Il calcolo delle tasse di un saldatore in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente collegato all’attività. Se la saldatura è svolta come lavorazione autonoma con ATECO 25.53.00, il coefficiente di redditività è il 67%. Prima di usare qualsiasi simulazione bisogna però verificare che la saldatura non sia soltanto una fase di una diversa attività produttiva o di installazione.
Dati 2026 usati negli esempi
- coefficiente: 67%;
- INPS Artigiani: minimale di reddito 18.808 euro;
- contributo minimo ordinario annuo: 4.521,36 euro;
- aliquota pensionistica: 24% nella prima fascia e un punto in più sulla quota oltre 56.224 euro;
- imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando spettante.
Formula del regime forfettario
Il reddito lordo si ottiene moltiplicando i ricavi incassati per il 67%. I contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono poi la base dell’imposta sostitutiva. Filo, elettrodi, gas, energia, bombole, saldatrici, torce, ricambi, DPI e furgone non vengono invece dedotti analiticamente.
Il minimale INPS si supera a circa 28.072 euro
Con coefficiente 67%, il reddito forfettario raggiunge il minimale INPS di 18.808 euro a circa 28.072 euro di ricavi. Sotto questa soglia indicativa il contributo minimo ha un peso elevato; sopra, in regime ordinario, si aggiunge la contribuzione sulla parte eccedente.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 13.400 euro. In una simulazione ordinaria per l’intero anno, il contributo minimo è 4.521,36 euro. La base residua è circa 8.878,64 euro: l’imposta è circa 1.332 euro al 15% oppure 444 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 20.100 euro. Il reddito supera il minimale di 1.292 euro; aggiungendo il 24% dell’eccedenza al contributo minimo, i contributi indicativi arrivano a circa 4.831 euro. La base residua è circa 15.269 euro e l’imposta è circa 2.290 euro al 15% o 763 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 33.500 euro. I contributi ordinari indicativi sono circa 8.047 euro; la base dopo i contributi è circa 25.453 euro. L’imposta sostitutiva è quindi nell’ordine di 3.818 euro al 15% oppure 1.273 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 53.600 euro. In una simulazione ordinaria i contributi sono circa 12.871 euro; la base residua è circa 40.729 euro. L’imposta è quindi circa 6.109 euro al 15% oppure 2.036 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Il reddito forfettario è 56.950 euro. Una piccola quota supera la prima fascia previdenziale; i contributi indicativi sono circa 13.683 euro. La base residua è circa 43.267 euro e l’imposta è circa 6.490 euro al 15% oppure 2.163 euro al 5%.
Gli esempi sono simulazioni
Data di iscrizione, contributi effettivamente versati, età, altre posizioni previdenziali, riduzioni, acconti e condizioni personali possono modificare i risultati. Le cifre servono a comprendere il metodo di calcolo e non sostituiscono una liquidazione individuale.
Riduzione INPS del 35%
Il forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere, quando spettante, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. Gli esempi sopra usano la contribuzione ordinaria. La riduzione diminuisce i versamenti ma può incidere sull’accredito previdenziale.
Il 5% non è automatico
L’aliquota del 5% spetta alle nuove attività che rispettano tutte le condizioni previste. Non basta aprire una nuova Partita IVA: se i requisiti non sono soddisfatti si applica il 15%.
Gas, consumabili ed energia: confronta il 33% presunto con i costi veri
Nel forfettario il 33% dei ricavi rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Per un saldatore bisogna confrontarlo con filo o elettrodi, gas di protezione, bombole, energia, dischi, torce, manutenzione, DPI, trasporto e noleggio di attrezzature. Se i costi reali sono molto superiori, il vantaggio del regime può ridursi.
Lavori a forfait e lavori a ore
Un lavoro fatturato a ore può avere pochi materiali ma molto tempo di trasferta; una commessa a corpo può richiedere consumabili, gas e noleggi significativi. Il coefficiente fiscale resta uguale, ma la marginalità reale cambia. Per valutare prezzi e convenienza del forfettario conviene quindi calcolare il margine per commessa.
Acconti e principio di cassa
Per lavorazioni importanti o acquisto di materiali il saldatore può chiedere un acconto. Nel forfettario gli incassi rilevano secondo il principio di cassa, mentre i costi sostenuti per la commessa non vengono dedotti analiticamente. È utile separare la liquidità per materiali e spese da quella destinata a tasse e contributi.
Quanto accantonare durante l’anno
Non esiste una percentuale valida per tutti: dipende da aliquota 5% o 15%, contributi, ricavi e costi reali. Un metodo prudente è aggiornare periodicamente la simulazione sulla base degli incassi effettivi e tenere separata la liquidità destinata agli F24, soprattutto quando il fatturato supera il livello del minimale INPS.
Prima del calcolo verifica l’ATECO
Il 25.53.00 è corretto per saldatura e giuntatura come lavorazione autonoma. Se invece il lavoro consiste prevalentemente nella produzione di un manufatto, nella riparazione o nell’installazione di un impianto, il codice può cambiare. Prima di usare gli esempi consulta il codice ATECO per saldatore e il calcolatore generale.
Guide collegate
Approfondisci il regime forfettario per saldatore, l’apertura della Partita IVA e la pagina sul commercialista per saldatori. I dati previdenziali 2026 derivano dalla circolare INPS n. 14/2026.
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