Il codice ATECO del web designer è 74.12.01 quando l’attività principale consiste nella grafica di pagine web. Se invece il lavoro prevalente è sviluppo tecnico, programmazione o realizzazione di funzionalità software, il riferimento da valutare è 62.10.00. Chi svolge anche branding, grafica pubblicitaria e comunicazione visiva non limitata al web può dover considerare anche 74.12.09.
La scelta non va fatta in base al nome “web designer”, ma ai servizi realmente fatturati. ATECO 2025 distingue in modo esplicito la progettazione grafica delle pagine web dalla progettazione connessa alla programmazione informatica: questa separazione incide anche sul coefficiente di redditività del regime forfettario e sulla costruzione corretta della Partita IVA.
Codice ATECO 74.12.01: quando è quello corretto
Il codice 74.12.01 – Grafica di pagine web appartiene alle attività di progettazione grafica e comunicazione visiva. Le note ufficiali ATECO 2025 includono espressamente la grafica di pagine web e l’attività dei disegnatori grafici di pagine web.
È quindi il riferimento naturale quando il valore principale della prestazione è la componente visuale del sito: layout, composizione, tipografia, colori, elementi grafici, mockup e progettazione dell’aspetto delle pagine. Non basta però lavorare “su siti web” per usare automaticamente questo codice.
La documentazione ufficiale è disponibile nella sezione ATECO 2025 dell’ISTAT, adottata per finalità amministrative dal 1° aprile 2025.
Quando il web designer deve valutare 62.10.00
Il codice 62.10.00 – Attività di programmazione informatica riguarda invece sviluppo software, progettazione della struttura e dei contenuti di software e applicazioni, scrittura e modifica del codice, test e manutenzione. Le note ISTAT includono anche database e pagine web tra le applicazioni che possono rientrare nella programmazione informatica.
Lo stesso gruppo 74.12 esclude espressamente la progettazione di pagine web realizzata applicando principi dell’ingegneria del software e quella connessa alla programmazione informatica. Se il servizio venduto è principalmente sviluppo front-end o back-end, realizzazione di componenti, integrazioni, plugin, applicazioni web o codice personalizzato, 62.10.00 è quindi il riferimento da analizzare.
74.12.01 o 62.10.00: esempi pratici
La distinzione diventa più semplice partendo dal risultato che il cliente compra.
- Layout e grafica di un sito: 74.12.01 è normalmente il codice da valutare.
- Design visuale di landing page senza sviluppo: 74.12.01.
- Sviluppo di un sito custom in codice: va valutato 62.10.00.
- Sviluppo di plugin, temi o funzionalità software: area 62.10.00.
- Web design + sviluppo tecnico: bisogna individuare l’attività prevalente e valutare se dichiarare anche una seconda attività.
- Web design + branding, loghi e grafica pubblicitaria: può diventare pertinente anche 74.12.09.
Se devi ancora aprire la posizione fiscale, la guida su come aprire Partita IVA da web designer mette in ordine ATECO, previdenza, regime fiscale e fatturazione.
Quando può servire il codice 74.12.09
ATECO 2025 distingue la grafica specificamente dedicata alle pagine web dalle altre attività di progettazione grafica e comunicazione visiva, raccolte nel codice 74.12.09. Quest’ultimo comprende, tra l’altro, illustratori, disegnatori grafici, grafici pubblicitari, progettisti della comunicazione, corporate design, brand design e attività legate al linguaggio visivo.
Un professionista che realizza soprattutto siti e interfacce non deve quindi scegliere 74.12.09 solo perché svolge “grafica”. Al contrario, chi vende in modo sostanziale loghi, identità visiva, materiali pubblicitari e progetti di comunicazione che vanno oltre le pagine web deve verificare se 74.12.09 descrive meglio una parte dell’attività.
Il vecchio codice 74.10.21 è ancora valido?
No: 74.10.21 – Attività dei disegnatori grafici di pagine web apparteneva alla precedente classificazione. Con ATECO 2025 la corrispondenza per la grafica di pagine web è diventata 74.12.01.
Questo è un punto importante perché molte guide storiche continuano a mostrare il vecchio codice. Quando si apre una nuova Partita IVA o si controlla una posizione esistente è preferibile verificare la classificazione corrente e l’eventuale riclassificazione, anziché copiare il codice da un articolo non aggiornato.
Web designer con più attività: si possono usare più codici ATECO?
Sì. Una stessa Partita IVA può comprendere un’attività principale e una o più attività secondarie quando il professionista svolge concretamente servizi diversi. Questo può essere utile, per esempio, per chi realizza sia grafica web sia sviluppo software o per chi affianca al web design attività di branding e comunicazione visiva.
Il codice principale deve rappresentare l’attività prevalente secondo la situazione concreta. La presenza di più codici non significa però che tutti i ricavi vengano trattati automaticamente allo stesso modo: nel regime forfettario, quando attività diverse appartengono a gruppi con coefficienti differenti, il reddito va determinato applicando il coefficiente pertinente ai ricavi o compensi riferibili a ciascuna attività.
Per le regole generali puoi consultare come gestire più attività con una sola Partita IVA.
Coefficiente di redditività del web designer
Con il codice 74.12.01 il coefficiente di redditività utilizzato nel regime forfettario è il 78%. Se invece l’attività rientra correttamente nella programmazione informatica della divisione 62, il coefficiente applicabile è normalmente il 67%.
