Hai un credito INPS che emerge dal Quadro RR del modello Redditi PF 2026 e vuoi utilizzarlo in compensazione con F24? Nel 2026 bisogna prestare particolare attenzione all’anno di riferimento, perché le regole non sono identiche per Artigiani e Commercianti e per i professionisti iscritti alla Gestione Separata.
La circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 contiene le istruzioni aggiornate per il Quadro RR di Redditi PF 2026 e chiarisce come utilizzare i crediti contributivi tramite modello F24.
Credito INPS Quadro RR 2026: quale anno indicare nell’F24?
La prima cosa da verificare è la gestione previdenziale. Per Artigiani e Commercianti il nuovo credito che emerge dalle colonne 19 o 33 della sezione I del Quadro RR di Redditi PF 2026 può essere compensato indicando come periodo di riferimento esclusivamente l’anno 2025.
Il motivo è che, per la dichiarazione 2026, la compensazione riguarda le somme versate in eccedenza riferite alla contribuzione richiesta con i modelli di pagamento emessi nel 2025.
Credito precedente con anno 2024: non confonderlo con il nuovo credito 2025
Un credito proveniente dall’anno precedente segue una logica diversa. Le somme già utilizzate in compensazione entro la presentazione di Redditi PF 2026 con anno di riferimento 2024 devono essere indicate nelle specifiche colonne del Quadro RR.
L’eventuale residuo del credito precedente deve quindi essere distinto dal credito nuovo che emerge dalla dichiarazione 2026. È proprio questa distinzione a evitare uno degli errori più frequenti nella compilazione dell’F24.
Artigiani e Commercianti: causali e codeline
Per la compensazione INPS indica le causali AP o AF per gli Artigiani e CP o CF per i Commercianti. Nel modello devono essere riportati anche il codice sede, il codice INPS di 17 caratteri quando richiesto, il periodo di riferimento e l’importo che si intende compensare.
Se viene compensata soltanto una parte di una rata riferita al minimale, la codeline può dover essere rideterminata in base al nuovo importo. L’INPS mette a disposizione la funzione di calcolo nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti.
Gestione Separata: possono rilevare sia 2024 sia 2025
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata la circolare INPS 62/2026 consente invece di portare in compensazione il credito indicando nel modello F24 l’anno 2024 oppure il 2025, in base all’anno cui si riferisce effettivamente l’eccedenza.
Il credito può essere utilizzato sia contro la contribuzione dovuta alla Gestione Separata, compresi gli acconti 2026, sia contro altri tributi tramite F24 secondo le regole applicabili.
Gestione Separata: l’F24 va presentato anche se il saldo è zero
L’INPS precisa espressamente che la compensazione deve transitare sempre attraverso il modello F24, anche quando dopo la compensazione il saldo finale è pari a zero.
Non è quindi corretto compensare internamente credito e debito e indicare soltanto la differenza. Il modello deve mostrare correttamente sia il credito utilizzato sia il debito compensato.
La pagina INPS sulla compensazione contributiva tramite F24 indica inoltre le causali AP/AF, CP/CF e PPX/P10 e gli altri dati da inserire in base alla gestione.
Esempio: credito di un Artigiano
Un Artigiano presenta Redditi PF 2026 e dal Quadro RR emerge un credito di 1.200 euro relativo ai versamenti contributivi 2025. Se utilizza il credito tramite F24, deve esporre il periodo di riferimento 2025 e compilare la sezione INPS con i dati richiesti per la propria posizione.
Esempio: professionista in Gestione Separata
Un professionista ha un credito INPS di 1.500 euro e deve versare 1.500 euro di acconto alla Gestione Separata. Se utilizza integralmente il credito, il saldo dell’F24 sarà zero, ma il modello deve essere comunque presentato.
Cosa controllare prima di usare il credito
- la sezione del Quadro RR dalla quale deriva il credito;
- la gestione previdenziale di appartenenza;
- l’anno effettivo cui si riferisce l’eccedenza;
- gli importi eventualmente già compensati;
- l’eventuale credito residuo dell’anno precedente;
- la causale contributiva corretta;
- la codeline INPS, quando richiesta;
- l’importo che si vuole utilizzare in F24.
Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate sul Quadro RR 2026 distinguono i crediti dell’anno, quelli precedenti, gli importi già compensati e le somme richieste a rimborso.
Per il quadro generale puoi consultare anche la nostra guida al Quadro RR 2026.
Credito non utilizzato: compensazione o rimborso?
La parte di credito che non viene utilizzata in F24 può, nei casi previsti, essere richiesta a rimborso. Per i professionisti della Gestione Separata la domanda si presenta telematicamente attraverso il Cassetto previdenziale; anche Artigiani e Commercianti dispongono delle procedure INPS per rimborso e compensazione contributiva.
Per l’analisi completa di rimborso, compensazione e trattamento fiscale puoi consultare la guida su credito INPS, rimborsi e compensazioni.
In sintesi: anno 2025 o 2024?
Artigiani e Commercianti: per il nuovo credito che emerge dal Quadro RR di Redditi PF 2026 il periodo di riferimento da utilizzare nell’F24 è il 2025.
Professionisti in Gestione Separata: possono rilevare 2024 oppure 2025 in base all’origine concreta del credito. La compensazione passa sempre attraverso F24 e, per la Gestione Separata, il modello va presentato anche quando il saldo è zero.
Se dalla dichiarazione emerge un credito INPS, nel 2026 non esiste una sola soluzione valida per tutti: il credito può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 oppure, nei casi previsti, richiesto a rimborso. La procedura cambia tra Gestione Separata e Gestione Artigiani e Commercianti e conta anche l’anno a cui si riferisce il credito.
Credito INPS 2026: cosa puoi fare
Quando i contributi versati risultano superiori a quelli effettivamente dovuti può emergere un’eccedenza a credito. Prima di utilizzarla bisogna verificare da quale gestione previdenziale deriva, a quale anno si riferisce e come risulta esposta nel quadro RR della dichiarazione.
- Compensazione: il credito viene utilizzato nel modello F24 per ridurre contributi o altri debiti ammessi.
- Rimborso: l’importo viene richiesto telematicamente all’INPS quando ricorrono le condizioni previste.
- Compensazione contributiva o autoconguaglio: per alcune posizioni Artigiani e Commercianti il credito residuo può essere gestito direttamente nei rapporti contributivi con l’Istituto.
Quando il credito INPS può essere compensato con F24
Per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali Artigiani e Commercianti e per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, la disciplina della compensazione prevede che il credito possa essere utilizzato a decorrere dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi dalla quale emerge.
La compensazione deve essere effettuata tramite modello F24. Quando nel modello sono utilizzati crediti in compensazione, la trasmissione deve avvenire attraverso i servizi telematici previsti dalla normativa.
Artigiani e commercianti
Per il modello Redditi PF 2026, la circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 stabilisce che l’eventuale credito risultante dalla sezione I del quadro RR può essere utilizzato in F24 secondo le regole previste per la Gestione Artigiani e Commercianti.
Per i crediti utilizzabili nel 2026 assume particolare importanza l’anno di riferimento indicato nel modello F24. L’INPS distingue inoltre i crediti dell’anno corrente dai residui degli anni precedenti: le eccedenze più vecchie non possono essere riportate indefinitamente in dichiarazione e, a seconda del periodo interessato, devono essere gestite con rimborso o compensazione contributiva.
Professionisti in Gestione Separata
Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, Redditi PF 2026 utilizza la sezione IV del quadro RR per riepilogare debiti e crediti. Il rigo RR12 contiene gli importi che risultano disponibili e che possono essere utilizzati in compensazione tramite F24 oppure richiesti a rimborso.
La circolare INPS 62/2026 consente di utilizzare in compensazione crediti con periodo di riferimento 2024 o 2025. I crediti della Gestione Separata riferiti ad anni precedenti al 2024 non possono invece continuare a essere esposti in dichiarazione e devono essere oggetto di richiesta di rimborso.
