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Codice ATECO saldatore 2026: 25.53.00 e attività da distinguere

Aggiornato il 5 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Codice ATECO saldatore 2026: 25.53.00 e attività da distinguere

Il codice ATECO del saldatore nel 2026 è 25.53.00 quando l’attività consiste nella saldatura e giuntatura di pezzi metallici come lavorazione autonoma. La classificazione ufficiale ATECO 2025 è importante perché in alcune guide online viene ancora indicato il 25.62.00, che non è il riferimento generico per la saldatura.

Argomenti del post

Toggle
  • 25.53.00: saldatura e meccanica generale dei metalli
  • Perché 25.62.00 non è il codice generico del saldatore
  • Saldatura conto terzi
  • Quando la saldatura fa parte di un prodotto finito
  • Carpenteria e strutture metalliche
  • Tubazioni e impianti
  • Riparazioni su veicoli o macchinari
  • Saldatore mobile presso il cliente
  • Sola manodopera o anche materiali
  • Tre esempi per scegliere il codice
  • Attività principale e codici secondari
  • Quando aggiornare l’ATECO
  • Coefficiente di redditività del 67%
  • INPS Artigiani 2026
  • Errori da evitare
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

25.53.00: saldatura e meccanica generale dei metalli

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono nel 25.53.00 – Lavori di meccanica generale dei metalli operazioni di taglio, rettifica, smerigliatura, lucidatura, saldatura e giuntatura di pezzi metallici. È quindi il riferimento da verificare per chi vende principalmente lavorazioni di saldatura conto terzi.

Perché 25.62.00 non è il codice generico del saldatore

Il 25.62.00 riguarda la fabbricazione di serrature, cerniere e ferramenta simile. Non va scelto come codice standard solo perché l’attività utilizza metallo e saldatura. Se il servizio venduto è saldare o giuntare pezzi per il cliente, il 25.53.00 è il riferimento ufficiale più coerente da cui partire.

Saldatura conto terzi

Il caso più lineare è il professionista artigiano che riceve pezzi, telai o componenti dal committente e vende una lavorazione di saldatura, assemblaggio o ripresa. Se il valore economico della prestazione è la lavorazione metallica e non la fabbricazione di un prodotto specifico, il 25.53.00 è normalmente il codice da verificare.

Quando la saldatura fa parte di un prodotto finito

Se l’impresa utilizza la saldatura per costruire un prodotto classificato in una voce specifica, la tecnica di lavorazione passa in secondo piano. Chi fabbrica strutture metalliche, cancelli, serramenti, serbatoi o altri manufatti deve verificare il codice della produzione prevalente. Non è corretto mantenere 25.53.00 soltanto perché gran parte del ciclo produttivo avviene tramite saldatura.

Carpenteria e strutture metalliche

Per carpenterie, telai e strutture destinate alle costruzioni esistono classificazioni specifiche nella divisione 25. Se l’impresa vende una struttura completa, progettata e realizzata internamente, va identificato quel prodotto come attività economica. La saldatura può restare una fase essenziale del lavoro senza essere l’ATECO prevalente.

Tubazioni e impianti

Un saldatore tubista può lavorare in contesti molto diversi. Se esegue saldature su componenti consegnati dal cliente può restare nel perimetro della lavorazione metallica; se invece realizza o manutiene un impianto, la classificazione può seguire l’attività di installazione. Contratto, fattura e oggetto del lavoro devono raccontare la stessa attività.

Riparazioni su veicoli o macchinari

La saldatura eseguita durante una riparazione non trasforma automaticamente l’attività in 25.53.00. Se il servizio prevalente è riparazione di veicoli, macchinari o altre attrezzature, va verificato l’ATECO specifico del settore riparato. Conta il servizio economico acquistato dal cliente.

Saldatore mobile presso il cliente

Il fatto di lavorare con saldatrice e attrezzatura mobile presso la sede del committente non cambia da solo l’ATECO. Se l’artigiano viene chiamato per eseguire giunzioni o riprese su pezzi metallici e vende quella lavorazione, il 25.53.00 resta il riferimento da verificare. Se invece partecipa alla costruzione o installazione completa di un’opera, bisogna guardare all’oggetto complessivo della commessa.

Sola manodopera o anche materiali

Fornire filo, elettrodi, gas o piccoli materiali insieme alla lavorazione non trasforma automaticamente il servizio in commercio. Diverso è il caso in cui l’impresa venda stabilmente materiali o componenti come attività autonoma. Anche qui la classificazione deve seguire il modello economico reale e i ricavi effettivamente generati.

Tre esempi per scegliere il codice

  • Saldature MIG/TIG conto terzi su componenti metallici: 25.53.00 è il riferimento da verificare.
  • Produzione e vendita di una struttura metallica completa: va verificato il codice della struttura o del manufatto prodotto.
  • Saldatura di tubazioni come parte di un impianto installato: va verificato il codice dell’attività impiantistica prevalente.

Attività principale e codici secondari

Se lavorazione conto terzi, produzione e installazione convivono stabilmente, può essere necessario indicare più codici ATECO. Il principale deve riflettere l’attività economicamente prevalente. I codici secondari non vanno aggiunti “per sicurezza”: devono corrispondere a lavori realmente esercitati e fatturati.

Quando aggiornare l’ATECO

Un’attività può cambiare nel tempo. Un saldatore nato come conto-terzista può iniziare a produrre strutture complete o a svolgere prevalentemente installazioni. Quando la nuova linea di lavoro diventa effettiva e stabile, va verificato se modificare il codice principale o aggiungerne uno secondario senza attendere automaticamente la dichiarazione annuale.

Coefficiente di redditività del 67%

Per il 25.53.00 il coefficiente forfettario è 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito lordo è 20.100 euro. Se l’attività effettiva porta a un codice appartenente a un diverso gruppo fiscale, il coefficiente deve essere verificato nuovamente e non ereditato automaticamente dal 25.53.00.

INPS Artigiani 2026

Per il saldatore organizzato come impresa artigiana il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 indica minimale di reddito di 18.808 euro, contributo minimo ordinario annuo di 4.521,36 euro e aliquota pensionistica del 24% nella prima fascia.

Errori da evitare

  • usare 25.62.00 come codice generico del saldatore;
  • scegliere 25.53.00 solo perché nel processo si utilizza la saldatura;
  • ignorare il prodotto finito quando l’attività è manifatturiera;
  • confondere lavorazione conto terzi e installazione di impianti;
  • mantenere un vecchio ATECO quando il modello di business è cambiato.

Guide collegate

Dopo aver verificato il codice consulta il regime forfettario per saldatore, la guida su come aprire la Partita IVA, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per saldatori.

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