Un mestiere molto diffuso nel nostro paese anche grazie alle normative vigenti è quello dell’elettricista.
Sia che si tratti di nuove costruzioni, sia in caso di lavori di ristrutturazione, il ruolo dell’elettricista è determinante per garantire il corretto funzionamento e la sicurezza dell’impianto elettrico.
Un commercialista per elettricista deve conoscere gli aspetti fiscali più importanti e consigliare il proprio assistito nella scelta del regime più adatto.
Nell’articolo di di oggi, vediamo come aprire una partita Iva, la scelta del codice Ateco corretto, quanto pagare di tasse.
Come diventare elettricista
I principali compiti di un elettricista, riguardano l’installazione, la manutenzione, la riparazione ed il montaggio di vari tipi di impianti di illuminazione e di distribuzione dell’energia.
Vediamo quali sono i passi essenziali per poter diventare elettricista professionista.
Iscriversi ad un istituto professionale per elettricisti, che di norma dura 5 anni, inclusi 2 anni di specializzazione.
Dopodiché è necessario svolgere un periodo di tirocinio presso un’azienda già avviata.
In caso si decide di lavorare in proprio, è necessario aprire una partita Iva ed iscriversi in Camera di Commercio.
I codici ATECO più adatti sono:
- 43.21.01 ovvero Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);
- 43.21.02 ovvero Installazione di impianti elettronici;
- 43.21.03 ovvero Installazione impianti di illuminazione stradale e dispositivi elettrici di segnalazione, illuminazione delle piste degli aeroporti (inclusa manutenzione e riparazione)
Per tutti coloro che decidono di adottare il regime forfettario, il coefficiente di redditività è del 86% ed il limite di fatturato è pari a 85.000 €.
Maggiori informazioni, puoi trovarle nella nostra guida al regime forfettario.
Contributi INPS artigiani nel 2026
Chi svolge un’attività artigiana deve essere iscritto alla Gestione INPS Artigiani.
Per il 2026 il reddito minimale sul quale vengono calcolati i contributi è pari a 18.808 euro. Il contributo minimo annuo ordinario dovuto da titolari, coadiuvanti e coadiutori è pari a 4.521,36 euro.
Sulla parte di reddito d’impresa che supera il minimale di 18.808 euro si applica l’aliquota contributiva del 24% fino alla prima fascia di reddito pari a 56.224 euro. Sulla parte eccedente tale fascia l’aliquota sale al 25%, nei limiti del massimale previsto.
Chi applica il regime forfettario e possiede i requisiti può richiedere il regime contributivo agevolato INPS, che comporta una riduzione del 35% dei contributi dovuti. Per gli artigiani con più di 65 anni già pensionati presso le gestioni INPS continua inoltre a essere prevista, quando spettante, la riduzione del 50%.
I contributi vengono versati tramite modello F24 secondo le scadenze stabilite annualmente dall’INPS. Gli importi effettivi possono variare in presenza di periodi di attività inferiori all’anno, collaboratori familiari, agevolazioni o altre situazioni previdenziali particolari.
L’elettricista e le tasse
Dopo aver analizzato le aliquote contributive, vediamo a quanto ammontano le tasse che l’elettricista deve versare.
Il primo caso che prendiamo in considerazione è quello di un elettricista che adotta il regime forfettario.
Per avere accesso al regime forfettario, i suoi compensi, in un periodo d’imposta, non devono superare i 85.000 €.
La caratteristica più importante del regime forfettario è che la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva viene determinata a forfait.
Nel caso degli elettricisti la percentuale è del 86%.
Questo significa non considerare analiticamente le spese effettive dell’attività.
Se i compensi superano i 85.000 € annui si dovrà passare al regime ordinario semplificato.
Il regime semplificato è un regime analitico basato sulla somma algebrica delle entrate da compensi al netto delle uscite da costi inerenti l’attività.
Esempio di calcolo 2026
Consideriamo un elettricista in regime forfettario che nel 2026 incassa 18.000 €.
- Ricavi: 18.000 €
- Coefficiente di redditività: 86%
- Reddito forfettario lordo: 15.480 €
Il reddito è inferiore al minimale INPS 2026 di 18.808 €: per l’intero anno il contributo minimo ordinario degli artigiani è quindi pari a 4.521,36 €. Il contribuente forfettario che possiede i requisiti può richiedere la riduzione contributiva del 35%.
L’imposta sostitutiva viene applicata sul reddito fiscale determinato dopo la deduzione dei contributi previdenziali effettivamente versati e deducibili.
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