La ritenuta d’acconto è un anticipo dell’IRPEF che, in determinati rapporti, viene trattenuto da chi paga il compenso e versato allo Stato per conto di chi lo percepisce. Per i compensi di lavoro autonomo soggetti all’articolo 25 del DPR 600/1973, la misura ordinaria è del 20%.
Per capire se la ritenuta va applicata non basta guardare l’importo della fattura: contano il tipo di reddito, il soggetto che effettua il pagamento e il regime fiscale di chi incassa. Un professionista in regime ordinario, un forfettario e chi svolge una prestazione occasionale possono quindi avere regole diverse.
Cos’è la ritenuta d’acconto
La ritenuta d’acconto non è un’imposta aggiuntiva rispetto all’IRPEF. È un prelievo anticipato: il committente trattiene una parte del compenso lordo, la versa all’Erario e il percettore la utilizza come credito nella propria dichiarazione dei redditi.
La disciplina generale dei compensi di lavoro autonomo è contenuta nell’articolo 25 del DPR 600/1973. La norma prevede, per i soggetti residenti e nei casi indicati, una ritenuta del 20% a titolo di acconto.
Chi applica la ritenuta
La ritenuta viene operata dal soggetto che paga il compenso quando agisce come sostituto d’imposta. In pratica, il sostituto trattiene l’importo al momento del pagamento e successivamente lo versa allo Stato.
Tra i sostituti d’imposta rientrano, a seconda dei casi, società, enti, imprese e professionisti che corrispondono compensi soggetti a ritenuta. Se il cliente è un privato che non opera come sostituto d’imposta, la ritenuta normalmente non viene effettuata. Per l’inquadramento completo vedi chi è il sostituto d’imposta e quali obblighi ha.
Quando si applica il 20%
Per il lavoro autonomo, la ritenuta ordinaria del 20% riguarda i compensi rientranti nelle fattispecie previste dall’articolo 25. Può interessare sia attività professionali abituali sia alcune prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente.
Questo non significa che qualunque pagamento tra due soggetti economici subisca automaticamente il 20%. I redditi d’impresa seguono regole diverse e alcune categorie di compensi hanno discipline specifiche. Per i casi di esclusione consulta quando non si applica la ritenuta d’acconto.
Esempio di ritenuta su 1.000 euro
Se un compenso professionale imponibile è di 1.000 euro e la ritenuta applicabile è del 20%, la ritenuta è pari a 200 euro. Il professionista incassa 800 euro, oltre alle eventuali altre componenti della fattura che devono essere considerate secondo la loro disciplina.
I 200 euro non sono persi: vengono versati dal sostituto d’imposta e risultano come ritenute subite, utilizzabili nella dichiarazione per ridurre l’IRPEF dovuta o concorrere alla formazione di un credito.
Ritenuta e fattura: lordo, netto e base di calcolo
Per leggere correttamente una fattura bisogna distinguere compenso, eventuali rivalse o contributi, IVA quando dovuta e ritenuta. Non tutte le voci entrano necessariamente nella base della ritenuta nello stesso modo.
Per questo il calcolo non va fatto semplicemente applicando il 20% al totale finale da pagare. La base imponibile dipende dalla natura delle singole voci. Per formule, rivalsa INPS, spese anticipate ed esempi lordo-netto consulta come si calcola la ritenuta d’acconto.
Ritenuta nella fattura elettronica: DatiRitenuta
Nella fattura elettronica la ritenuta viene rappresentata nel blocco XML DatiRitenuta. Le specifiche FatturaPA prevedono campi distinti per tipo di ritenuta, importo, aliquota e causale del pagamento. Tra i codici del campo TipoRitenuta rientrano, ad esempio, RT01 per ritenute persone fisiche e RT02 per ritenute persone giuridiche.
Compilare il blocco XML non crea però il presupposto fiscale: prima bisogna stabilire se la ritenuta è effettivamente dovuta. Se non lo è, i dati della fattura elettronica non vanno inseriti per semplice automatismo.
Regime forfettario: la ritenuta si applica?
Il regime forfettario ha una disciplina particolare. I compensi e ricavi percepiti dal contribuente forfettario, quando sono correttamente documentati secondo le regole del regime, non sono normalmente assoggettati a ritenuta d’acconto. Il forfettario rilascia al cliente la dichiarazione prevista per attestare che il compenso non deve essere assoggettato a ritenuta.
È però importante distinguere due domande diverse: se il forfettario subisce la ritenuta sui propri compensi e se, quando paga un professionista, agisce o meno come sostituto d’imposta. La guida dedicata è regime forfettario e ritenuta d’acconto.
