazione di chiavi e incisione rapida. Se il negozio del fabbro genera una parte autonoma e abituale dei ricavi dalla duplicazione, questa attività va distinta dalle lavorazioni metallurgiche del laboratorio.
Riparazione di serrature e pronto intervento
La riparazione, modifica o apertura di dispositivi di chiusura non va ricondotta automaticamente al 25.53.00. ATECO 2025 tratta i servizi su dispositivi di sicurezza e chiusura in sezioni specifiche: per un fabbro serraturiere o un pronto intervento è quindi necessario descrivere con precisione il servizio e verificare il codice applicabile, soprattutto quando sono presenti anche vendita, installazione o servizi di sicurezza.
43.32.01 e 43.32.02: quando prevale la posa
La posa di porte blindate è classificata con 43.32.01; la posa di porte non blindate, finestre e altri infissi con 43.32.02. Sono codici da valutare quando l’impresa non produce il manufatto ma svolge soprattutto installazione di prodotti acquistati da altri.
Produzione più posa: quale codice prevale?
Se il fabbro produce il cancello nel proprio laboratorio e poi lo installa, produzione e posa fanno parte dello stesso ciclo economico ma possono richiedere una corretta descrizione delle attività esercitate. Se invece la posa di infissi acquistati da terzi genera una linea di ricavi autonoma, può essere opportuno affiancare un codice secondario. L’attività prevalente va scelta in base a ciò che produce più ricavi, non in base alla denominazione commerciale usata sul sito o sull’insegna.
Strutture metalliche: attenzione al gruppo 25.11
Quando il lavoro riguarda vere strutture metalliche e loro parti, carpenterie o elementi strutturali destinati alla costruzione, va verificato anche il gruppo 25.11. Una ringhiera decorativa, un cancello e una struttura portante non sono automaticamente la stessa attività ATECO.
Tre esempi per scegliere il codice
- Laboratorio che salda pezzi per conto terzi: il 25.53.00 è il primo riferimento da verificare.
- Artigiano che produce cancelli e infissi su misura: il 25.12.10 descrive meglio il prodotto finito realizzato.
- Installatore che acquista porte già costruite e le monta: deve verificare i codici di posa 43.32.01 o 43.32.02 in base al manufatto.
Vendita di ferramenta senza lavorazione
La vendita abituale di serrature, maniglie, accessori o altri prodotti acquistati da terzi è un’attività commerciale distinta dalla produzione artigianale. Se diventa una linea autonoma di ricavi va classificata separatamente e può avere un trattamento forfettario diverso da quello delle lavorazioni manifatturiere. Per questo è utile distinguere nel gestionale ricavi da produzione, posa, servizi e vendita.
Quando aggiornare l’ATECO
Il codice scelto all’apertura non è immutabile. Se nel tempo il fabbro smette di lavorare pezzi per conto terzi e passa soprattutto alla produzione di cancelli, oppure trasforma il laboratorio in attività prevalentemente commerciale o di posa, va verificata una variazione dell’attività. La classificazione deve continuare a rappresentare ciò che produce realmente i ricavi.
Coefficiente forfettario: 67% per le attività manifatturiere considerate
Per le attività manifatturiere della divisione 25 descritte in questa guida, il coefficiente di redditività utilizzato nel regime forfettario è il 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito lordo forfettario è quindi 20.100 euro. Se l’attività effettiva porta invece a un codice appartenente a un diverso gruppo fiscale, il coefficiente deve essere verificato di nuovo.
INPS Artigiani 2026
Per il fabbro artigiano il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo ordinario annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota pensionistica ordinaria al 24% nella prima fascia.
Errori da evitare
- scegliere 25.53.00 solo perché si usa una saldatrice;
- usare 25.53.00 per un laboratorio che produce soprattutto cancelli e serramenti;
- confondere fabbricazione di serrature e duplicazione di chiavi;
- trattare la sola posa come se fosse produzione;
- assumere che ogni attività chiamata “fabbro” abbia lo stesso coefficiente fiscale.
Guide collegate
Dopo aver verificato il codice consulta il regime forfettario per fabbro, la guida su come aprire la Partita IVA, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per fabbri.
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