Come diventare RSPP nel 2026 dipende da requisiti professionali, percorso formativo e aggiornamento previsti dal D.Lgs. 81/2008 e dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Aprire una Partita IVA o scegliere un codice ATECO non abilita da solo a svolgere la funzione di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
Chi è il RSPP e cosa fa
Il RSPP è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi. Collabora con il datore di lavoro nell’organizzazione della prevenzione aziendale, nell’individuazione dei fattori di rischio, nella valutazione dei rischi e nella definizione delle misure di sicurezza. Il riferimento normativo è il D.Lgs. 81/2008.
Il ruolo può essere ricoperto da una persona interna all’azienda oppure, quando la normativa lo consente, da un professionista esterno. È diverso dal datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione: per quest’ultimo esiste un percorso formativo specifico e non va confuso con quello del RSPP professionista.
Requisiti per diventare RSPP
Per chi inizia oggi, il requisito ordinario previsto dall’articolo 32 è un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, insieme alla formazione richiesta per il ruolo. Restano ferme le specifiche ipotesi di esonero o riconoscimento previste dalla legge e dall’Accordo Stato-Regioni.
Il punto essenziale è separare tre piani: il titolo di studio, la formazione abilitante e la nomina come RSPP. Avere completato i corsi non significa essere automaticamente nominati RSPP di un’azienda: l’incarico deve essere conferito nel rispetto delle regole del D.Lgs. 81/2008.
Il nuovo percorso formativo dopo l’Accordo del 17 aprile 2025
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, ha riordinato i percorsi formativi in materia di salute e sicurezza. Per RSPP e ASPP restano centrali i Moduli A e B; per il RSPP è richiesto anche il Modulo C.
Modulo A: 28 ore di formazione di base
Il Modulo A dura 28 ore, escluse le verifiche finali, e costituisce il corso base per RSPP e ASPP. È propedeutico ai moduli successivi e affronta il sistema normativo, i soggetti della prevenzione, i principali rischi, gli obblighi di informazione e formazione e l’organizzazione della sicurezza.
Modulo B comune e specializzazioni
Il Modulo B comune dura 48 ore ed è il percorso tecnico condiviso per RSPP e ASPP. Per alcuni settori è necessario aggiungere uno specifico Modulo B-SP, perché i rischi richiedono una preparazione ulteriore.
| Specializzazione | Settore | Durata |
|---|---|---|
| B-SP1 | Agricoltura, silvicoltura e attività collegate indicate dall’Accordo | 16 ore |
| B-SP2 | Pesca e acquacoltura | 12 ore |
| B-SP3 | Costruzioni | 16 ore |
| B-SP4 | Sanità e assistenza residenziale individuate dall’Accordo | 12 ore |
| B-SP5 | Attività chimiche e petrolchimiche individuate dall’Accordo | 16 ore |
Il settore nel quale si vuole assumere l’incarico deve quindi essere verificato prima di scegliere il percorso formativo. Non è sufficiente possedere un generico attestato di sicurezza.
Modulo C: 24 ore richieste per il RSPP
Chi vuole svolgere la funzione di RSPP deve completare anche il Modulo C di 24 ore. Questo modulo è specifico per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e approfondisce organizzazione, comunicazione, relazioni, gestione dei processi formativi, fattori ergonomici e psicosociali.
Laurea ed esoneri dai Moduli A e B
Alcuni titoli universitari individuati dall’articolo 32 e dall’Accordo 2025 consentono l’esonero dalla frequenza dei Moduli A e B. Rientrano, tra gli altri, specifiche classi di laurea dell’area ingegneristica, architettonica e della prevenzione. L’esonero non va però dedotto dal semplice nome della laurea: occorre confrontare la classe esatta del titolo con l’elenco previsto dalla normativa.
Per il RSPP resta inoltre da verificare il Modulo C e l’obbligo di aggiornamento. In pratica, una laurea che dà diritto all’esonero non equivale a una nomina automatica e non elimina tutti gli obblighi formativi successivi.
