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Commercialista sistemista informatico 2026: ATECO, INPS, SLA e assistenza

Aggiornato il 6 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Commercialista sistemista informatico 2026: ATECO, INPS, SLA e assistenza

Un commercialista per sistemista informatico nel 2026 deve distinguere gestione continuativa dei sistemi, consulenza, configurazione di PC, installazione software, recupero dati, riparazione hardware e vendita di componenti. Per il sistemista che prende in carico il funzionamento delle infrastrutture dei clienti il riferimento principale è 62.20.20 – Attività di gestione di strutture informatiche, normalmente con coefficiente di redditività del 67%. La previdenza va invece determinata dalla forma concreta dell’attività.

Argomenti del post

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  • Prima verifica: gestione, consulenza o assistenza tecnica?
  • ATECO 62.20.20 per gestione di sistemi e infrastrutture
  • 62.20.10 resta il codice della consulenza IT
  • Configurazione, software, recupero dati e riparazione
  • Professionista o attività artigiana?
  • Gestione Separata INPS 2026
  • Artigiani e Commercianti: non usare gli stessi esempi
  • Regime forfettario e coefficiente 67%
  • Quando il forfettario può diventare poco conveniente
  • Contratti ricorrenti, SLA e canoni mensili
  • Hardware acquistato per il cliente
  • Software, cloud e fornitori esteri
  • Clienti esteri e assistenza da remoto
  • Credenziali, backup e responsabilità professionale
  • Esempio di pianificazione su 50.000 euro
  • Controlli da fare durante l’anno
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Prima verifica: gestione, consulenza o assistenza tecnica?

Un professionista può progettare infrastrutture, amministrare server, configurare postazioni, installare software, recuperare dati o riparare hardware. Queste attività non sono intercambiabili. Il commercialista dovrebbe leggere contratti, preventivi e descrizioni delle fatture per capire quale servizio genera la maggior parte dei ricavi e se occorrono attività secondarie distinte.

ATECO 62.20.20 per gestione di sistemi e infrastrutture

Le note ISTAT ATECO 2025 includono nel 62.20.20 la gestione e il funzionamento dei sistemi informatici e delle strutture di elaborazione dati dei clienti, con i servizi di assistenza collegati. È il codice più coerente per amministrazione continuativa di server, reti, directory, backup, virtualizzazione e ambienti operativi.

62.20.10 resta il codice della consulenza IT

Quando il professionista analizza esigenze, progetta sistemi e consiglia soluzioni senza assumere la gestione operativa continuativa, il riferimento resta il 62.20.10. RegimeMinimi ha già una sezione dedicata al consulente informatico. Il commercialista deve evitare che due attività differenti vengano confuse soltanto perché entrambe utilizzano competenze sistemistiche.

Configurazione, software, recupero dati e riparazione

ATECO 2025 distingue il 62.90.01 per configurazione di PC e periferiche, il 62.90.09 per installazione di software di terzi e recupero dati, e il 95.10.10 per riparazione e manutenzione di computer e periferiche. Se queste attività diventano prevalenti, il commercialista deve aggiornare il codice o affiancare un’attività secondaria, verificando anche l’impatto previdenziale.

Professionista o attività artigiana?

Un sistemista che vende principalmente competenza, amministrazione e gestione tecnica personale può essere inquadrato come professionista. Un tecnico con laboratorio, riparazioni materiali, vendita di ricambi o struttura organizzata può invece ricadere in un’attività artigiana o commerciale. Questa distinzione è decisiva perché cambia iscrizione INPS, contributi minimi, possibili riduzioni e adempimenti amministrativi.

Gestione Separata INPS 2026

Nel caso professionale, il riferimento da verificare è la Gestione Separata INPS. La Circolare INPS n. 8/2026 prevede il 26,07% per chi non è assicurato presso altra forma obbligatoria e il 24% per pensionati o soggetti già assicurati altrove. Un sistemista dipendente che svolge anche attività autonoma può quindi avere un’aliquota diversa dal professionista full-time.

Artigiani e Commercianti: non usare gli stessi esempi

Se la posizione richiede iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti, il sistema contributivo è diverso dalla Gestione Separata: esistono contributi minimi e una componente percentuale sul reddito eccedente. Per alcuni forfettari iscritti a queste gestioni può essere disponibile la riduzione contributiva del 35%, quando ne ricorrono le condizioni. Il commercialista deve quindi definire l’inquadramento prima di simulare il netto.

