La dicitura della fattura in regime forfettario serve a spiegare perché sul documento non viene addebitata l’IVA e, per i professionisti, perché il compenso non è assoggettato alla normale ritenuta d’acconto. Nella fattura elettronica, però, la sola frase visibile non basta: devono essere coerenti anche i campi XML, in particolare RegimeFiscale RF19 e, per la normale operazione interna del forfettario, Natura N2.2.
Per evitare errori conviene distinguere tre elementi: la dicitura testuale, i codici tecnici della fattura elettronica e le eventuali voci aggiuntive come bollo, rivalsa INPS o contributo integrativo della Cassa professionale. In questa guida vediamo come coordinarli senza usare formule inutilmente lunghe o copiate da vecchi modelli.
Dicitura fattura regime forfettario: la formula da usare
Per una normale fattura emessa in regime forfettario è opportuno indicare che l’operazione è effettuata nell’ambito del regime disciplinato dall’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014 e che non viene applicata l’IVA secondo le regole del regime.
Una formula sintetica e chiara può essere:
Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 e successive modificazioni. Operazione non soggetta a IVA.
Non è necessario trasformare la fattura in una pagina di riferimenti normativi. L’importante è che la formula identifichi correttamente il regime e sia coerente con i campi della fattura elettronica. La disciplina generale del forfettario è contenuta nella Legge 190/2014.
RF19: il codice del regime fiscale nel file XML
Nella fattura elettronica il contribuente forfettario deve essere identificato con il codice RF19 – Regime forfettario nel campo RegimeFiscale. Questo dato appartiene al tracciato XML e non va confuso con la dicitura testuale che il cliente vede nel PDF di cortesia.
Se il gestionale è configurato correttamente, RF19 viene normalmente inserito in automatico nel profilo fiscale dell’emittente. È comunque utile verificarlo quando si apre un nuovo account di fatturazione, si cambia software o si importa una vecchia anagrafica.
N2.2: la Natura IVA della normale fattura forfettaria
Quando non viene applicata l’IVA, la fattura elettronica richiede una specifica Natura dell’operazione. Per la normale operazione del contribuente forfettario si utilizza N2.2 – Operazioni non soggette, altri casi.
RF19 e N2.2 svolgono quindi funzioni diverse: RF19 identifica il regime fiscale dell’emittente, mentre N2.2 descrive la natura IVA della singola operazione. Inserire la frase “regime forfettario” nel testo ma lasciare un codice IVA incoerente nel file XML non è una buona compilazione.
Per il quadro generale sull’emissione e l’invio tramite Sistema di Interscambio puoi consultare anche regime forfettario e fattura elettronica.
Dicitura sulla ritenuta d’acconto
I ricavi e compensi del contribuente forfettario non sono assoggettati alla ritenuta d’acconto ordinaria da parte del sostituto d’imposta nei casi previsti dalla disciplina del regime. Per i professionisti è quindi utile aggiungere una frase che eviti al cliente di trattenere per errore il 20%.
Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge 190/2014.
Questa annotazione è particolarmente utile nelle fatture B2B, perché l’ufficio amministrativo del cliente può essere abituato a ricevere parcelle di professionisti in regime ordinario e applicare automaticamente la ritenuta.
Bollo da 2 euro: dicitura e campo “Bollo virtuale”
La fattura forfettaria non addebita normalmente IVA. Quando l’importo del documento supera 77,47 euro e ricorrono i presupposti dell’imposta di bollo, è dovuto il bollo da 2 euro. Nella fattura elettronica non si applica una marca fisica: va valorizzato il campo relativo al bollo virtuale.
Il fatto che il bollo sia poi riaddebitato o meno al cliente è una scelta economica da gestire correttamente in fattura; l’obbligo fiscale del bollo resta in capo all’emittente. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio per il calcolo e il pagamento periodico dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
Su RM trovi anche la guida operativa su come pagare il bollo delle fatture elettroniche.
Rivalsa INPS 4% e contributo integrativo della Cassa
La dicitura fiscale non va confusa con le componenti previdenziali. Un professionista iscritto alla Gestione Separata può applicare, quando ne ricorrono i presupposti, la rivalsa INPS del 4%. Per molte professioni con Cassa, invece, può essere previsto un contributo integrativo con aliquota stabilita dall’ente previdenziale.
Le due situazioni non sono intercambiabili. Un artigiano o commerciante iscritto alla relativa gestione INPS non inserisce automaticamente una “rivalsa 4%” soltanto perché è forfettario. La voce previdenziale dipende dall’inquadramento reale del contribuente.
Esempio di fattura professionista forfettario
Immaginiamo una consulenza da 1.000 euro resa da un professionista forfettario senza Cassa che applica facoltativamente la rivalsa INPS del 4%.
- Compenso: 1.000 €.
