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Regime forfettario saldatore 2026: ATECO 25.53.00, 67% e INPS

Aggiornato il 5 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Regime forfettario saldatore 2026: ATECO 25.53.00, 67% e INPS

Il regime forfettario per un saldatore nel 2026 può essere applicato quando sono rispettati i requisiti fiscali previsti e l’attività è classificata correttamente. Per chi vende la saldatura come lavorazione autonoma di pezzi metallici, il riferimento ATECO 2025 è 25.53.00 – Lavori di meccanica generale dei metalli, con coefficiente di redditività del 67%.

Argomenti del post

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  • ATECO 25.53.00: perché è il riferimento per la saldatura
  • Non ogni saldatore usa automaticamente 25.53.00
  • Saldatura conto terzi e produzione propria
  • Carpenteria e strutture metalliche
  • Tubazioni, impianti e installazioni
  • Coefficiente di redditività del 67%
  • Elettrodi, filo, gas ed energia: i costi reali contano nella scelta
  • INPS Artigiani 2026
  • Il minimale si supera a circa 28.072 euro di ricavi
  • Riduzione contributiva del 35%
  • Fumi, arco elettrico e protezione personale
  • Bombole e lavori a caldo
  • Serve un patentino per aprire Partita IVA?
  • Saldatore in cantiere e patente a crediti
  • Imposta al 5% o al 15%
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

ATECO 25.53.00: perché è il riferimento per la saldatura

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono espressamente nel 25.53.00 operazioni come taglio, rettifica, smerigliatura, saldatura e giuntatura di pezzi metallici. È quindi il codice da verificare quando il cliente paga principalmente una lavorazione di saldatura o meccanica generale, non la produzione di uno specifico manufatto classificato altrove.

Non ogni saldatore usa automaticamente 25.53.00

La tecnica usata non determina da sola il codice. Se la saldatura è una fase della fabbricazione di strutture, cancelli, tubazioni, componenti o altri prodotti specifici, oppure è svolta dentro una vera attività di installazione, l’ATECO può seguire l’attività economica prevalente. Bisogna quindi chiedersi che cosa viene venduto al cliente: una saldatura conto terzi, un manufatto finito o un servizio di installazione.

Saldatura conto terzi e produzione propria

Un artigiano che riceve pezzi metallici dal committente e li salda secondo disegno o specifica tecnica è un caso tipico da ricondurre alla lavorazione generale dei metalli. Se invece acquista materia prima, progetta e vende un prodotto finito, la classificazione deve guardare alla produzione realizzata. Questa distinzione è importante anche quando il laboratorio usa gli stessi macchinari e gli stessi procedimenti di saldatura.

Carpenteria e strutture metalliche

Quando la saldatura è parte della realizzazione di vere strutture metalliche, telai o elementi di carpenteria destinati alle costruzioni, va verificato il codice specifico della produzione. Non conviene mantenere 25.53.00 per abitudine se la maggior parte dei ricavi deriva ormai da una linea produttiva diversa.

Tubazioni, impianti e installazioni

Anche il saldatore che lavora prevalentemente su tubazioni o impianti deve distinguere la semplice lavorazione metallica dall’installazione. Se il contratto riguarda la realizzazione o manutenzione di un impianto e la saldatura è solo una tecnica esecutiva, l’inquadramento può seguire l’attività impiantistica svolta. Per questo il codice va confermato sui contratti, sulle fatture e sul lavoro realmente prevalente.

Coefficiente di redditività del 67%

Per il 25.53.00 il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è il 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito lordo forfettario è quindi 20.100 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto e non coincide necessariamente con le spese effettive del saldatore.

Elettrodi, filo, gas ed energia: i costi reali contano nella scelta

Il laboratorio può sostenere costi per filo, elettrodi, gas di protezione, bombole, dischi abrasivi, elettricità, aspirazione, saldatrici, torce, ricambi, DPI, furgone e manutenzione. Nel forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente. Prima di scegliere il regime è quindi utile confrontare il 33% di costi presunti con la marginalità reale dei lavori.

INPS Artigiani 2026

Per il saldatore che lavora personalmente nella propria impresa il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo ordinario annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota pensionistica ordinaria al 24% nella prima fascia.

Il minimale si supera a circa 28.072 euro di ricavi

Con coefficiente 67%, il reddito forfettario raggiunge 18.808 euro a circa 28.072 euro di ricavi. Sopra questa soglia indicativa, in regime contributivo ordinario, alla contribuzione minima si aggiunge quella calcolata sull’eccedenza.

Riduzione contributiva del 35%

Il forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere, quando possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. La riduzione non è automatica e va valutata anche per l’effetto sull’accredito contributivo pensionistico.

Fumi, arco elettrico e protezione personale

La saldatura espone a rischi specifici: fumi e gas, radiazioni dell’arco, schizzi di metallo fuso, calore, incendio ed elettricità. La documentazione INAIL richiama la necessità di DPI e abbigliamento adeguati contro spruzzi di metallo fuso, calore radiante e altri rischi. Gli obblighi concreti dipendono dal processo, dall’ambiente e dall’organizzazione del lavoro.

Bombole e lavori a caldo

Quando si utilizzano gas tecnici, ossigeno o altri prodotti in bombola, deposito, movimentazione e utilizzo devono essere coerenti con le caratteristiche dei prodotti e dell’ambiente di lavoro. Nei lavori presso clienti o stabilimenti possono inoltre essere richieste procedure specifiche per i lavori a caldo. Questi aspetti incidono sui costi e sull’organizzazione, anche se non modificano da soli il regime fiscale.

Serve un patentino per aprire Partita IVA?

Non esiste un unico “patentino da saldatore” nazionale che costituisca sempre il presupposto fiscale per aprire la Partita IVA. Qualifiche e certificazioni possono però essere richieste da norme tecniche, capitolati, processi speciali o clienti per determinate saldature e opere. Vanno quindi verificate in funzione dei lavori che si intende accettare, senza confonderle con l’apertura fiscale dell’impresa.

Saldatore in cantiere e patente a crediti

Se l’impresa o il lavoratore autonomo opera in un cantiere temporaneo o mobile, va verificata la disciplina della patente a crediti. Non ogni intervento di saldatura presso un cliente è automaticamente un cantiere soggetto alla patente: conta il contesto in cui il lavoro viene eseguito.

Imposta al 5% o al 15%

L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Il 5% può spettare nel periodo iniziale solo quando sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività; non dipende dal semplice fatto che la Partita IVA sia stata aperta da poco.

Guide collegate

Per completare l’inquadramento consulta come aprire la Partita IVA da saldatore, il codice ATECO per saldatore, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per saldatori.

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