Regime forfettario e coefficiente 67%

Per i principali codici informatici considerati, il coefficiente del regime forfettario è normalmente il 67%. Con 50.000 euro di compensi o ricavi il reddito lordo è 33.500 euro. Il 33% residuo rappresenta i costi presunti; hardware, licenze, software, strumenti di monitoraggio, cloud, trasferte e formazione non vengono dedotti analiticamente.

Quando il forfettario può diventare poco conveniente

Un sistemista che fattura soprattutto canoni e ore di assistenza può avere costi reali contenuti. Un tecnico che compra server, PC, ricambi e licenze per rifatturarli al cliente può invece avere un margine reale molto inferiore al 67% presunto. Il commercialista dovrebbe confrontare ogni anno costi effettivi e quota forfettaria, soprattutto quando cresce la componente hardware o di rivendita.

Contratti ricorrenti, SLA e canoni mensili

Il sistemista lavora spesso con contratti continuativi. È utile distinguere canone base, ore incluse, reperibilità, tempi di risposta, interventi extra, backup, aggiornamenti e responsabilità. Dal punto di vista fiscale, una struttura chiara dei corrispettivi aiuta a riconciliare fatture e incassi e a capire se l’attività rimane una prestazione professionale o assume caratteristiche organizzate più complesse.

Hardware acquistato per il cliente

Acquistare e rifatturare un server o decine di postazioni può gonfiare i ricavi senza che il costo sostenuto venga dedotto analiticamente nel forfettario. Quando il modello prevede molta rivendita, il commercialista deve verificare sia il codice commerciale sia la convenienza del regime. In alcuni casi è più efficiente che il cliente acquisti direttamente l’hardware e che il sistemista fatturi soltanto installazione, configurazione e gestione.

Software, cloud e fornitori esteri

Licenze SaaS, servizi cloud, hosting, monitoraggio e strumenti RMM possono essere acquistati da fornitori esteri. Anche se il costo non riduce analiticamente il reddito forfettario, può generare adempimenti IVA. Il commercialista dovrebbe quindi ricevere la documentazione dei servizi esteri e distinguere ciò che viene acquistato per uso proprio da ciò che viene rivenduto o ribaltato al cliente.

Clienti esteri e assistenza da remoto

La gestione di sistemi può essere svolta integralmente da remoto per clienti UE o extra-UE. La fatturazione deve considerare natura del cliente e territorialità IVA; il regime forfettario non elimina le regole internazionali. Anche incassi in valuta, piattaforme di pagamento e contratti con società estere devono essere riconciliati correttamente.

Credenziali, backup e responsabilità professionale

Un sistemista può avere accesso amministrativo a dati, server e backup critici. Il commercialista non definisce le policy tecniche, ma nella pianificazione economica deve considerare assicurazione professionale, eventuali coperture cyber, responsabilità contrattuali e costi di strumenti sicuri. Il prezzo del servizio deve sostenere anche questi costi, che nel forfettario non sono deducibili analiticamente.

Esempio di pianificazione su 50.000 euro

Nell’ipotesi professionale con 50.000 euro di compensi, coefficiente 67% e Gestione Separata al 26,07%, il reddito lordo forfettario è 33.500 euro e i contributi teorici sono circa 8.733,45 euro. I contributi obbligatori effettivamente deducibili riducono la base dell’imposta sostitutiva; nella simulazione standard al 15% l’imposta è circa 3.714,98 euro. Il dato reale dipende dai contributi versati e dalla posizione personale.

Controlli da fare durante l’anno

  • ricavi da gestione, configurazione, riparazione e vendita;
  • coerenza tra attività reale e codici ATECO;
  • Gestione Separata o eventuale inquadramento artigiano/commerciale;
  • hardware e ricambi acquistati per i clienti;
  • licenze e servizi cloud esteri;
  • costi reali rispetto al 33% presunto;
  • canoni, incassi e principio di cassa;
  • soglie del forfettario e accantonamento fiscale.

Guide collegate

Consulta il regime forfettario sistemista, l’apertura della Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo di tasse e contributi.

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