Per aprire la Partita IVA come consulente sicurezza sul lavoro o RSPP nel 2026 bisogna separare due piani: l’inquadramento fiscale dell’attività e i requisiti professionali necessari per assumere specifici incarichi. Per la consulenza sulla salute e sicurezza dei luoghi di lavoro il riferimento ATECO è normalmente 74.99.21, ma il codice non abilita da solo a svolgere il ruolo di RSPP.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando la consulenza viene svolta in modo abituale e professionale. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che consenta di offrire stabilmente consulenza alle aziende senza Partita IVA: quel valore riguarda specifiche regole previdenziali del lavoro autonomo occasionale e non sostituisce il criterio fiscale dell’abitualità.
Se il professionista assume incarichi ricorrenti, segue più aziende, predispone consulenze continuative o opera stabilmente come RSPP esterno, la posizione fiscale va normalmente aperta fin dall’inizio.
ATECO 74.99.21 per la consulenza sicurezza
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT identificano il 74.99.21 – Attività di consulenza in materia di sicurezza e salute dei posti di lavoro. Il codice è distinto dal 74.99.29 delle altre consulenze in materia di sicurezza e dalle attività ambientali ed energetiche che hanno proprie classificazioni.
Se svolgi anche formazione, consulenza ambientale, ingegneria, progettazione tecnica o altre prestazioni autonome e abituali, bisogna verificare se servono codici secondari. La guida sul codice ATECO del consulente sicurezza e RSPP approfondisce i confini tra le attività.
Per fare il RSPP servono requisiti diversi dal codice ATECO
I requisiti del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione sono disciplinati dall’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008. Oltre ai requisiti di base, il percorso formativo deve rispettare quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
Nel percorso ordinario sono previsti Modulo A, Modulo B e, per il RSPP, Modulo C. Determinate classi di laurea e alcune specifiche esperienze possono generare esoneri, ma devono essere verificati sulla tabella dell’Accordo: non basta una laurea tecnica generica per presumere l’esonero da tutti i moduli. Per il percorso completo consulta anche come diventare RSPP.
Aggiornamento professionale del RSPP
Il RSPP deve mantenere l’aggiornamento previsto dalla normativa. L’Accordo 2025 stabilisce 40 ore di aggiornamento nel quinquennio. Se l’aggiornamento non è completato nei termini, la possibilità di esercitare la funzione va verificata secondo le regole dell’Accordo fino al recupero delle ore dovute.
Essere RSPP non significa poter organizzare qualunque corso
La consulenza, il ruolo di RSPP e l’attività formativa non sono automaticamente sovrapponibili. L’Accordo Stato-Regioni 2025 distingue i soggetti formatori e richiede ai docenti i requisiti previsti dalla normativa vigente per i formatori in materia di salute e sicurezza. Se intendi vendere corsi come attività stabile, vanno quindi verificati sia i requisiti formativi sia l’inquadramento fiscale della prestazione.
Come aprire fiscalmente la posizione
Per il professionista persona fisica l’apertura fiscale avviene normalmente con il modello AA9/12, indicando attività, ATECO e regime fiscale. La Partita IVA in sé non comporta un costo amministrativo; possono invece esserci costi per assistenza professionale, assicurazione, formazione obbligatoria, software e strumenti necessari per lavorare.
Quali costi prevedere prima di iniziare
Il costo reale di avvio non coincide con l’apertura della Partita IVA. Un consulente sicurezza può dover sostenere spese per aggiornamenti e corsi specialistici, polizza professionale, software per DVR e scadenziari, firma digitale e PEC quando utili alla propria organizzazione, trasferte, strumenti di misura e servizi professionali. Se opera come ingegnere o architetto possono aggiungersi gli adempimenti collegati all’Ordine e alla Cassa di previdenza.
