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Fattura rider: Deliveroo, SdI, bollo e forfettario

Aggiornato il 4 Ottobre 2026

Home > Guide Fiscali > Fattura rider: Deliveroo, SdI, bollo e forfettario

La fattura del rider con Partita IVA può essere emessa direttamente dal rider oppure, in alcuni rapporti con le piattaforme, generata per suo conto dal committente. È questo il punto che rende la fatturazione dei rider diversa da quella di molti altri lavoratori autonomi. Deliveroo, per esempio, utilizza la fatturazione elettronica conto terzi: la piattaforma emette la fattura per conto del rider e il documento viene reso disponibile attraverso il Sistema di Interscambio.

Nel regime forfettario il rider non addebita IVA, non subisce normalmente la ritenuta d’acconto e sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro è normalmente dovuto il bollo da 2 euro. Se la piattaforma genera il documento per conto del rider, resta comunque necessario controllare dati fiscali, regime, numerazione, bollo e importi.

Fattura rider: cosa deve contenere

Il documento deve permettere di ricostruire chiaramente compensi, piattaforma committente e periodo di riferimento. In pratica vanno verificati:

  • dati del rider;
  • dati della piattaforma o del committente;
  • numero e data della fattura;
  • periodo a cui si riferiscono le consegne;
  • compensi base;
  • eventuali bonus e maggiorazioni;
  • eventuali mance rilevanti nel prospetto;
  • IVA non applicata nel regime forfettario;
  • ritenuta non applicata nel forfettario;
  • bollo da 2 euro quando dovuto;
  • totale del documento;
  • coerenza con il pagamento ricevuto.

Rider forfettario: niente IVA

Il rider che applica il regime forfettario non addebita IVA sulle fatture. Il documento deve riportare la dicitura coerente con il regime previsto dalla Legge 190/2014.

Per il quadro fiscale generale puoi consultare regime forfettario rider e, per gli esempi numerici, calcolo tasse rider forfettario.

Se devi ancora definire l’attività, puoi partire da come aprire Partita IVA per rider e fattorini.

Ritenuta d’acconto nel regime forfettario

Nel regime forfettario il rider non subisce normalmente la ritenuta d’acconto prevista per il lavoro autonomo ordinario. Se la piattaforma o il committente utilizza processi automatizzati, è importante che il profilo fiscale del rider sia aggiornato per evitare documenti incoerenti con il regime effettivamente applicato.

Un errore sul regime fiscale può produrre differenze tra fattura, pagamento e dichiarazione. Per questo il rider dovrebbe controllare subito la prima fattura emessa con un nuovo processo o dopo una variazione del proprio regime.

Fatturazione conto terzi: cosa significa

La fatturazione conto terzi significa che il documento viene materialmente predisposto da un soggetto diverso dal titolare della Partita IVA, ma viene emesso in nome e per conto di quest’ultimo. Il rider resta quindi il soggetto a cui la fattura è fiscalmente riferita.

Nel caso Deliveroo, la piattaforma emette la fattura elettronica per conto del rider e il documento viene poi reso disponibile nel portale collegato allo SdI. Il rider non deve quindi duplicare il documento emettendo una seconda fattura per lo stesso compenso.

Il controllo resta però necessario: fatturazione conto terzi non significa delegare anche la responsabilità fiscale. Il rider deve verificare che il documento riporti il proprio regime, gli importi corretti, il bollo quando dovuto e il periodo di riferimento. Se qualcosa non coincide con il prospetto o con il bonifico, la correzione va richiesta subito alla piattaforma.

Deliveroo: fattura emessa per conto del rider

Deliveroo utilizza un processo di fatturazione conto terzi. Dopo il pagamento, la piattaforma emette la fattura elettronica per conto del rider entro i tempi indicati dal proprio processo e il documento diventa consultabile tramite il Sistema di Interscambio.

Al rider viene inoltre fornito un prospetto con il dettaglio delle consegne, dei bonus e delle altre componenti del pagamento. Questo prospetto non sostituisce la fattura elettronica: serve come dettaglio operativo e va riconciliato con il documento fiscale emesso.

