Il regime forfettario per un fabbro nel 2026 può essere conveniente, ma la prima decisione non è fiscale: bisogna capire che cosa produce o ripara davvero l’impresa. Il termine “fabbro” comprende attività molto diverse e non esiste un unico codice ATECO valido per ogni caso.
Fabbro in forfettario: i dati da conoscere
- 25.53.00: lavorazioni di meccanica generale dei metalli, incluse saldatura, taglio, smerigliatura e giunzione di pezzi metallici;
- 25.12.10: fabbricazione di porte, finestre, telai, imposte e cancelli in metallo;
- 25.62.00: fabbricazione di serrature, chiavi e cerniere;
- 43.32.01/02: posa di porte blindate o di altri infissi quando la posa è l’attività effettiva;
- coefficiente forfettario: 67% per le attività manifatturiere della divisione 25 qui considerate;
- previdenza: Gestione Artigiani quando ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana.
ATECO 25.53.00: quando è corretto
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono nel 25.53.00 – Lavori di meccanica generale dei metalli operazioni come taglio, rettifica, lucidatura, smerigliatura, saldatura e giuntatura di pezzi metallici. È quindi coerente per un laboratorio che esegue lavorazioni metalliche per conto proprio o di terzi, senza avere come attività principale la produzione di uno specifico manufatto classificato altrove.
Cancelli, porte e finestre: 25.12.10
Se il lavoro principale consiste nel fabbricare cancelli, porte, finestre, telai o imposte in metallo, il riferimento da verificare è invece il 25.12.10. La saldatura utilizzata durante la produzione non trasforma automaticamente l’attività in 25.53.00: conta il prodotto che l’impresa realizza e vende.
Serrature, chiavi e pronto intervento
Anche il “fabbro serraturiere” va distinto. La fabbricazione di serrature e cerniere rientra nel 25.62.00, mentre la duplicazione di chiavi ha una classificazione propria nel 95.29.91. Apertura, riparazione o modifica di dispositivi di chiusura richiedono una verifica specifica della prestazione effettivamente offerta. Per questo non è corretto scegliere 25.53.00 soltanto perché l’attività viene commercialmente chiamata “fabbro”.
Produzione e posa non sono la stessa attività
Chi produce un cancello nel proprio laboratorio e poi lo installa svolge un’attività diversa da chi compra un manufatto già pronto e si occupa soltanto della posa. ATECO 2025 distingue anche la posa di porte blindate con 43.32.01 e quella di porte non blindate, finestre e altri infissi con 43.32.02. Se posa e produzione convivono stabilmente, può essere necessario indicare più attività e individuare quella prevalente.
Coefficiente di redditività del 67%
Per le lavorazioni manifatturiere della divisione 25 considerate in questa guida, il regime forfettario utilizza il coefficiente del 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito lordo forfettario è quindi 20.100 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario, indipendentemente dalle spese realmente sostenute.
Il 33% di costi presunti può essere poco
Un laboratorio di carpenteria leggera o lavorazione del ferro può sostenere costi rilevanti per acciaio, lamiere, profili, gas di saldatura, abrasivi, elettricità, macchinari, furgone e dispositivi di protezione. Nel forfettario queste spese non vengono dedotte una per una. Prima di scegliere il regime conviene quindi confrontare il 33% di costi presunti con l’incidenza reale dei materiali e dell’organizzazione.
Esempio pratico: cancello su misura da 4.000 euro
Se un fabbro incassa 4.000 euro per un cancello realizzato su misura, nel forfettario non sottrae analiticamente ferro, vernici, consumabili e trasporto. Se l’attività ricade nel coefficiente del 67%, ai fini fiscali quella commessa genera 2.680 euro di reddito lordo forfettario, indipendentemente dal costo effettivo dei materiali. Questo esempio mostra perché un’attività con materie prime costose deve controllare il margine reale prima di scegliere il regime.
Attività miste: laboratorio, posa e pronto intervento
Un’impresa può produrre cancelli, eseguire lavorazioni per conto terzi e fare anche interventi su serrature. In questo caso è utile separare i ricavi per linea di attività e verificare se servono codici secondari. La presenza di più servizi non impedisce il forfettario, ma rende più importante una classificazione corretta e il monitoraggio complessivo delle soglie di ricavi.
INPS Artigiani 2026
Per il fabbro che lavora personalmente nella propria impresa il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 indica minimale di reddito di 18.808 euro, contributo minimo ordinario annuo di 4.521,36 euro e aliquota pensionistica del 24% nella prima fascia.
Quando si supera il minimale INPS
Con coefficiente 67%, il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro a circa 28.072 euro di ricavi. Sopra questa soglia indicativa, in regime contributivo ordinario, oltre al contributo minimo entra in gioco anche la contribuzione sulla quota eccedente.
Riduzione contributiva del 35%
I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani possono richiedere, quando possiedono i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. Non è automatico e va valutato anche per l’effetto sull’accredito contributivo pensionistico.
Saldatura, smerigliatura e sicurezza
Le lavorazioni del fabbro espongono a rischi specifici: fumi di saldatura, radiazioni dell’arco, scintille, metallo fuso, rumore, polveri e uso di macchine utensili. L’INAIL richiama l’impiego di DPI specifici nelle operazioni di saldatura. Gli obblighi concreti dipendono dall’organizzazione, dalle attrezzature e dalla presenza di lavoratori.
Se il fabbro lavora in cantiere
Quando l’impresa opera nei cantieri temporanei o mobili deve verificare anche la disciplina della patente a crediti, oltre agli altri obblighi di sicurezza e regolarità applicabili. Non ogni intervento presso un cliente è automaticamente un cantiere soggetto alla patente: va guardato il contesto concreto.
Imposta al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Il 5% può spettare nel periodo iniziale soltanto se sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività; non dipende dal semplice fatto di avere appena aperto la Partita IVA.
Guide collegate
Per completare l’inquadramento consulta come aprire la Partita IVA da fabbro, il codice ATECO per fabbro, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per fabbri.
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