Il codice ATECO del parrucchiere e del barbiere è 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri. ATECO 2025 include in questa voce lavaggio, taglio, messa in piega, tintura, colorazione, ondulazione, stiratura, hairstyling, rasatura e rifinitura della barba.
La scelta del codice va fatta in base ai servizi realmente svolti. Se il salone offre anche trattamenti estetici, manicure, pedicure, vendita organizzata di prodotti o altre attività autonome, può essere necessario aggiungere codici secondari. Il 96.21.00 resta invece il riferimento specifico per l’attività tipica di acconciatore e barbiere.
ATECO 96.21.00: cosa comprende
Le note ufficiali ATECO 2025 di ISTAT collocano il codice 96.21.00 nella classe “Servizi di parrucchieri e barbieri”. La classificazione comprende le principali lavorazioni sui capelli e i servizi di barberia.
- lavaggio dei capelli;
- taglio e regolazione;
- messa in piega e hairstyling;
- tintura e colorazione;
- ondulazione e stiratura;
- servizi di acconciatura;
- rasatura e rifinitura della barba.
Dal vecchio 96.02.01 al nuovo 96.21.00
Nella classificazione precedente, il riferimento era 96.02.01 – Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere. Con ATECO 2025 la voce è diventata 96.21.00, mantenendo una descrizione specifica dell’attività di parrucchiere e barbiere.
Per una nuova apertura o per verificare una posizione già esistente bisogna quindi partire dalla classificazione corrente. Il vecchio 96.02.01 resta utile soltanto per leggere documenti, visure o dichiarazioni riferiti alla precedente classificazione.
ATECO 2025 e aggiornamento 2026
ATECO 2025 è utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025. L’aggiornamento ISTAT del 2026 ha riguardato i raccordi con la precedente classificazione, senza cambiare struttura, livelli o descrizioni del codice 96.21.00.
Per questo non esiste un nuovo “codice ATECO parrucchiere 2026”: il riferimento resta 96.21.00. L’anno è utile quando si parla di regole fiscali o contributive, ma non serve nel titolo di una guida dedicata al codice.
Parrucchiere, barbiere e acconciatore usano lo stesso codice?
Sì, quando l’attività rientra nei servizi di acconciatura e barberia descritti da ISTAT, il codice specifico è sempre 96.21.00. La classificazione utilizza infatti una voce comune per parrucchieri e barbieri.
Il nome commerciale dell’attività non cambia da solo il codice. “Hair stylist”, “hair salon”, “barber shop” o “acconciatore” possono quindi ricadere nello stesso 96.21.00 se le prestazioni effettivamente rese sono quelle descritte dalla classificazione.
Quando il 96.21.00 non basta
Il codice può non essere sufficiente quando il salone svolge altre attività autonome e abituali. Il caso più frequente riguarda la presenza di servizi estetici distinti dall’acconciatura.
ATECO 2025 separa infatti i servizi di parrucchieri e barbieri 96.21.00 dai servizi di manicure e pedicure 96.22.01 e dagli altri servizi di cura della bellezza 96.22.09. Se queste attività hanno autonomia economica e vengono svolte stabilmente, va verificato se indicarle come attività secondarie.
Differenza tra parrucchiere ed estetista
Parrucchiere ed estetista non devono essere confusi solo perché operano spesso nello stesso centro. ATECO 2025 li colloca in sottocategorie differenti: il 96.21.00 riguarda capelli e barba, mentre il gruppo 96.22 riguarda i trattamenti di bellezza.
Un salone misto deve quindi verificare non solo il codice prevalente, ma anche la presenza di ulteriori attività e i requisiti professionali specifici previsti per ciascun servizio.
Attività prevalente e codici secondari
Se l’impresa svolge più attività, bisogna individuare quella prevalente e censire correttamente le altre. Il criterio non è scegliere il codice fiscalmente più conveniente, ma rappresentare la realtà economica del salone.
