Per aprire la Partita IVA come tributarista nel 2026 bisogna definire correttamente attività, codice ATECO e previdenza, ma anche rispettare il quadro della Legge 4/2013. Il tributarista è una professione non organizzata in un Ordine obbligatorio: può essere esercitata liberamente nel perimetro consentito dalla legge, senza invadere attività riservate a professionisti iscritti in Albi o elenchi.
Serve un Albo per diventare tributarista?
Non esiste un Albo statale obbligatorio dei tributaristi paragonabile a quello dei dottori commercialisti. La Legge 4/2013 disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi e stabilisce che il loro esercizio è libero, fondato su autonomia, competenza e responsabilità professionale.
Questo non significa che il tributarista possa svolgere qualsiasi attività fiscale o contabile. La stessa Legge 4/2013 esclude dal proprio campo le attività riservate per legge agli iscritti in Albi o elenchi. Prima di offrire un servizio bisogna quindi verificare se quella specifica prestazione è libera oppure richiede un’abilitazione particolare.
Se stai ancora valutando il percorso professionale, la guida su come diventare tributarista approfondisce requisiti, associazioni professionali, attestazioni e certificazione volontaria.
Laurea e associazione professionale sono obbligatorie?
La Legge 4/2013 non introduce un titolo di studio statale unico né rende obbligatoria l’iscrizione a un’associazione professionale per esercitare. Nella pratica una preparazione economica, giuridica e contabile adeguata è essenziale per lavorare responsabilmente, e le singole associazioni possono fissare propri requisiti di ammissione, formazione, assicurazione e aggiornamento.
Il MIMIT pubblica gli elenchi delle associazioni professionali previste dalla legge e alcune possono rilasciare attestazioni di qualità e qualificazione. Il Ministero precisa però che tali attestazioni non costituiscono requisito necessario per l’esercizio della professione.
Obbligo di indicare la Legge 4/2013 nei documenti
Chi esercita una professione disciplinata dalla Legge 4/2013 deve indicare espressamente gli estremi della legge in ogni documento e rapporto scritto con il cliente. L’obbligo riguarda quindi, per esempio, lettere d’incarico, preventivi, contratti e documentazione professionale utilizzata nel rapporto scritto.
La legge collega l’omissione a una pratica commerciale scorretta nei rapporti con il consumatore. È un punto da predisporre fin dall’apertura, insieme alla modulistica privacy, alle condizioni dell’incarico e alle altre informazioni professionali necessarie.
Codice ATECO 2025: 69.20.06
Il codice di riferimento è 69.20.06 – Attività di altri consulenti, periti e altri soggetti simili in ambito tributario e contabile. ATECO 2025 lo distingue dal 69.20.01 dei commercialisti, dal 69.20.02 dei revisori legali, dal 69.20.03 degli esperti contabili e dal 69.20.07 dei CAF.
Per le differenze operative consulta la guida al codice ATECO del tributarista. Se vengono svolte stabilmente attività diverse, bisogna verificare eventuali codici secondari anziché utilizzare un unico codice in modo generico.
Come si apre la Partita IVA
Per il tributarista persona fisica che opera come libero professionista l’apertura fiscale avviene normalmente attraverso il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate, indicando attività, codice ATECO e regime fiscale. L’attribuzione della Partita IVA in sé non comporta un costo amministrativo, mentre possono esserci costi professionali per assistenza, software, firma digitale, PEC o altri strumenti scelti per l’attività.
Entratel e trasmissione delle dichiarazioni: verifica separata
La Partita IVA con codice 69.20.06 non rende automaticamente intermediario abilitato. Il servizio Entratel dell’Agenzia delle Entrate è riservato, tra gli altri, agli intermediari ammessi dalla normativa. Se il tributarista vuole trasmettere dichiarazioni o atti per conto dei clienti deve verificare di rientrare nella categoria abilitabile e completare la procedura richiesta dall’Agenzia.
Allo stesso modo, specifiche funzioni come il visto di conformità o determinate forme di assistenza e rappresentanza seguono regole proprie e non possono essere dedotte dal solo possesso della Partita IVA o dall’eventuale iscrizione a un’associazione.
Regime forfettario e coefficiente del 78%
Il tributarista può applicare il regime forfettario se rispetta tutti i requisiti previsti. La soglia ordinaria è di 85.000 euro di ricavi o compensi; restano da verificare le cause di esclusione, compreso il limite sui redditi di lavoro dipendente e assimilati rilevante per il 2026 e le regole sui rapporti con precedenti datori di lavoro.
Il coefficiente di redditività è 78%. L’imposta sostitutiva è normalmente del 15% e può essere del 5% nei primi cinque periodi d’imposta quando ricorrono realmente le condizioni previste per una nuova attività.
Previdenza: Gestione Separata INPS
Il tributarista libero professionista non dispone di una Cassa previdenziale autonoma collegata alla professione. Il riferimento ordinario è quindi la Gestione Separata INPS, salvo la presenza di una diversa copertura o di una situazione previdenziale che modifichi l’aliquota applicabile.
Nel 2026 l’aliquota complessiva per i liberi professionisti non pensionati e non assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria è 26,07%. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già coperti da altra previdenza obbligatoria l’aliquota è del 24%.
Checklist prima di iniziare
- definire con precisione i servizi che verranno offerti;
- verificare che non rientrino in attività riservate;
- scegliere ATECO 69.20.06 ed eventuali codici secondari;
- aprire la Partita IVA con AA9/12;
- verificare accesso al regime forfettario;
- iscriversi alla Gestione Separata quando dovuto;
- predisporre nei documenti il riferimento alla Legge 4/2013;
- valutare separatamente eventuale associazione professionale e abilitazione Entratel;
- impostare fatturazione elettronica, conservazione e scadenze fiscali.
Dopo l’apertura
Per la gestione annuale consulta il regime forfettario per tributaristi, il calcolo di tasse e contributi e la guida al commercialista per tributaristi.
Fonti ufficiali
- Normattiva – Legge 4/2013.
- MIMIT – Professioni non organizzate.
- ISTAT – ATECO 2025.
- Agenzia delle Entrate – Abilitazione Entratel.
- INPS – Gestione Separata 2026.
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