Il modello F24 va presentato anche quando il saldo è zero
Un punto importante riguarda gli F24 nei quali il credito INPS azzera completamente il debito. Anche in questo caso il modello deve essere trasmesso: l’INPS precisa che la compensazione deve risultare sempre dal modello F24, anche quando il saldo finale è pari a zero.
Non è quindi corretto effettuare una compensazione soltanto “interna” senza esporre separatamente credito e debito nel modello di pagamento.
Quando conviene chiedere il rimborso del credito INPS
Il rimborso diventa necessario quando il credito non può più essere riportato o compensato secondo le regole previste oppure quando il contribuente decide di non utilizzarlo per pagare altri debiti.
Per i professionisti in Gestione Separata la domanda viene presentata online tramite il Cassetto previdenziale per liberi professionisti. L’INPS specifica che il rimborso viene definito dopo i controlli sulla dichiarazione e sulla posizione contributiva.
Per Artigiani e Commercianti sono invece disponibili nel relativo Cassetto previdenziale le procedure telematiche per il rimborso e, quando applicabile, per la compensazione contributiva.
Il credito INPS rimborsato o compensato è tassato?
La risposta dipende soprattutto da una verifica: i contributi che hanno generato il credito erano stati fiscalmente dedotti?
Se un contributo previdenziale era stato dedotto e successivamente viene restituito dall’INPS, il beneficio fiscale ottenuto in precedenza deve essere recuperato secondo le regole previste dalla dichiarazione. L’Agenzia delle Entrate conferma, ad esempio, che i rimborsi INPS riferiti a contributi precedentemente dedotti vengono assoggettati a tassazione separata nella dichiarazione precompilata.
Se invece il contributo originario non era stato dedotto, non esiste lo stesso beneficio fiscale da recuperare. Prima di dichiarare un rimborso o una compensazione è quindi necessario ricostruire come era stato trattato il versamento originario.
Regime forfettario e rigo LM35
Nel regime forfettario i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno sono indicati nel rigo LM35 e vengono dedotti dal reddito forfettario nei limiti previsti.
Le istruzioni della dichiarazione prevedono inoltre uno specifico trattamento quando contributi già dedotti negli anni precedenti vengono successivamente restituiti dall’ente previdenziale. Per questo motivo non è corretto considerare LM35 come un semplice rigo nel quale indicare qualsiasi credito INPS: bisogna distinguere contributi versati, contributi dedotti e somme successivamente restituite o recuperate.
Esempio pratico
Un professionista in Gestione Separata presenta Redditi PF 2026 e dal quadro RR emerge un credito contributivo. Dopo aver verificato l’importo disponibile nel rigo RR12 e l’anno a cui si riferisce, può scegliere di utilizzarlo tramite F24 nei limiti e con le modalità previste oppure richiederne il rimborso.
Se quel credito deriva da contributi che negli anni precedenti avevano già prodotto una deduzione fiscale, deve essere verificato anche il conseguente trattamento nella dichiarazione dei redditi.
Errori da evitare
- utilizzare automaticamente un vecchio credito senza controllare l’anno di riferimento;
- compensare senza presentare il modello F24;
- confondere le regole della Gestione Separata con quelle di Artigiani e Commercianti;
- considerare tutti i rimborsi INPS fiscalmente identici senza verificare se i contributi erano stati dedotti;
- utilizzare riferimenti a vecchi modelli Unico o a righi del quadro RR non più attuali.
Approfondimenti correlati
Se hai cessato l’attività può esserti utile anche l’approfondimento sulla deduzione dei contributi dopo la chiusura della Partita IVA.
Per il trattamento dichiarativo del credito puoi consultare anche la nostra risposta sul riporto del credito INPS in dichiarazione.
Fonti ufficiali
- INPS – Circolare n. 62 del 27 maggio 2026
- Agenzia delle Entrate – Quadro RR, Redditi PF 2026
- Agenzia delle Entrate – Quadro LM, Redditi PF 2026
- Normattiva – disciplina della compensazione dei crediti INPS
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