Una buona prassi è conservare insieme prospetto, fattura SdI e movimento bancario. Le tre fonti dovrebbero raccontare la stessa operazione: il prospetto spiega come si forma il compenso, la fattura documenta fiscalmente il ricavo e il bonifico mostra quanto è stato effettivamente accreditato dopo eventuali trattenute o compensazioni.

Fare questa verifica ogni mese riduce il rischio di accorgersi a fine anno di fatture mancanti, duplicazioni o differenze tra quanto risulta in SdI e quanto è stato effettivamente pagato dalla piattaforma.

Dati fiscali da tenere aggiornati sulla piattaforma

Quando la piattaforma emette la fattura per conto del rider, i dati presenti nel profilo diventano particolarmente importanti. Partita IVA, codice fiscale e regime fiscale devono essere aggiornati prima dell’emissione del documento.

Se il rider passa dal regime ordinario al forfettario, modifica la Partita IVA o cambia altri dati anagrafici, la piattaforma deve ricevere l’aggiornamento in tempo utile. In caso contrario può essere necessario correggere documenti già emessi.

Bollo da 2 euro nel forfettario

Le fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro sono normalmente soggette all’imposta di bollo da 2 euro. Nella fatturazione elettronica il bollo viene indicato nel file XML.

Nel processo Deliveroo il bollo viene indicato nella fattura del rider forfettario, ma il pagamento dell’imposta resta responsabilità del rider, che deve verificare e versare gli importi dovuti secondo le scadenze previste dall’Agenzia delle Entrate.

Glovo e cicli di fatturazione

Glovo utilizza propri periodi di fatturazione e mostra nell’app le entrate maturate, i versamenti e gli importi da riconciliare. Il rider deve quindi controllare che la fattura disponibile per il periodo corrisponda alle consegne e agli importi effettivamente maturati.

Il processo operativo può differire da quello Deliveroo, ma il principio fiscale non cambia: il rider deve poter ricostruire per ogni periodo documento, compensi e pagamento ricevuto.

Pagamenti in contanti e importi da fatturare

Quando la piattaforma prevede consegne con pagamento in contanti, gli importi incassati direttamente dal rider possono entrare nei conteggi del periodo. Nel processo Deliveroo la fattura deve essere emessa sulla base dell’imponibile indicato nel documento di pagamento, anche quando una parte degli importi è già stata riscossa in contanti.

Per evitare errori è utile distinguere ciò che rappresenta compenso del rider da ciò che costituisce semplice movimentazione di somme incassate per conto della piattaforma o dell’esercente.

Questa distinzione è essenziale quando il rider incassa denaro dal cliente finale: non tutto ciò che passa materialmente nelle sue mani rappresenta un ricavo personale. La fattura deve seguire il prospetto della piattaforma e il compenso realmente attribuito al rider, evitando di sommare come fatturato somme riscosse soltanto in funzione del servizio di consegna.

Si può rinunciare alla fatturazione conto terzi?

Nel processo Deliveroo il rider può rinunciare ai benefici della fatturazione conto terzi e tornare a gestire direttamente l’invio mensile della propria fattura. Questa scelta comporta però più adempimenti operativi e può rallentare i pagamenti se il documento è errato o viene inviato in ritardo.

Prima di rinunciare conviene quindi valutare se esiste una reale esigenza gestionale. Il vantaggio principale del conto-terzi è proprio ridurre il rischio di dimenticare l’emissione o trasmettere una fattura incoerente con il prospetto della piattaforma.

Fac-simile fattura rider forfettario

Un esempio semplificato con compensi del periodo pari a 500 euro può essere rappresentato così:

  • compensi consegne: 450,00 euro;
  • bonus e maggiorazioni: 50,00 euro;
  • totale compensi: 500,00 euro;
  • IVA: non applicata per regime forfettario;
  • ritenuta d’acconto: non applicata;
  • bollo: 2,00 euro se dovuto;
  • totale documento: 502,00 euro, salvo modalità di addebito del bollo.

