Un commercialista per Export Manager nel 2026 deve distinguere la consulenza strategica per internazionalizzazione da agenzia, procacciamento, ricerche di mercato, advertising e consulenza logistica. Quando il professionista lavora su mercati esteri, canali, partner, distributori e piani di sviluppo internazionale, il riferimento principale è normalmente 70.20.09 – Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a., con coefficiente di redditività del 78%.
Prima verifica: consulenza export o intermediazione commerciale?
Il commercialista dovrebbe leggere contratto, proposta economica e descrizioni delle fatture. Un Export Manager può vendere analisi, strategia, ricerca partner e coordinamento del processo export; oppure può promuovere stabilmente ordini e affari per conto di un mandante. Le due attività possono avere codici e previdenza differenti, anche se nel contratto viene usato lo stesso titolo professionale.
ATECO 70.20.09 per internazionalizzazione consulenziale
Le note ISTAT ATECO 2025 includono nel 70.20.09 pianificazione strategica e organizzativa, obiettivi e politiche di marketing, project management, innovazione e assistenza operativa. È quindi coerente con un Export Manager che costruisce e coordina una strategia di ingresso e sviluppo sui mercati esteri.
Regime forfettario e coefficiente 78%
Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 78%, il reddito lordo forfettario è 39.000 euro. Il restante 22% rappresenta costi presunti. Trasferte, fiere, CRM, database, software di prospecting, formazione e assicurazione non vengono dedotti analiticamente: il commercialista deve confrontare ogni anno costi reali e quota presunta.
Gestione Separata INPS 2026
Per l’Export Manager che opera come consulente autonomo senza una cassa propria, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. La Circolare INPS n. 8/2026 prevede il 26,07% per chi non ha altra previdenza obbligatoria e il 24% per pensionati o soggetti già assicurati altrove.
Quando verificare agenzia ed eventuale altra previdenza
Se il professionista rappresenta stabilmente un’impresa, promuove affari, raccoglie ordini o riceve provvigioni sulle vendite come elemento centrale del rapporto, il commercialista deve verificare il corretto inquadramento commerciale e gli eventuali obblighi previdenziali collegati. Il 70.20.09 e la Gestione Separata non vanno mantenuti per inerzia quando la sostanza del lavoro cambia.
Temporary Export Manager: contratto e autonomia
Il Temporary Export Manager può essere inserito per mesi nel progetto internazionale di un’azienda. Il contratto dovrebbe disciplinare durata, presenza, obiettivi, autonomia, report, strumenti e accesso alle informazioni. Orari rigidamente imposti, inserimento gerarchico e modalità tipiche della subordinazione richiedono una verifica ulteriore sulla natura reale del rapporto.
Retainer, fee giornaliera e bonus
Il compenso può essere mensile, giornaliero, per progetto o includere una componente variabile. Il commercialista dovrebbe verificare base di calcolo e momento di incasso dei bonus. Una componente legata ai risultati è compatibile con la consulenza; un rapporto quasi esclusivamente provvigionale sulle vendite può invece essere un segnale di attività commerciale diversa.
Trasferte, fiere e rimborsi
Viaggi, hotel, fiere e incontri internazionali possono rappresentare una quota significativa dei costi. Il contratto dovrebbe stabilire se vengono sostenuti direttamente dal cliente, rimborsati oppure inclusi nella fee. Nel forfettario il professionista non deduce analiticamente queste spese e può risultare penalizzato se anticipa costi molto elevati.
Ricerche di mercato, advertising e logistica
Se una quota rilevante dei ricavi deriva da studi di mercato autonomi, campagne pubblicitarie o consulenza logistica, il commercialista deve verificare codici secondari o una diversa attività prevalente. Il 70.20.09 è adatto alla strategia export, ma non deve diventare un contenitore generico per servizi professionali differenti.
Dazi, origine e documentazione export
L’Export Manager può utilizzare Access2Markets della Commissione europea per analizzare tariffe, origine, procedure e requisiti di prodotto. Il commercialista deve però distinguere la consulenza manageriale da eventuali servizi doganali specialistici, certificazioni o attività svolte da intermediari incaricati.
Clienti esteri e territorialità IVA
Il professionista può fatturare imprese italiane, UE o extra-UE. Il commercialista deve impostare correttamente territorialità IVA, VIES quando necessario, descrizioni della fattura e gestione degli incassi in valuta. Anche SaaS, database e servizi acquistati da fornitori esteri possono generare adempimenti che il forfettario non elimina.
CRM, contatti e proprietà della rete commerciale
Database di distributori, contatti commerciali e pipeline internazionale possono avere un valore rilevante. Il contratto dovrebbe chiarire proprietà dei dati, accessi, utilizzo dopo la fine dell’incarico e obblighi di restituzione. Anche dal punto di vista fiscale è utile che la documentazione confermi una prestazione autonoma e un perimetro professionale definito.
Esempio di pianificazione con 50.000 euro
Con 50.000 euro di compensi il reddito lordo al 78% è 39.000 euro. Con Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 10.167,30 euro. I contributi obbligatori effettivamente deducibili riducono la base dell’imposta; nella simulazione al 15% l’imposta indicativa è circa 4.324,91 euro.
Quando confrontare il forfettario con il regime ordinario
Il confronto diventa importante quando trasferte, fiere, consulenti locali, banche dati e strumenti commerciali superano stabilmente il 22% dei compensi. Una simulazione annuale permette di valutare il regime per l’anno successivo prima che la crescita internazionale renda i costi troppo elevati rispetto alla quota presunta.
Controlli da fare durante l’anno
- compensi e bonus effettivamente incassati;
- coerenza tra attività reale e ATECO 70.20.09;
- eventuali provvigioni o attività di agenzia;
- Gestione Separata e altra previdenza;
- clienti e fornitori esteri;
- trasferte e costi reali rispetto al 22% presunto;
- peso di ricerche, advertising e logistica;
- accantonamento per imposte e contributi.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario Export Manager, l’apertura della Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo di tasse e contributi.
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