Chi lavora come rider con Partita IVA può trovarsi a valutare il regime forfettario per gestire fiscalmente l’attività di consegna. Prima di fare calcoli, però, bisogna capire come viene svolto concretamente il lavoro, quale attività viene dichiarata e quale inquadramento previdenziale è applicabile.
In questa guida vediamo gli aspetti principali del regime forfettario per rider nel 2026: requisiti, Partita IVA, codice ATECO, determinazione del reddito, imposta sostitutiva, contributi, fatturazione e principali verifiche da effettuare.
Rider e fattorino: cosa conta fiscalmente
Rider, fattorino e addetto alle consegne sono termini utilizzati per descrivere attività che possono essere molto simili. Dal punto di vista fiscale non è però il nome utilizzato dalla piattaforma a determinare automaticamente l’inquadramento.
Bisogna verificare come viene svolta realmente l’attività, se esiste una struttura organizzata, quali prestazioni vengono effettuate e quale rapporto esiste con i committenti.
Quando serve la Partita IVA
Quando l’attività viene esercitata in maniera abituale e autonoma, deve essere valutata l’apertura della Partita IVA e il corretto inquadramento fiscale e previdenziale.
Per i passaggi operativi puoi consultare la guida su come aprire la Partita IVA per rider e fattorini.
Regime forfettario per rider nel 2026
Il regime forfettario può essere applicato quando sono rispettati i requisiti previsti dalla normativa e non ricorrono cause di esclusione.
Il limite ordinario dei ricavi o compensi è pari a 85.000 euro. La soglia, da sola, non è comunque sufficiente: devono essere controllate anche le altre condizioni previste per l’accesso e la permanenza nel regime.
Codice ATECO del rider
Il codice ATECO deve descrivere l’attività realmente esercitata. Per questo motivo non è opportuno scegliere un codice soltanto perché viene utilizzata la parola “rider” o perché si lavora attraverso una determinata piattaforma.
La classificazione dell’attività è approfondita nella guida dedicata al codice ATECO per rider.
Come viene determinato il reddito nel forfettario
Nel regime forfettario le normali spese sostenute per l’attività non vengono sottratte una per una dai ricavi. Il reddito fiscale viene determinato applicando il coefficiente di redditività previsto per l’attività correttamente inquadrata.
Per questo è importante stabilire prima l’attività e il relativo codice ATECO e soltanto dopo effettuare il calcolo delle imposte.
Imposta sostitutiva del 15% o del 5%
L’imposta sostitutiva ordinaria del regime forfettario è pari al 15%. L’aliquota può essere ridotta al 5% per le nuove attività quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa.
La semplice apertura di una nuova Partita IVA non comporta automaticamente il diritto all’aliquota ridotta.
Quanto paga di tasse un rider
Il 5% o il 15% non vengono applicati direttamente al fatturato. Prima bisogna determinare il reddito forfettario e considerare correttamente la contribuzione previdenziale.
Per gli esempi numerici puoi consultare la guida sul calcolo delle tasse del rider in regime forfettario.
Contributi previdenziali
La previdenza è uno dei punti che richiede maggiore attenzione. L’inquadramento non deve essere dedotto automaticamente dal solo fatto di svolgere consegne.
A seconda della configurazione effettiva dell’attività può essere necessario verificare la Gestione Separata INPS oppure la gestione previdenziale prevista per chi esercita attività d’impresa.
Gestione Separata
Quando ricorrono i presupposti per l’inquadramento come libero professionista senza altra previdenza obbligatoria, nel 2026 l’aliquota complessiva della Gestione Separata è pari al 26,07%.
Gestione Commercianti
Quando invece l’attività presenta le caratteristiche che richiedono l’iscrizione alla Gestione Commercianti, la contribuzione segue regole differenti e comprende una contribuzione minima annuale oltre all’eventuale quota dovuta sul reddito eccedente il minimale.
Bicicletta, scooter e costi dell’attività
Chi effettua consegne può sostenere costi per bicicletta, scooter, carburante, manutenzione, telefono, assicurazione e altri strumenti di lavoro.
Nel regime forfettario questi costi ordinari non vengono generalmente dedotti analiticamente uno per uno. Devono però essere considerati quando si valuta la convenienza economica complessiva del regime.
Fatturazione elettronica
Il contribuente forfettario deve gestire correttamente la fatturazione elettronica. Nelle operazioni nazionali ordinarie non addebita normalmente l’IVA secondo le regole proprie del regime forfettario.
Lavorare attraverso piattaforme
Molti rider svolgono l’attività attraverso piattaforme digitali. È importante verificare il rapporto concreto con il committente, le modalità di pagamento, la documentazione fiscale e gli eventuali altri servizi svolti.
Consegne a domicilio
L’espressione “consegne a domicilio” descrive l’attività svolta ma non costituisce, da sola, un inquadramento fiscale. Bisogna verificare la natura effettiva dell’attività e le modalità con cui viene esercitata.
Quando il regime forfettario può essere conveniente
La convenienza dipende dal rapporto tra ricavi, costi reali, contributi previdenziali e imposta. Un’attività che richiede spese elevate per mezzi, carburante e manutenzione può avere caratteristiche economiche differenti rispetto a un’attività con costi ridotti.
Commercialista per rider
La corretta gestione dovrebbe partire dalla verifica dell’attività e proseguire con ATECO, regime fiscale, previdenza, fatturazione e dichiarazione dei redditi.
Puoi approfondire nella pagina dedicata al commercialista per rider.
Guide utili per rider e fattorini
- Come aprire Partita IVA per rider e fattorini
- Codice ATECO per rider
- Calcolo tasse forfettario rider
- Commercialista per rider
Errori da evitare
- scegliere l’ATECO soltanto sulla base della parola “rider”;
- applicare il 5% o il 15% direttamente al fatturato;
- ignorare l’inquadramento previdenziale;
- considerare automaticamente qualsiasi attività di consegna come libera professione o come impresa;
- valutare il forfettario senza considerare i costi reali del mezzo utilizzato;
- confondere la denominazione utilizzata dalla piattaforma con l’inquadramento fiscale effettivo.
In sintesi
Per gestire correttamente una Partita IVA da rider in regime forfettario bisogna partire dalla natura reale dell’attività. Solo dopo aver verificato ATECO e previdenza è possibile determinare correttamente reddito, contributi e imposta sostitutiva.
Consegne a domicilio e piattaforme
Il codice del rider non coincide con quello dell’eventuale piattaforma. Quando la piattaforma intermedia clienti e ristoranti tramite commissioni o servizi di prenotazione, va verificato il codice ATECO 56.40.00; chi effettua materialmente le consegne deve invece essere classificato per il servizio realmente svolto.
Se lavori tramite piattaforme o svolgi servizi di delivery, puoi approfondire gli aspetti specifici nella guida sulle consegne a domicilio con Partita IVA.
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