La differenza è concreta. Su 30.000 euro di compensi riferiti interamente alla grafica web, il 78% corrisponde a 23.400 euro di reddito forfettario prima della deduzione dei contributi previdenziali versati. Con un’attività di programmazione al 67%, la base iniziale sarebbe invece 20.100 euro. Non si può quindi scegliere il codice in funzione del coefficiente più conveniente: deve sempre descrivere l’attività realmente svolta.
Per il calcolo completo delle imposte per il calcolo completo delle imposte consulta la guida sul regime forfettario del web designer.
Il codice ATECO decide anche l’INPS?
Non da solo. Il codice ATECO descrive l’attività economica, ma l’inquadramento previdenziale dipende anche da come questa viene esercitata. Per un web designer che opera personalmente come libero professionista, senza Cassa professionale, la Gestione Separata INPS è spesso la posizione da verificare.
Se invece l’attività presenta caratteristiche d’impresa o artigianali, l’analisi può cambiare. È quindi scorretto trasformare la regola in “74.12.01 = Gestione Separata sempre” oppure “web designer = artigiano sempre”. Prima si guarda alla sostanza dell’attività e alla sua organizzazione, poi si definiscono gli adempimenti previdenziali.
La pagina sul commercialista per web designer approfondisce proprio il rapporto tra ATECO, forma di esercizio e previdenza.
Web designer, UX/UI designer e grafico: dove cambia il codice
Le professioni digitali si sovrappongono spesso nel linguaggio commerciale, ma non sempre nella classificazione. Un UX/UI designer può occuparsi di ricerca, progettazione dell’esperienza, interfacce e sistemi visuali; un grafico può lavorare su brand identity e materiali di comunicazione; un web designer può concentrarsi sulla grafica delle pagine; uno sviluppatore traduce il progetto in software e codice.
Per questo Le attività restano distinte. Se il tuo lavoro è soprattutto UX/UI consulta il codice ATECO UX/UI designer; se prevalgono programmazione e sviluppo è più utile verificare le attività informatiche della divisione 62.
Come aggiungere o cambiare codice ATECO
Se l’attività cambia nel tempo, il codice ATECO non deve restare immutato per forza. Un lavoratore autonomo può comunicare una variazione dei dati della Partita IVA; quando l’attività è esercitata in forma d’impresa entrano in gioco anche gli adempimenti camerali e le procedure collegate al Registro Imprese.
Il cambio va valutato quando la descrizione originaria non rappresenta più il lavoro effettivamente svolto, quando nasce una nuova attività stabile oppure quando una prestazione secondaria diventa prevalente. Non è invece necessario moltiplicare i codici per ogni singolo servizio accessorio se questi restano ricompresi in modo coerente nell’attività dichiarata.
Errori frequenti nella scelta del codice ATECO
- usare ancora 74.10.21 senza verificare il passaggio ad ATECO 2025;
- scegliere 74.12.01 anche quando il lavoro è prevalentemente programmazione;
- usare 62.10.00 solo perché si lavora su computer o siti web;
- confondere grafica web e branding generale;
- scegliere il codice in base al coefficiente forfettario più basso;
- ignorare una seconda attività stabile che produce ricavi autonomi;
- considerare il codice ATECO sufficiente, da solo, per stabilire l’inquadramento INPS.
Tre casi concreti
Web designer che consegna solo layout e interfacce
Se il professionista realizza la grafica delle pagine e consegna mockup, layout o interfacce senza sviluppare il software, 74.12.01 è normalmente il riferimento più coerente.
Freelance che progetta e sviluppa siti custom
Se la parte economicamente prevalente è scrittura di codice, sviluppo di funzionalità e programmazione, va analizzato 62.10.00. Se la grafica resta una seconda attività autonoma, può essere opportuno dichiararla separatamente.
Designer che realizza siti, loghi e brand identity
Quando il lavoro non è limitato alle pagine web ma comprende stabilmente corporate design, loghi e comunicazione visiva generale, 74.12.09 può diventare pertinente insieme o al posto del codice specifico della grafica web, in base all’attività prevalente.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del web designer?
Per la grafica di pagine web il codice ATECO 2025 è 74.12.01. Se prevalgono sviluppo e programmazione, bisogna valutare 62.10.00.
74.10.21 è ancora il codice del web designer?
No. Era il riferimento della precedente classificazione; ATECO 2025 ha riclassificato la grafica di pagine web nel 74.12.01.
Posso avere 74.12.01 e 62.10.00 insieme?
Sì, se svolgi realmente e stabilmente entrambe le attività. Va individuata quella principale e i compensi delle attività con coefficienti diversi devono essere gestiti correttamente anche nel forfettario.
Qual è il coefficiente forfettario del web designer?
Per 74.12.01 è il 78%. Per la programmazione informatica della divisione 62 il coefficiente è normalmente il 67%.
In sintesi
Il codice ATECO del web designer non si sceglie dal nome della professione ma dal lavoro effettivo: 74.12.01 per la grafica delle pagine web, 62.10.00 quando prevale la programmazione e 74.12.09 quando l’attività si estende stabilmente alla progettazione grafica e comunicazione visiva più ampia. La classificazione corretta viene prima del calcolo fiscale: solo dopo aver definito l’attività ha senso applicare coefficienti, previdenza e regime forfettario.
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