Aggiornamento RSPP: 40 ore ogni cinque anni
L’Accordo 2025 stabilisce per il RSPP un aggiornamento di almeno 40 ore nel quinquennio. Il quinquennio decorre dalla conclusione del Modulo B comune e le ore possono essere distribuite nell’arco dei cinque anni. Per l’ASPP il monte ore minimo è invece di 20 ore.
Nel 2026 il Ministero del Lavoro ha inoltre pubblicato chiarimenti applicativi sull’Accordo. Nelle FAQ sull’Accordo Stato-Regioni viene precisato che il credito formativo dei corsi abilitanti non può essere considerato indefinitamente valido quando manca l’aggiornamento: oltre il limite indicato dal chiarimento ministeriale può rendersi necessario ripetere integralmente il percorso.
RSPP e docente di sicurezza non sono la stessa cosa
Essere qualificati come RSPP non significa automaticamente poter organizzare o tenere qualsiasi corso di sicurezza. L’Accordo 2025 disciplina separatamente soggetti formatori, docenti, modalità di erogazione e requisiti dei diversi corsi. Se la formazione diventa una vera attività professionale aggiuntiva, va verificata anche dal punto di vista fiscale e organizzativo.
RSPP esterno: quando serve la Partita IVA
Chi svolge incarichi RSPP e consulenza sicurezza come professionista esterno in modo abituale deve impostare correttamente la propria attività autonoma. La guida su come aprire la Partita IVA per consulente sicurezza e RSPP approfondisce apertura, regime fiscale e previdenza.
Per la consulenza in materia di sicurezza e salute dei posti di lavoro, ATECO 2025 prevede il codice 74.99.21. Il codice economico, però, descrive l’attività fiscale e non sostituisce i requisiti professionali del RSPP. La distinzione è spiegata nella guida sul codice ATECO del consulente sicurezza.
Gestione Separata o Inarcassa per il RSPP professionista?
La previdenza non dipende dalla parola “RSPP”. Un professionista senza Cassa autonoma può ricadere nella Gestione Separata INPS; un ingegnere o architetto che svolge l’incarico nell’ambito dell’attività professionale deve invece verificare i requisiti di iscrizione e contribuzione a Inarcassa. Per le simulazioni fiscali è quindi essenziale definire prima la posizione previdenziale, come spiegato nella guida sul regime forfettario del consulente sicurezza e RSPP.
Checklist per diventare RSPP
- verificare il titolo di studio e gli eventuali esoneri;
- completare il Modulo A quando richiesto;
- completare il Modulo B comune;
- frequentare gli eventuali Moduli B-SP necessari per i settori di interesse;
- completare il Modulo C richiesto per il RSPP;
- mantenere l’aggiornamento quinquennale di 40 ore;
- ricevere una nomina coerente con i requisiti posseduti;
- se si lavora come professionista esterno, impostare Partita IVA, ATECO e previdenza corretti.
Domande frequenti
Serve una laurea per diventare RSPP?
Non necessariamente. Per il percorso ordinario è richiesto almeno il diploma di istruzione secondaria superiore; alcune lauree possono invece dare diritto a esoneri formativi specifici.
Quanto dura il corso RSPP?
Il percorso ordinario comprende Modulo A da 28 ore, Modulo B comune da 48 ore, eventuali specializzazioni e Modulo C da 24 ore. La durata complessiva varia quindi in base al settore e agli esoneri posseduti.
L’attestato RSPP scade?
Il mantenimento dei requisiti richiede l’aggiornamento previsto. Per il RSPP sono richieste almeno 40 ore nel quinquennio; i chiarimenti ministeriali 2026 vanno considerati anche quando l’aggiornamento è stato interrotto per periodi molto lunghi.
Il codice ATECO 74.99.21 rende automaticamente RSPP?
No. Il codice ATECO identifica l’attività economica di consulenza sulla sicurezza; i requisiti per la funzione RSPP derivano dal D.Lgs. 81/2008 e dalla formazione prevista.
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