- Rivalsa INPS 4%: 40 €.
- IVA: non applicata.
- Ritenuta d’acconto: non applicata.
- Bollo: 2 € se dovuto sul documento.
- RegimeFiscale: RF19.
- Natura IVA: N2.2.
Nel testo della fattura possono comparire la dicitura del regime e quella sull’assenza di ritenuta. La struttura concreta del totale dipende poi da come viene gestito l’eventuale riaddebito del bollo e dalla posizione previdenziale.
Fattura a cliente privato o azienda italiana
La dicitura fiscale del forfettario non cambia soltanto perché il cliente è un privato anziché un’impresa. Cambiano invece alcuni dati del destinatario e il modo in cui lo SdI recapita il documento.
Per un consumatore finale italiano si utilizza normalmente il codice destinatario convenzionale 0000000 insieme al codice fiscale del cliente. Per un soggetto IVA italiano può essere utilizzato il codice destinatario comunicato, la PEC nei casi previsti oppure l’indirizzo telematico registrato dal cliente presso l’Agenzia delle Entrate.
Questi aspetti sono distinti dalla dicitura fiscale e saranno approfonditi nella guida dedicata al codice destinatario SdI all’interno dello stesso percorso editoriale.
Cliente estero: la dicitura del forfettario non risolve il trattamento IVA
Se il cliente è estero, non basta copiare la normale fattura italiana con N2.2. Le operazioni UE ed extra UE possono seguire regole diverse sulla territorialità, sulle annotazioni e sulla Natura IVA da utilizzare. Il fatto che l’emittente sia in regime forfettario non elimina le regole specifiche delle operazioni internazionali.
Il codice convenzionale XXXXXXX viene utilizzato per i destinatari esteri nel tracciato della fattura elettronica, ma la corretta compilazione fiscale dipende dalla natura della cessione o prestazione. Prima di emettere fatture verso l’estero è quindi necessario verificare il caso concreto.
Errori frequenti nella dicitura della fattura forfettaria
- Inserire una vecchia formula normativa senza verificare che il software usi RF19.
- Scrivere “IVA esente” come se il forfettario applicasse una normale esenzione ex articolo 10.
- Dimenticare la Natura N2.2 nella normale operazione interna.
- Lasciare attiva la ritenuta d’acconto del 20% nel modello del gestionale.
- Applicare la rivalsa INPS 4% a qualsiasi contribuente forfettario indipendentemente dalla previdenza.
- Dimenticare il bollo quando il documento supera 77,47 euro e ricorrono i presupposti.
- Usare automaticamente N2.2 anche per qualunque operazione estera senza verificare territorialità e Natura corretta.
Checklist prima di salvare il modello di fattura
- Profilo fiscale impostato su RF19.
- Natura N2.2 per la normale operazione interna forfettaria.
- Dicitura Legge 190/2014 presente e leggibile.
- Dicitura sulla mancata applicazione della ritenuta quando pertinente.
- Previdenza configurata secondo la posizione reale.
- Bollo virtuale gestito quando dovuto.
- Dati cliente e codice destinatario corretti.
- Descrizione della prestazione sufficientemente chiara.
- Totali coerenti con compenso, previdenza e bollo.
Per vedere anche tutti gli altri dati obbligatori della fattura puoi consultare come fare una fattura elettronica. Se devi invece rettificare una fattura già inviata, trovi la guida sulla nota di credito nel regime forfettario.
Domande frequenti sulla dicitura del regime forfettario
Qual è la dicitura da mettere in fattura nel regime forfettario?
È opportuno indicare che l’operazione è effettuata in regime forfettario ai sensi dell’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014 e che non viene applicata l’IVA secondo le regole del regime.
Che cosa significa RF19?
RF19 è il codice “Regime forfettario” utilizzato nel campo RegimeFiscale della fattura elettronica. Identifica il regime fiscale dell’emittente.
Che cosa significa N2.2?
N2.2 indica “operazioni non soggette – altri casi”. È la Natura utilizzata nella normale fattura interna del contribuente forfettario quando non viene applicata IVA.
Devo scrivere che non applico la ritenuta d’acconto?
Per i professionisti è molto utile, soprattutto nelle fatture B2B, indicare che il compenso non è soggetto a ritenuta ai sensi dell’articolo 1, comma 67, della Legge 190/2014.
La fattura forfettaria deve avere sempre il bollo?
No. Il bollo da 2 euro si applica quando il documento supera 77,47 euro e ricorrono i presupposti dell’imposta. Nella fattura elettronica viene gestito come bollo virtuale.
Per un cliente estero uso sempre N2.2?
No. Le operazioni estere richiedono la verifica delle regole di territorialità e della Natura IVA corretta. Il codice del regime RF19 resta riferito all’emittente, ma il trattamento della singola operazione può cambiare.
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