Il regime forfettario per consulente sicurezza sul lavoro e RSPP nel 2026 può essere applicato quando l’attività professionale è correttamente inquadrata e sono rispettati tutti i requisiti fiscali. Per la consulenza sulla salute e sicurezza dei luoghi di lavoro il riferimento ATECO è normalmente 74.99.21, con coefficiente di redditività del 78%.
I dati principali
- ATECO: 74.99.21;
- coefficiente: 78%;
- soglia ordinaria: 85.000 euro di compensi;
- uscita immediata: oltre 100.000 euro secondo le regole vigenti;
- imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando ricorrono le condizioni per una nuova attività;
- previdenza: Gestione Separata nel caso professionale senza Cassa, con verifica di Inarcassa o altra previdenza quando applicabile.
ATECO 74.99.21: quando è corretto
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT assegnano il 74.99.21 alla consulenza in materia di sicurezza e salute dei posti di lavoro. È distinto dal 74.99.29 delle altre consulenze in materia di sicurezza e dai codici specifici per ambiente ed energia.
Il codice non sostituisce i requisiti necessari per ricoprire il ruolo di RSPP. Per assumere quell’incarico bisogna rispettare l’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008 e la formazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni vigente.
Quanto reddito viene tassato
Con coefficiente del 78%, 30.000 euro di compensi producono un reddito lordo forfettario di 23.400 euro; con 50.000 euro il reddito lordo è 39.000 euro. I costi reali per formazione, assicurazione, software, trasferte, DPI o attrezzature non vengono dedotti analiticamente: il coefficiente rappresenta già una quota forfettaria di costi.
Nel 2026 il D.Lgs. 81/2025 mantiene in via transitoria l’utilizzo dei coefficienti della tabella del forfettario attraverso il raccordo con la precedente classificazione.
I costi reali del consulente sicurezza contano nella scelta del regime
Per un RSPP esterno o un consulente sicurezza i costi effettivi possono essere molto diversi da un professionista all’altro. Aggiornamento obbligatorio, corsi specialistici, assicurazione professionale, trasferte presso i clienti, software per DVR e scadenziari, strumentazione, dispositivi di misura e collaborazioni tecniche possono incidere in modo significativo sul margine reale.
Nel forfettario queste spese non riducono una per una il reddito imponibile. Per questo due consulenti con lo stesso fatturato possono avere una convenienza molto diversa: chi sostiene costi contenuti può beneficiare maggiormente della semplicità del 78%, mentre chi ha una struttura più costosa dovrebbe confrontare il risultato con il regime ordinario prima di scegliere.
Gestione Separata: aliquote 2026
Per il consulente sicurezza che opera come libero professionista senza una Cassa autonoma, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti non pensionati e privi di altra copertura obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.
Quando può entrare in gioco Inarcassa
Per ingegneri e architetti iscritti all’Albo la previdenza deve essere verificata prima di fare qualsiasi simulazione. Il vademecum Inarcassa sul confine con la Gestione Separata considera tra gli esempi connessi alla professione tecnica anche l’assistenza al RSPP. Se ricorrono i requisiti di iscrizione a Inarcassa, non va applicata automaticamente la Gestione Separata.
Consulenza, formazione e progettazione tecnica: attenzione alle attività multiple
Molti professionisti non svolgono soltanto consulenza sicurezza. Possono affiancare formazione, progettazione tecnica, consulenza ambientale o altri servizi. In questi casi non bisogna utilizzare un unico codice per comodità: occorre verificare se servono codici ATECO secondari e se le attività appartengono a gruppi con coefficienti differenti.
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il quadro LM prevedono infatti una gestione distinta quando le attività rientrano in gruppi diversi della tabella del forfettario. La corretta separazione dei compensi diventa quindi importante sia nella dichiarazione sia nelle simulazioni fiscali.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
Dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%. Il 5% può spettare nei primi cinque periodi d’imposta solo quando ricorrono realmente le condizioni previste per la nuova attività: non dipende dal fatto di essere RSPP e non scatta automaticamente all’apertura della Partita IVA.
Cause di esclusione da controllare
Oltre al limite di 85.000 euro vanno verificate tutte le cause ostative. Nel 2026 resta rilevante, quando applicabile, la soglia di 35.000 euro dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente. Vanno inoltre controllati partecipazioni societarie, rapporti prevalenti con ex datori di lavoro e le altre condizioni personali previste dal regime.
Il rapporto con il precedente datore di lavoro merita particolare attenzione per chi passa da una funzione interna di sicurezza a un’attività autonoma esterna. Prima di applicare il forfettario va verificato se i compensi sono prodotti prevalentemente verso il datore attuale o verso soggetti con cui sono intercorsi rapporti di lavoro nei due periodi d’imposta precedenti, secondo la disciplina vigente.
Formazione RSPP e formazione ai lavoratori: attenzione alla differenza
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 disciplina sia i percorsi formativi RSPP/ASPP sia i requisiti generali di soggetti formatori e docenti. Essere RSPP non significa quindi poter organizzare o tenere automaticamente qualsiasi corso. Se la formazione è una linea di attività stabile, il professionista deve verificare separatamente requisiti e inquadramento della prestazione. Per requisiti, moduli e aggiornamento puoi consultare anche la guida su come diventare RSPP.
Quando il forfettario può essere meno conveniente
Il forfettario non è automaticamente la scelta migliore perché applica un’imposta sostitutiva. Un professionista con costi reali molto elevati, importanti investimenti, collaboratori, spese di trasferta frequenti o una posizione previdenziale diversa dalla Gestione Separata dovrebbe confrontare il carico complessivo con l’ordinario. La decisione va presa sul margine effettivo e non soltanto sull’aliquota nominale.
Come impostare correttamente la posizione
Prima di calcolare il netto è necessario coordinare attività, ATECO, requisiti RSPP e previdenza. Puoi approfondire l’apertura della Partita IVA, il codice ATECO, il calcolo delle tasse e la gestione con un commercialista per consulenti sicurezza.
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