Prestazione occasionale e ritenuta
Nel lavoro autonomo occasionale, quando il committente è un sostituto d’imposta, la ritenuta del 20% può essere applicata al compenso secondo le regole previste. Non va però confusa con il limite contributivo INPS dei 5.000 euro: ritenuta fiscale e soglia contributiva sono due concetti diversi.
Una prestazione può essere soggetta a ritenuta anche molto prima di raggiungere 5.000 euro complessivi; viceversa, il superamento della soglia contributiva riguarda la Gestione Separata. Per la parte fiscale vedi ritenuta d’acconto nelle prestazioni occasionali; per accordo, clausole e differenza dal PrestO vedi contratto di prestazione occasionale.
Compensi a non residenti
Quando il percettore è fiscalmente non residente, non si applica automaticamente la regola ordinaria del 20%. L’articolo 25 prevede nei casi applicabili una ritenuta del 30% a titolo d’imposta, con esclusioni e possibile coordinamento con le Convenzioni contro le doppie imposizioni.
Il tema è trattato nella guida ritenuta d’acconto a non residenti.
Quando viene versata la ritenuta
Il sostituto d’imposta versa la ritenuta con modello F24 utilizzando il codice tributo corretto. Per i compensi di lavoro autonomo il codice più noto è 1040, ma la causale va sempre verificata in base alla tipologia concreta del pagamento.
Il versamento segue le scadenze previste per le ritenute operate nel periodo. Per il significato del codice consulta codice tributo 1040; per sezione Erario, periodo, scadenza e trasmissione consulta F24 per la ritenuta d’acconto. Se il versamento è tardivo, vedi ravvedimento della ritenuta 1040.
Certificazione Unica e Modello 770
Il versamento con F24 non conclude gli obblighi del sostituto. I compensi corrisposti e le ritenute operate devono essere riportati nella Certificazione Unica secondo le regole applicabili al tipo di reddito e successivamente confluiscono negli adempimenti del Modello 770.
Fatture o ricevute, contabilità, F24, CU e 770 devono essere coerenti tra loro. Il percettore usa poi le ritenute certificate nella propria dichiarazione dei redditi: se le ritenute superano l’imposta dovuta può emergere un credito; se sono inferiori resta da versare la differenza.
Ritenuta d’acconto e NASpI
Se percepisci la NASpI e svolgi lavoro autonomo occasionale, la ritenuta del 20% non va confusa con il reddito rilevante per la compatibilità dell’indennità. La soglia e le comunicazioni seguono le regole INPS, e il lavoro autonomo occasionale va distinto dalle prestazioni ex articolo 54-bis.
La guida specifica è ritenuta d’acconto e NASpI, aggiornata al limite INPS corrente per il reddito autonomo compatibile.
Ritenuta d’acconto e IVA non sono la stessa cosa
L’IVA è un’imposta sui consumi applicata alle operazioni imponibili; la ritenuta è invece un prelievo anticipato sulle imposte dirette del percettore. Una fattura può quindi contenere IVA e ritenuta contemporaneamente, oppure nessuna delle due, a seconda del regime fiscale e dell’operazione.
Confondere le due voci porta spesso a calcolare male il netto da incassare o a interpretare la ritenuta come un costo aggiuntivo.
Errori frequenti
- applicare il 20% al totale fattura senza verificare la base corretta;
- trattare la ritenuta come un’imposta definitiva;
- confondere ritenuta e contributi INPS;
- applicare la ritenuta a un forfettario senza verificare la disciplina del regime;
- ritenere che ogni cliente sia un sostituto d’imposta;
- usare il codice F24 sbagliato;
- compilare DatiRitenuta nell’XML quando la ritenuta non è dovuta;
- non riconciliare F24, CU e 770.
Fonti ufficiali
Il riferimento normativo principale è l’articolo 25 del DPR 600/1973. Le specifiche tecniche FatturaPA descrivono il blocco DatiRitenuta e i relativi campi. Per codici tributo e adempimenti va utilizzato il portale dell’Agenzia delle Entrate.
Domande frequenti
La ritenuta d’acconto è sempre del 20%?
Il 20% è la misura ordinaria prevista per molti compensi di lavoro autonomo, ma esistono fattispecie con regole diverse. Va sempre identificata la natura del reddito.
Chi paga materialmente la ritenuta allo Stato?
Il sostituto d’imposta la trattiene dal compenso e la versa all’Erario con F24.
La ritenuta riduce il reddito imponibile?
No. È un acconto sull’imposta dovuta e non una spesa che riduce automaticamente il reddito imponibile.
Un forfettario subisce la ritenuta?
In via ordinaria i compensi del contribuente forfettario non sono assoggettati a ritenuta secondo la disciplina specifica del regime.
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