Questi costi incidono anche sulla scelta tra forfettario e ordinario. Nel forfettario non vengono dedotti analiticamente: per questo è utile stimare il margine reale prima di scegliere il regime, soprattutto quando trasferte, formazione e strumentazione hanno un peso elevato.
Contratto e incarico: cosa chiarire con il cliente
Prima di iniziare conviene distinguere nel contratto ciò che rientra nell’incarico RSPP dalle prestazioni ulteriori. Numero di sedi, sopralluoghi, riunioni, assistenza sul DVR, supporto nelle scadenze, formazione, trasferte e attività straordinarie possono avere contenuti e compensi diversi. Una descrizione chiara evita che servizi aggiuntivi vengano assorbiti in modo indistinto nel compenso principale.
La stessa distinzione è utile fiscalmente: se il professionista svolge stabilmente attività diverse dalla consulenza sicurezza, può diventare necessario verificare codici ATECO secondari e, nel forfettario, l’eventuale applicazione di coefficienti differenti.
Fatturazione verso aziende e Pubblica Amministrazione
Il consulente emette fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio secondo le regole applicabili. Nel forfettario non addebita normalmente l’IVA e deve gestire correttamente bollo, descrizione della prestazione e dati del cliente. Se lavora con enti pubblici o con commesse soggette a specifici codici amministrativi, la fattura deve riportare anche gli elementi richiesti dal rapporto contrattuale.
Regime forfettario: requisiti e coefficiente
Il consulente sicurezza può applicare il regime forfettario se rispetta tutte le condizioni previste. La soglia ordinaria è 85.000 euro di ricavi o compensi e oltre 100.000 euro operano le regole di uscita immediata. Nel 2026 va controllata anche la soglia di 35.000 euro dei redditi di lavoro dipendente e assimilati quando rilevante, oltre alle altre cause ostative.
Per il 74.99.21 il coefficiente di redditività utilizzato nel forfettario è 78%. Il D.Lgs. 81/2025 disciplina il raccordo transitorio tra ATECO 2025 e i coefficienti della tabella del regime forfettario.
Attenzione se il primo cliente è l’ex datore di lavoro
Chi passa da un ruolo interno in azienda alla consulenza autonoma deve verificare anche la causa ostativa collegata ai rapporti con il datore di lavoro attuale o con soggetti con cui sono intercorsi rapporti di lavoro nei periodi precedenti. Non basta aprire una nuova Partita IVA per rendere automaticamente applicabile il forfettario se la nuova attività è svolta prevalentemente verso l’ex datore nelle condizioni previste dalla legge.
Gestione Separata o Inarcassa?
Per il consulente sicurezza che opera come libero professionista senza una Cassa previdenziale autonoma il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. Nel 2026 la circolare INPS n. 8 indica il 26,07% per i professionisti non pensionati e privi di altra copertura obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Se però il consulente è ingegnere o architetto iscritto all’Albo, la previdenza va verificata prima dell’apertura. Il vademecum Inarcassa sul confine con la Gestione Separata include l’assistenza al RSPP tra gli esempi di attività che possono essere connesse alla professione tecnica. Quando ricorrono i requisiti di iscrizione a Inarcassa, non è corretto applicare automaticamente la Gestione Separata.
Checklist prima di iniziare
- definire i servizi effettivamente offerti;
- verificare ATECO principale ed eventuali codici secondari;
- controllare i requisiti professionali per gli incarichi RSPP;
- verificare formazione e aggiornamento previsti dall’Accordo 2025;
- aprire la Partita IVA con AA9/12;
- stimare costi reali e convenienza del regime;
- verificare accesso al regime forfettario e rapporti con eventuali ex datori di lavoro;
- definire correttamente Gestione Separata, Inarcassa o altra previdenza applicabile;
- impostare fatturazione elettronica, contratti e assicurazione professionale.
Dopo l’apertura
Per la gestione annuale puoi approfondire il regime forfettario del consulente sicurezza e RSPP, il calcolo delle tasse e la guida al commercialista per consulenti sicurezza.
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