Il modello F24 è lo strumento con cui il sostituto d’imposta versa le ritenute trattenute sui compensi. Per i compensi professionali di lavoro autonomo, il codice più comune è il 1040 e il versamento avviene normalmente entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento.
Compilare correttamente l’F24 richiede quattro controlli: codice tributo, periodo di riferimento, importo a debito e scadenza. Un errore in uno di questi campi può rendere necessario correggere il modello anche se l’importo totale versato è corretto.
Quando serve l’F24 per la ritenuta d’acconto
L’F24 entra in gioco dopo che il sostituto d’imposta ha pagato un compenso soggetto a ritenuta. Il sostituto trattiene la somma dovuta al percettore e la versa all’Erario entro il termine previsto.
Per una parcella professionale soggetta alla ritenuta ordinaria del 20%, il cliente paga al professionista il netto e versa la ritenuta separatamente. Il meccanismo generale è spiegato nella guida sulla ritenuta d’acconto.
Quale codice tributo usare
Per le ritenute sui redditi di lavoro autonomo relative a compensi per arti e professioni, l’Agenzia delle Entrate utilizza il codice tributo 1040. Il codice identifica la natura del versamento e non può essere scelto solo perché la percentuale trattenuta è del 20%.
Per significato, scadenza ed esempi consulta codice tributo 1040.
In quale sezione si compila
Il 1040 viene indicato nella sezione Erario del modello F24. I campi fondamentali sono il codice tributo, il periodo di riferimento e l’importo a debito versato.
Se non hai familiarità con le sezioni del modello, prima di compilare puoi consultare come leggere un F24, che distingue anche modello ordinario e semplificato.
Scadenza: normalmente il 16 del mese successivo
Nel 2026 lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate conferma che le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente vengono versate normalmente entro il giorno 16 del mese successivo.
Se la scadenza viene differita per calendario o disposizioni specifiche, va seguita la data effettivamente indicata per quel mese. Il riferimento operativo deve quindi essere sempre lo scadenzario fiscale aggiornato.
Esempio: parcella pagata a giugno
Un’impresa paga a giugno 2026 una parcella con ritenuta di 400 euro. Se la ritenuta rientra nel codice 1040, l’impresa indica la somma nell’F24 e, in via ordinaria, effettua il versamento entro il 16 luglio 2026.
- mese del pagamento: giugno 2026;
- ritenuta operata: 400 euro;
- codice tributo: 1040;
- sezione: Erario;
- scadenza ordinaria: 16 luglio 2026.
Ritenute fino a 100 euro
Quando l’ammontare delle ritenute operate non supera 100 euro, la disciplina vigente consente, alle condizioni previste, di rinviare il versamento e cumularlo con il mese successivo. Se nel corso dell’anno il cumulo non supera mai 100 euro, il versamento va comunque eseguito entro il termine annuale indicato dall’Agenzia delle Entrate.
Il rinvio riguarda il versamento, non l’esistenza della ritenuta: la trattenuta deve comunque essere correttamente rilevata e poi certificata.
Come compilare l’importo a debito
La ritenuta dovuta viene indicata tra gli importi a debito versati. Se nello stesso F24 sono presenti altri tributi o crediti, il saldo finale dipende dall’insieme delle righe compilate.
Un F24 può quindi contenere più codici tributo e anche compensazioni. Non bisogna confondere il totale del modello con l’importo della singola ritenuta.
Compensazione con crediti
La presenza di crediti utilizzabili può ridurre il saldo da pagare, ma la compensazione deve rispettare le regole fiscali e telematiche applicabili. Un F24 a saldo zero non è un modello “inutile”: documenta comunque l’utilizzo del credito e deve essere trasmesso attraverso i canali previsti.
Per la lettura delle colonne debito/credito consulta la guida generale sull’F24 già presente su RM.
F24 telematico: come si presenta
I titolari di Partita IVA utilizzano le modalità telematiche previste. Il pagamento può essere gestito tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate, intermediario abilitato o altri canali ammessi in base al tipo di F24 e alla presenza di compensazioni.
Dopo l’invio bisogna conservare la ricevuta telematica: è il documento che consente di verificare l’esito della trasmissione e del pagamento.
Se il codice o il periodo sono sbagliati
Un errore nel codice tributo o nel periodo di riferimento non va corretto effettuando automaticamente un secondo versamento. Prima occorre verificare la procedura disponibile per modificare l’imputazione del pagamento.
RM ha una guida su F24 con codice tributo sbagliato; per le ritenute il metodo concreto va verificato in base al tipo di errore.
F24 e Certificazione Unica devono essere coerenti
Il versamento effettuato con F24 deve essere coerente con le ritenute che il sostituto certifica. Differenze tra compensi pagati, ritenute operate, F24 e Certificazione Unica possono generare controlli o richiedere correzioni.
Per questo la gestione non termina con il pagamento del 1040: occorre mantenere allineati contabilità, ricevute F24 e certificazioni.
Forfettario e F24 delle ritenute
Il contribuente in regime forfettario segue la disciplina speciale del comma 69 della Legge 190/2014. Non deve quindi compilare un F24 1040 per ogni parcella professionale ricevuta come se fosse un sostituto ordinario; restano però le eccezioni espressamente previste dalla normativa vigente.
Il tema è approfondito in regime forfettario e ritenuta d’acconto.
Checklist prima dell’invio
- verifica che la ritenuta fosse dovuta;
- controlla il codice tributo;
- controlla il periodo di riferimento;
- verifica l’importo a debito;
- controlla l’eventuale compensazione;
- rispetta la scadenza applicabile;
- conserva la ricevuta telematica.
Fonti ufficiali
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione ricerca dei codici tributo ed esempi di compilazione. Lo scadenzario fiscale ufficiale indica le date dei versamenti delle ritenute e le regole applicabili agli importi fino a 100 euro.
Domande frequenti
Quale F24 uso per la ritenuta d’acconto?
Per le ritenute professionali si usa il modello F24 compilando la sezione Erario con il codice previsto, tipicamente 1040 per i compensi di arti e professioni.
Quando verso la ritenuta?
Normalmente entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso, salvo regole specifiche e differimenti.
Posso rinviare 80 euro di ritenuta?
La disciplina vigente consente il rinvio per importi non superiori a 100 euro alle condizioni previste, fermo il termine annuale.
Devo conservare la ricevuta?
Sì, perché documenta l’esito del modello trasmesso e deve restare coerente con gli adempimenti successivi.
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