Il regime forfettario per sistemista informatico e tecnico informatico nel 2026 può essere applicato quando sono rispettati i requisiti del regime, ma il codice ATECO dipende dal servizio realmente svolto. Per chi gestisce e mantiene operativi i sistemi informatici dei clienti il riferimento principale è 62.20.20 – Attività di gestione di strutture informatiche. Se il lavoro è invece configurazione di PC, installazione di software o riparazione hardware, ATECO 2025 prevede codici differenti. Il coefficiente di redditività dei principali codici coinvolti è normalmente il 67%.
ATECO 62.20.20 per il sistemista che gestisce sistemi dei clienti
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 indicano nel 62.20.20 la fornitura di servizi di gestione e funzionamento on-site dei sistemi informatici e delle strutture di elaborazione dati dei clienti, compresa l’assistenza relativa alle attività svolte. È il codice più coerente per il sistemista che amministra server, reti e infrastrutture operative del cliente.
Consulenza informatica e sistemistica non sono la stessa attività
Il 62.20.10 riguarda la consulenza su hardware, software e sistemi, la pianificazione e progettazione di infrastrutture e l’assistenza agli utenti collegata al progetto. Se il professionista studia l’architettura e consiglia soluzioni senza prendere in carico la gestione operativa, il riferimento resta quello della consulenza informatica. Il 62.20.20 diventa invece centrale quando il servizio venduto è la gestione continuativa del sistema.
Tecnico informatico che configura PC e periferiche
ATECO 2025 dedica il 62.90.01 alla configurazione di personal computer e unità periferiche. Se il tecnico prepara postazioni di lavoro, configura PC, stampanti, scanner o altre periferiche senza svolgere una vera riparazione hardware, questo codice può essere più aderente del 62.20.20. La scelta dipende dalla prevalenza delle attività fatturate durante l’anno.
Installazione software e recupero dati: 62.90.09
Il codice 62.90.09 – Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informazione e dell’informatica n.c.a. comprende espressamente l’installazione di software di terzi e i servizi di recupero dati da computer danneggiati. Se il tecnico vive soprattutto di questi interventi, il 62.90.09 può essere più corretto rispetto al codice del sistemista che gestisce un’infrastruttura.
Riparazione hardware: 95.10.10
La vera riparazione e manutenzione di computer e periferiche rientra nel 95.10.10. ISTAT include riparazione di desktop, notebook, server, stampanti, monitor, scanner, periferiche e altri dispositivi. Un tecnico che sostituisce componenti, ripara schede o svolge manutenzione hardware non dovrebbe usare un codice informatico generico soltanto perché lavora su computer.
Coefficiente di redditività del 67%
Per i principali codici utilizzati da sistemisti e tecnici informatici il coefficiente del regime forfettario è normalmente il 67%. Con 50.000 euro di compensi o ricavi, il reddito lordo forfettario è 33.500 euro. Il restante 33% rappresenta costi presunti: computer, strumenti, software, licenze, cloud, trasferte, ricambi e formazione non vengono dedotti analiticamente.
Quando il 33% di costi presunti può essere insufficiente
Un sistemista che vende soprattutto il proprio tempo e lavora da remoto può avere costi reali inferiori al 33%. Un tecnico che acquista ricambi, strumenti, componenti, licenze o hardware per conto dei clienti può invece sostenere spese molto più alte. Prima di scegliere il forfettario è quindi necessario confrontare il costo reale dell’attività con la quota forfettaria riconosciuta.
Gestione Separata per il sistemista professionista
Quando il sistemista svolge personalmente un’attività professionale di gestione e amministrazione dei sistemi, senza una struttura organizzata d’impresa, va normalmente verificata la Gestione Separata INPS. La Circolare INPS n. 8/2026 prevede il 26,07% per il professionista senza altra previdenza obbligatoria e il 24% per chi è già assicurato altrove o pensionato.
Quando verificare Artigiani o Commercianti
Configurazione materiale di postazioni, installazione operativa, riparazione hardware, vendita di componenti e attività organizzate con laboratorio o struttura possono portare a un inquadramento d’impresa o artigiano. Non è corretto attribuire automaticamente la Gestione Separata a qualunque “tecnico informatico”. La previdenza deve seguire il modo concreto in cui il servizio viene svolto e non solo il titolo professionale.
Contratti di assistenza e reperibilità
I sistemisti lavorano spesso con canoni mensili, SLA e reperibilità. Il contratto dovrebbe chiarire sistemi gestiti, orari di assistenza, tempi di risposta, attività incluse, interventi extra, responsabilità sui backup e modalità di accesso remoto. Questo aiuta a definire anche la natura fiscale del servizio: un contratto di gestione continuativa è diverso da una consulenza una tantum o da una riparazione occasionale.
Clienti esteri, cloud e software
Un sistemista può gestire infrastrutture cloud, acquistare licenze e strumenti da fornitori esteri o lavorare per clienti UE ed extra-UE. Il regime forfettario non elimina gli adempimenti legati ai servizi esteri. Fatture a clienti stranieri e acquisti di software, hosting e cloud devono essere trattati correttamente anche quando i costi non sono deducibili analiticamente.
Esempio con 40.000 euro di compensi professionali
Con 40.000 euro di compensi e coefficiente 67%, il reddito lordo forfettario è 26.800 euro. Se il sistemista è correttamente in Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 6.986,76 euro. I contributi obbligatori effettivamente deducibili riducono poi la base su cui si applica l’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettante, del 5%.
Attività da distinguere
- gestione continuativa di sistemi e infrastrutture: 62.20.20;
- consulenza e progettazione IT: 62.20.10;
- configurazione PC e periferiche: 62.90.01;
- installazione software di terzi e recupero dati: 62.90.09;
- riparazione hardware e periferiche: 95.10.10.
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