Per esempio, un’attività principalmente di parrucchiere con un piccolo servizio accessorio può avere una struttura diversa da un centro in cui acconciatura ed estetica generano ricavi distinti e significativi. La valutazione va fatta sui servizi realmente offerti e fatturati.
Codice ATECO e regime forfettario
Per il tipico inquadramento dell’attività di parrucchiere e barbiere, il coefficiente di redditività del regime forfettario è normalmente 67%. Questo significa che, su 30.000 euro di ricavi fiscalmente rilevanti, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro.
Il coefficiente non deve però guidare la scelta del codice. Prima si individua l’attività corretta; solo successivamente si applicano le regole fiscali collegate. La guida sul regime forfettario per parrucchieri approfondisce requisiti, soglie, contributi e convenienza.
ATECO 2025 e coefficiente nel 2026
Nel 2026 il codice economico viene individuato con ATECO 2025, ma i coefficienti del forfettario continuano a essere applicati secondo la disciplina di raccordo prevista finché non saranno approvati nuovi coefficienti costruiti direttamente sulla nuova classificazione.
Il passaggio da 96.02.01 a 96.21.00 non comporta quindi, di per sé, un cambiamento automatico del coefficiente di redditività.
Inquadramento artigiano
L’attività di acconciatore è normalmente esercitata in forma d’impresa e richiede la verifica dell’inquadramento artigiano. Codice ATECO e qualifica artigiana sono però concetti differenti: il primo classifica l’attività economica, il secondo dipende dalla forma e dalle condizioni concrete con cui viene esercitata.
Per questo il 96.21.00 non basta da solo a stabilire tutti gli obblighi previdenziali, camerali o amministrativi della singola impresa.
Qualifica professionale e legge 174/2005
L’attività di acconciatore è regolata dalla legge 17 agosto 2005 n. 174, che disciplina i requisiti professionali per l’esercizio dell’attività. Il codice ATECO non sostituisce quindi la qualifica richiesta dalla normativa di settore.
Quando esistono più sedi o unità operative, vanno inoltre rispettate le regole relative al responsabile tecnico e agli altri requisiti previsti dalla disciplina nazionale e regionale applicabile.
SCIA e SUAP: il codice non sostituisce la pratica amministrativa
L’avvio dell’attività richiede normalmente la presentazione della SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune competente. Il portale Impresa in un Giorno consente di individuare il SUAP competente e gestire gli adempimenti telematici nei casi previsti.
La scelta del 96.21.00 e la presentazione della SCIA sono quindi passaggi collegati ma distinti: il primo classifica l’attività, la seconda riguarda l’avvio amministrativo del salone.
Parrucchiere a domicilio o itinerante
Svolgere l’attività presso il domicilio del cliente o con modalità diverse dal salone tradizionale non determina automaticamente un codice ATECO diverso. Se il servizio resta acconciatura o barberia, il riferimento economico resta 96.21.00.
Cambiano però gli aspetti amministrativi: per attività in sede fissa, a domicilio o con modalità particolari bisogna verificare presso il SUAP competente gli adempimenti territoriali applicabili.
Vendita di prodotti nel salone
Molti parrucchieri vendono shampoo, prodotti per capelli o cosmetici. La semplice presenza di prodotti collegati al servizio non significa automaticamente che il codice principale debba cambiare.
Se però la vendita assume una vera autonomia commerciale, con ricavi propri e organizzazione stabile, va verificato se occorra affiancare un codice relativo al commercio. Anche in questo caso il criterio è la sostanza dell’attività, non il solo fatto che nel salone vengano esposti prodotti.
Come controllare una posizione già aperta
Chi possiede già una Partita IVA dovrebbe verificare il codice presente nella propria posizione e confrontarlo con ATECO 2025. Questo controllo è particolarmente utile per chi aveva il vecchio 96.02.01 e vuole capire come è stata riclassificata l’attività.
Il passaggio alla nuova classificazione non va gestito copiando meccanicamente un codice: è necessario confermare che le prestazioni effettivamente svolte corrispondano ancora al 96.21.00 e verificare eventuali attività secondarie emerse nel tempo.
