Un commercialista per fabbro deve partire da una domanda concreta: l’impresa lavora pezzi metallici, produce cancelli e infissi, fabbrica serrature, duplica chiavi oppure svolge soprattutto posa? Nel 2026 la corretta gestione fiscale dipende da questa distinzione prima ancora che dal regime forfettario.
La prima verifica è l’attività reale
Il termine “fabbro” comprende lavorazioni molto diverse. Per evitare errori, il commercialista deve ricostruire ricavi, prodotti venduti, lavorazioni, modalità di posa, laboratorio, clienti e attività secondarie. Solo dopo può scegliere ATECO principale ed eventuali codici aggiuntivi.
25.53.00 per lavorazioni e saldatura
Le note ISTAT ATECO 2025 classificano nel 25.53.00 lavorazioni di meccanica generale come taglio, rettifica, smerigliatura, saldatura e giuntatura di pezzi metallici. È il riferimento da verificare quando il servizio venduto è la lavorazione del metallo e non prevale un manufatto specifico.
25.12.10 per cancelli, porte e finestre
Se l’impresa produce soprattutto cancelli, porte, finestre, telai o imposte in metallo, il codice da verificare è 25.12.10. Il commercialista non deve lasciare 25.53.00 solo perché il ciclo produttivo utilizza saldatura: conta il prodotto che genera i ricavi.
Serrature, chiavi e posa richiedono controlli separati
La fabbricazione di serrature e cerniere ricade nel 25.62.00; la duplicazione di chiavi nel 95.29.91. La sola posa di porte blindate o altri infissi è classificata nella divisione 43. Se queste attività hanno ricavi autonomi, il commercialista deve valutarne la corretta rappresentazione in anagrafica e in dichiarazione.
Regime forfettario e coefficiente 67%
Per le attività manifatturiere della divisione 25 considerate in questa guida il coefficiente di redditività è 67%. Con 50.000 euro di ricavi il reddito lordo forfettario è 33.500 euro. Il coefficiente deve però essere nuovamente verificato se l’attività effettiva conduce a un diverso gruppo fiscale.
Il commercialista deve guardare anche i costi reali
Nel forfettario il 33% dei ricavi rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Per un fabbro con forte consumo di ferro, acciaio, gas di saldatura, elettricità, abrasivi, attrezzature e furgone questa percentuale può essere inferiore ai costi reali. Il regime va quindi valutato sulla marginalità effettiva, non soltanto sull’aliquota d’imposta.
Controllare il margine per commessa
Per cancelli, ringhiere e lavori su misura è utile confrontare preventivo e consuntivo: materiali acquistati, ore effettive, lavorazioni esterne, trasporto e posa. Questo controllo non cambia il reddito fiscale forfettario, ma permette di capire se il 33% di costi presunti è realistico e se il prezzo praticato lascia un margine sufficiente dopo INPS e imposta. Un commercialista che segue l’attività può usare questi dati per valutare periodicamente la convenienza del regime.
INPS Artigiani 2026
Per il fabbro che lavora personalmente nella propria impresa il riferimento è normalmente la Gestione Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 indica minimale di reddito di 18.808 euro, contributo minimo ordinario annuo di 4.521,36 euro e aliquota pensionistica ordinaria del 24% nella prima fascia.
Con il 67% il minimale si supera a circa 28.072 euro
Questa soglia aiuta a pianificare il carico contributivo: sopra circa 28.072 euro di ricavi, in regime ordinario, il reddito forfettario supera il minimale e alla contribuzione minima si aggiunge quella sull’eccedenza.
Riduzione INPS del 35%
Il commercialista deve verificare se il contribuente può e vuole aderire al regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. Il beneficio riduce i versamenti, ma incide anche sull’accredito contributivo e non va applicato senza una scelta consapevole.
Acconti per materiali e principio di cassa
Per realizzare un cancello o una struttura su misura il fabbro può chiedere anticipi prima di acquistare i materiali. Nel forfettario gli incassi seguono il principio di cassa, mentre ferro e componenti non vengono dedotti analiticamente. Il commercialista dovrebbe quindi aiutare a separare liquidità destinata ai materiali, imposte e contributi.
Laboratorio, INAIL e sicurezza
Saldatura, taglio e smerigliatura espongono a rischi specifici. L’INAIL richiama DPI specifici per le operazioni di saldatura. La posizione assicurativa e gli altri adempimenti devono riflettere le lavorazioni e l’organizzazione reale dell’impresa, soprattutto in presenza di dipendenti e macchinari.
Fabbro che lavora in cantiere
Se l’impresa installa manufatti in cantieri temporanei o mobili, va verificata anche la patente a crediti e la documentazione richiesta dal contesto di cantiere. Non bisogna però estendere automaticamente questi obblighi a ogni intervento presso un cliente.
Imposta al 5%: controllo della vera nuova attività
Il 5% non è un premio automatico per chi apre la Partita IVA. Il commercialista deve verificare tutte le condizioni previste per la nuova attività e l’eventuale prosecuzione sostanziale di lavori svolti in precedenza. In assenza dei requisiti si applica il 15%.
Soglie 85.000 e 100.000 euro
Durante l’anno vanno monitorati gli incassi complessivi, comprese eventuali attività secondarie. La soglia ordinaria di 85.000 euro e quella di 100.000 euro hanno effetti diversi sulla permanenza nel regime e non vanno controllate soltanto a fine esercizio.
Cosa dovrebbe comprendere la gestione annuale
- verifica periodica ATECO e attività secondarie;
- controllo dei requisiti del forfettario;
- fatturazione elettronica e incassi;
- INPS Artigiani e scadenze contributive;
- valutazione della riduzione del 35%;
- saldo, acconti e dichiarazione dei redditi;
- monitoraggio delle soglie 85.000/100.000 euro;
- coordinamento con adempimenti camerali, INAIL e di cantiere quando applicabili.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per fabbro, l’apertura della Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo di tasse e contributi.
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