Il codice ATECO del consulente sicurezza sul lavoro nel 2026 è 74.99.21 – Attività di consulenza in materia di sicurezza e salute dei posti di lavoro quando l’attività consiste davvero nell’assistenza professionale alle imprese su prevenzione, valutazione e gestione dei rischi lavorativi. Il codice fiscale, però, non attribuisce automaticamente i requisiti per svolgere il ruolo di RSPP.
Cosa identifica ATECO 74.99.21
Le note esplicative ATECO 2025 dell’ISTAT individuano espressamente il 74.99.21 per la consulenza in materia di sicurezza e salute dei posti di lavoro. È quindi il riferimento naturale per il professionista che presta consulenza alle imprese in questo ambito.
La classificazione deve comunque descrivere il lavoro effettivo. Se il professionista affianca stabilmente attività differenti, bisogna verificare se servono codici secondari anziché utilizzare 74.99.21 come contenitore generico.
74.99.21 e 74.99.29 non sono la stessa cosa
ATECO 2025 distingue la sicurezza e salute dei luoghi di lavoro dalle altre consulenze in materia di sicurezza. Il codice 74.99.29 riguarda le altre attività di consulenza sulla sicurezza, per esempio la sicurezza dei prodotti quando non collegata a prove e analisi tecniche. Non è quindi il codice da scegliere automaticamente per chi svolge consulenza prevenzionistica nelle aziende.
Anche consulenza ambientale e gestione dei rifiuti hanno una voce diversa, 74.99.31, mentre la consulenza su risorse energetiche, rinnovabili ed efficienza energetica è classificata nel 74.99.32. La distinzione è importante soprattutto per professionisti che offrono più servizi HSE.
Tre esempi pratici per scegliere il codice
- Consulente che segue DVR, procedure, sopralluoghi e organizzazione della prevenzione: il 74.99.21 è normalmente coerente con il servizio di consulenza sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
- Professionista che svolge soprattutto consulenza ambientale o gestione rifiuti: non dovrebbe utilizzare 74.99.21 per semplice vicinanza tematica; va verificato il codice specifico dell’attività ambientale.
- Ingegnere che affianca progettazione tecnica e incarichi sicurezza: può essere necessario distinguere la consulenza sicurezza dalle prestazioni tecniche, soprattutto se entrambe sono autonome e abituali.
Il nome commerciale “consulente HSE” o “consulente RSPP” non sostituisce questa analisi. Per l’ATECO conta ciò che viene effettivamente fatturato e svolto in modo prevalente.
Il codice ATECO non abilita a fare il RSPP
Essere titolari di una Partita IVA con 74.99.21 non basta per assumere un incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. I requisiti professionali del RSPP sono disciplinati dall’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008 e dalla formazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni vigente.
Dal 2025 il riferimento formativo è l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Il percorso ordinario RSPP comprende Modulo A, Modulo B e Modulo C, con esoneri specifici per determinate classi di laurea e altre situazioni previste dall’Accordo. Gli esoneri non vanno estesi per analogia a titoli non compresi.
Moduli e aggiornamento RSPP
L’Accordo 2025 prevede, nel percorso ordinario, 28 ore per il Modulo A, 48 ore per il Modulo B comune oltre agli eventuali moduli specialistici richiesti dal settore, e 24 ore per il Modulo C riservato al RSPP. L’aggiornamento del RSPP è di 40 ore nel quinquennio.
Il periodo transitorio dell’Accordo consentiva l’avvio di corsi secondo i precedenti accordi entro dodici mesi dall’entrata in vigore. Nel settembre 2026, per i nuovi percorsi, il riferimento operativo è quindi il nuovo Accordo, ferme le regole di riconoscimento dei crediti formativi già maturati. La guida su come diventare RSPP approfondisce requisiti, moduli, esoneri e aggiornamento.
RSPP e docente di sicurezza sono ruoli diversi
La qualifica di RSPP non rende automaticamente docente o soggetto formatore. Lo stesso Accordo Stato-Regioni 2025 richiede ai docenti i requisiti previsti dalla normativa vigente per i formatori in materia di salute e sicurezza e individua separatamente i soggetti che possono organizzare i corsi. Se la formazione diventa una linea di attività autonoma e stabile, va verificato anche il corretto inquadramento fiscale di quella prestazione.
Attività multiple e codici ATECO secondari
Un consulente può avere un’attività principale di sicurezza sul lavoro e, nello stesso tempo, fatturare formazione, consulenza ambientale, progettazione o altri servizi. Se queste prestazioni sono autonome e abituali non è corretto nasconderle tutte sotto il 74.99.21. Occorre verificare la classificazione di ciascuna attività e indicare eventuali codici secondari.
La distinzione ha effetti anche nel regime forfettario: quando le attività appartengono a gruppi con coefficienti di redditività diversi, i compensi devono essere separati correttamente per applicare il coefficiente pertinente. È quindi utile impostare fin dall’inizio fatture e contabilità in modo da riconoscere a quale attività appartiene ogni compenso.
Quando va modificato il codice ATECO
Il codice scelto all’apertura non è immutabile. Se l’attività cambia in modo sostanziale, una prestazione secondaria diventa prevalente oppure il professionista inizia stabilmente una nuova linea di servizi, la posizione fiscale deve essere aggiornata. Lasciare un codice che non rappresenta più l’attività reale può creare incoerenze tra fatture, dichiarazione dei redditi, previdenza e requisiti professionali.
Coefficiente di redditività nel forfettario
Per la consulenza professionale classificata nel 74.99.21 il coefficiente di redditività utilizzato nel regime forfettario è 78%. Nel 2026 il D.Lgs. 81/2025 mantiene l’utilizzo dei coefficienti della tabella vigente attraverso il raccordo con la precedente classificazione fino all’approvazione dei nuovi coefficienti collegati ad ATECO 2025.
Previdenza: Gestione Separata o Cassa professionale?
Per il consulente sicurezza che opera come libero professionista senza una Cassa previdenziale propria, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti non pensionati e privi di altra copertura obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Per un ingegnere o architetto iscritto all’Albo il risultato non va dato per scontato. Il vademecum Inarcassa sul confine con la Gestione Separata include tra gli esempi collegati alla professione tecnica anche l’assistenza al RSPP. Se l’attività è oggettivamente connessa alla professione di ingegnere o architetto e ricorrono i requisiti di iscrizione, va quindi verificata Inarcassa invece di applicare automaticamente la Gestione Separata.
Come proseguire
Dopo aver definito correttamente attività e requisiti, puoi approfondire come aprire la Partita IVA per consulente sicurezza e RSPP, il regime forfettario, il calcolo di tasse e contributi e la gestione con un commercialista per consulenti sicurezza.
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