Tre casi pratici di scelta del codice
Caso 1: salone classico di parrucchiere e barbiere. L’impresa svolge taglio, piega, colorazione, hairstyling e rifinitura della barba. Il 96.21.00 descrive direttamente l’attività principale e non serve aggiungere codici solo per distinguere ogni singolo servizio di acconciatura.
Caso 2: salone con area estetica autonoma. Oltre ai servizi sui capelli vengono svolti stabilmente manicure, pedicure o altri trattamenti di bellezza con ricavi propri. In questo caso il 96.21.00 può restare il codice principale se l’acconciatura è prevalente, ma va verificata l’aggiunta dei codici 96.22.xx per rappresentare correttamente l’attività secondaria.
Caso 3: parrucchiere con vendita strutturata di prodotti. La rivendita occasionale collegata al servizio non equivale automaticamente a una seconda attività commerciale. Se però il salone sviluppa una vera attività di vendita autonoma, con assortimento, ricavi rilevanti e organizzazione dedicata, il commercialista deve verificare se affiancare un codice commerciale specifico.
Perché il codice corretto conta anche dopo l’apertura
Un codice ATECO coerente semplifica i controlli successivi su coefficiente di redditività, previdenza, pratiche camerali e attività secondarie. Se il salone cambia nel tempo — per esempio aggiungendo estetica, vendita o una seconda sede — è opportuno ricontrollare l’inquadramento invece di lasciare invariata la posizione per abitudine.
La verifica periodica serve anche a evitare sovrapposizioni tra attività economicamente diverse. Un unico codice può essere sufficiente per molte varianti del servizio di acconciatura, ma non deve diventare un contenitore generico per attività che ATECO 2025 classifica separatamente.
Errori frequenti nella scelta del codice
- usare ancora 96.02.01 come se fosse il codice ATECO 2025 corrente;
- confondere parrucchiere e attività estetica;
- non indicare servizi secondari realmente autonomi;
- scegliere il codice in base al coefficiente fiscale anziché all’attività reale;
- ritenere che il codice ATECO sostituisca la qualifica professionale;
- confondere apertura fiscale, iscrizione camerale e SCIA;
- applicare automaticamente il 67% a ricavi di attività secondarie che potrebbero avere un diverso coefficiente.
Checklist prima di usare il 96.21.00
- verificare che l’attività principale sia parrucchiere, barbiere o acconciatore;
- controllare la classificazione ATECO 2025 ufficiale;
- distinguere eventuali servizi estetici 96.22.xx;
- verificare la presenza di attività secondarie autonome;
- controllare requisiti professionali e responsabile tecnico;
- verificare SCIA e SUAP competente;
- confermare il coefficiente fiscale applicabile senza usarlo come criterio di scelta;
- ricontrollare il codice quando cambia in modo sostanziale il modello di attività.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del parrucchiere?
Il codice ATECO 2025 è 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri.
Il barbiere usa lo stesso codice?
Sì. ATECO 2025 raggruppa parrucchieri e barbieri nella stessa voce 96.21.00.
Qual era il vecchio codice ATECO?
Nella classificazione precedente il riferimento era 96.02.01 – Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere.
Se faccio anche estetica serve un altro codice?
Può essere necessario. ATECO 2025 distingue i servizi di acconciatura 96.21.00 dai servizi di manicure, pedicure e altri trattamenti di bellezza 96.22.xx.
Il coefficiente del parrucchiere in forfettario è 67%?
Per il tipico inquadramento dell’attività il coefficiente di riferimento è 67%. Va però verificato separatamente per eventuali attività secondarie con natura diversa.
Se devi ancora avviare l’attività, la guida su come aprire la Partita IVA da parrucchiere chiarisce i passaggi iniziali. Per verificare requisiti e limiti fiscali consulta il regime forfettario per parrucchieri. Gli esempi numerici sono approfonditi nel calcolo delle tasse, mentre la gestione continuativa è trattata nella pagina sul commercialista per parrucchieri.
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Caterina
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