Quando la piattaforma emette la fattura per conto del rider, il documento effettivo va comunque verificato rispetto al prospetto consegne e al bonifico ricevuto.

Bonus, mance e altre componenti del pagamento

I prospetti delle piattaforme possono includere consegne, bonus, maggiorazioni, incentivi e mance. Non tutte le voci hanno necessariamente la stessa natura operativa, quindi è utile verificare come vengono riportate nel documento fiscale.

Il rider non dovrebbe ricostruire la fattura partendo soltanto dal bonifico netto ricevuto. La base corretta è il documento o prospetto che distingue le singole componenti del compenso e permette di spiegare eventuali differenze tra lordo e netto.

Se bonus e mance vengono esposti separatamente, conviene mantenerne traccia anche nel proprio archivio mensile. In questo modo diventa più semplice verificare il totale dei compensi annuali e confrontarlo con quanto risulta dalle fatture elettroniche, senza ricostruzioni tardive in fase di dichiarazione.

Note di credito ed errori della piattaforma

Se la fattura emessa per conto del rider contiene dati errati, importi sbagliati o un regime fiscale non aggiornato, la correzione deve essere gestita con un documento coerente con la fattura originaria. Non basta ignorare l’errore perché la fattura è stata generata dalla piattaforma.

È utile segnalare subito l’anomalia e conservare comunicazioni, prospetti e documento corretto. In caso di nota di credito o nuova fattura, la sequenza deve restare ricostruibile anche ai fini della dichiarazione.

Controlli prima di chiudere il mese

  • dati fiscali del profilo aggiornati;
  • regime forfettario indicato correttamente;
  • fattura presente nel portale SdI;
  • periodo di riferimento corretto;
  • compensi e bonus riconciliati;
  • eventuali incassi in contanti trattati correttamente;
  • bollo presente quando dovuto;
  • eventuali errori segnalati e corretti;
  • pagamento ricevuto coerente con il prospetto;
  • documenti archiviati per la dichiarazione.

Errori frequenti da evitare

  • emettere una seconda fattura quando la piattaforma ne ha già emessa una per conto del rider;
  • confondere il prospetto PDF con la fattura elettronica;
  • non aggiornare il regime fiscale sulla piattaforma;
  • dimenticare il bollo nelle fatture forfettarie sopra 77,47 euro;
  • ricostruire i ricavi partendo solo dal bonifico netto;
  • ignorare note di credito o rettifiche;
  • non controllare il portale SdI;
  • trattare allo stesso modo tutte le piattaforme senza verificarne il processo.

Domande frequenti

Chi emette la fattura con Deliveroo?

Nel processo di fatturazione conto terzi, Deliveroo emette la fattura elettronica per conto del rider e il documento è poi disponibile tramite SdI.

Il rider forfettario paga il bollo?

Sì, quando la fattura senza IVA supera 77,47 euro il bollo da 2 euro è normalmente dovuto. Nel processo Deliveroo il versamento resta responsabilità del rider forfettario.

Posso emettere io la fattura invece della piattaforma?

Dipende dal processo della piattaforma. Deliveroo consente di rinunciare alla fatturazione conto terzi, tornando alla gestione diretta del documento.

Come controllo tasse e contributi?

Per il calcolo completo puoi consultare calcolo tasse rider e, per la gestione periodica, commercialista per rider.

Fonti ufficiali e piattaforme

Per il processo conto terzi e il bollo il riferimento operativo è la documentazione Deliveroo Rider. Per cicli di pagamento e fatture è utile consultare anche la sezione Glovo Rider Hub. Per fatturazione elettronica e bollo resta riferimento l’Agenzia delle Entrate.

In sintesi

Il rider forfettario deve controllare fattura elettronica, regime fiscale, bollo e compensi anche quando il documento viene emesso automaticamente dalla piattaforma. Con Deliveroo opera un sistema di fatturazione conto terzi: la piattaforma emette la fattura per conto del rider, mentre il bollo del forfettario resta a carico del rider. Il controllo mensile tra prospetto, SdI e pagamento ricevuto è quindi essenziale.

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