Un commercialista per tributarista deve gestire la posizione fiscale del professionista partendo dall’attività realmente svolta. Nel 2026 il riferimento ATECO da verificare è 69.20.06, con coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario e, nel caso ordinario del libero professionista senza altra previdenza obbligatoria, iscrizione alla Gestione Separata INPS.
Cosa deve controllare prima di aprire o gestire la posizione
La prima verifica non riguarda il software di fatturazione ma il perimetro professionale. Il tributarista rientra tra le professioni non organizzate in ordini o collegi disciplinate dalla Legge 4/2013 e deve operare senza invadere attività riservate per legge a professionisti iscritti in Albi o elenchi.
- descrizione precisa dei servizi prestati;
- corretto codice ATECO;
- eventuali attività secondarie;
- requisiti per il regime forfettario;
- posizione previdenziale;
- fatturazione elettronica e conservazione;
- adempimenti previsti dalla Legge 4/2013;
- eventuali abilitazioni telematiche necessarie per servizi ulteriori.
ATECO 69.20.06: il punto di partenza
ATECO 2025 individua il codice 69.20.06 – Attività di altri consulenti, periti e altri soggetti simili in ambito tributario e contabile. Non va confuso con i codici relativi a dottori commercialisti, esperti contabili o revisori legali. Il commercialista che segue il tributarista deve quindi verificare che i servizi descritti nei contratti e nelle fatture siano coerenti con l’attività effettivamente esercitata.
Se vuoi approfondire la classificazione, consulta la guida sul codice ATECO del tributarista.
Legge 4/2013: cosa non va dimenticato
La Legge 4/2013 richiede al professionista di richiamare espressamente la legge nei documenti e nei rapporti scritti con il cliente. L’eventuale adesione a un’associazione professionale resta volontaria e l’attestazione rilasciata dall’associazione non equivale a un’abilitazione per attività riservate.
Questo controllo è importante anche fiscalmente: denominazione dell’attività, descrizione in fattura e servizi effettivamente prestati devono risultare coerenti tra loro.
Forfettario e coefficiente del 78%
Quando ricorrono tutti i requisiti previsti dalla normativa, il tributarista può applicare il regime forfettario. Per il riferimento fiscale collegato all’attività il coefficiente di redditività è 78%: significa che il 78% dei compensi incassati concorre alla formazione del reddito lordo forfettario, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.
L’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15% e può essere del 5% nel periodo agevolato iniziale quando ricorrono le condizioni previste per una nuova attività. Il commercialista deve però verificare anche le cause di esclusione, eventuali altri redditi e la presenza di partecipazioni o rapporti che possono incidere sull’accesso al regime.
Gestione Separata INPS nel 2026
Per il libero professionista privo di una cassa professionale propria, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota complessiva per il professionista non pensionato e non assicurato presso altra forma previdenziale obbligatoria è il 26,07%; per pensionati o soggetti già coperti da altra previdenza obbligatoria, nei casi previsti, il riferimento è il 24%.
Una simulazione corretta deve quindi essere costruita solo dopo aver confermato la posizione previdenziale. La pagina sul calcolo delle tasse del tributarista mostra esempi separando reddito, contributi e imposta.
Entratel e invio delle dichiarazioni: controllo separato
Il possesso della Partita IVA e del codice ATECO 69.20.06 non attribuisce automaticamente tutte le abilitazioni previste per la trasmissione telematica delle dichiarazioni o per altri adempimenti riservati a specifici soggetti. Se il tributarista vuole offrire servizi che richiedono accesso a Entratel o altre qualifiche, occorre verificare separatamente i requisiti previsti dall’Agenzia delle Entrate per la specifica attività.
Fatture e descrizione delle prestazioni
Il commercialista dovrebbe verificare che la descrizione delle prestazioni in fattura sia coerente con il contratto e con il perimetro effettivo dell’attività. Formule generiche possono rendere meno chiaro l’inquadramento, soprattutto quando lo stesso professionista svolge anche elaborazione dati, formazione o altri servizi autonomi.
Se esistono più attività realmente autonome, può essere necessario valutare codici secondari e controllare come ciascuna attività incide sul regime fiscale complessivo.
Cosa dovrebbe includere il servizio del commercialista
- apertura o variazione della Partita IVA;
- verifica ATECO e attività secondarie;
- controllo dei requisiti del forfettario;
- inquadramento Gestione Separata INPS;
- impostazione della fatturazione elettronica;
- controllo di saldo e acconti;
- dichiarazione dei redditi;
- gestione dei versamenti e delle scadenze;
- supporto nella corretta separazione tra attività consentite e attività soggette a specifiche abilitazioni.
Come confrontare i costi
Il prezzo annuale va confrontato a parità di servizi. Un preventivo apparentemente più basso può non includere apertura o variazioni, dichiarazione, gestione INPS, assistenza su fatture estere, risposte a comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate o verifiche aggiuntive sulle attività svolte. È quindi più utile confrontare ciò che è compreso che il solo canone.
Le altre guide per impostare correttamente l’attività
Per ricostruire l’intera posizione consulta come aprire la Partita IVA da tributarista, il regime forfettario per tributaristi, il codice ATECO 69.20.06 e il calcolo di tasse e contributi.
Fonti ufficiali
- ISTAT – classificazione ATECO;
- Normattiva – Legge 4/2013;
- INPS – Gestione Separata 2026;
- Agenzia delle Entrate – servizi telematici.
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