Guida al regime dei minimi

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guida al regime dei minimi

Se per la tua attività come professionista, artigiano o commerciante stai usufruendo del regime agevolato, è molto probabile che tu abbia aderito al regime dei minimi.
Entrato in vigore il 1° gennaio 2008, introdotto dalla legge del 24.12.2007 n. 244, c.d. Finanziaria 2008, commi 96-117, il regime dei minimi, rappresenta un regime molto semplice e vantaggioso nella sua interezza.

Al contribuente, che si trova in questo regime per trascinamento, è dedicata questa guida al regime dei minimi, dove ricapitoliamo gli aspetti più importanti, già affrontati in vari articoli sul blog.

Rivisto e modificato definitivamente con il DL n.98 del 6 Luglio 2011, art. 27 commi 1 e 2, è stato poi abrogato dal 1° Gennaio 2016 permettendo solamente a coloro che ne facevano parte di poterlo applicare fino alla naturale scadenza.

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Guida al regime dei minimi

Il primo aspetto, riguarda l’imposta sostitutiva che è pari al 5%.
Sostituisce, le imposte del regime ordinario come IRPEF, addizionali regionali, addizionali comunali e Iva.

Poi sono previsti una serie di esoneri per gli adempimenti, vediamoli insieme:

  • tenuta della contabilità, l’unico obbligo è la conservazione e la numerazione delle fatture emesse e delle fatture ricevute.
  • presentazione studi di settore;
  • liquidazione mensile o trimestrale dell’Iva. L’Iva non si applica alle vendite e non si detrae sugli acquisti diventando così un costo per il contribuente minimo, di conseguenza non deve essere presentata la comunicazione annuale Iva e la dichiarazione Iva;
  • presentazione dello spesometro e delle comunicazioni Black List;
  • compilazione e dal pagamento della dichiarazione IRAP.

Il contribuente minimo, si trova decisamente sgravato di molti adempimenti ed obblighi, rispetto al contribuente ordinario.

Requisiti d’accesso e limiti

Parliamo al passato remoto, perché adesso non è più possibile adottare questo regime agevolato, essendo stato sostituito dal nuovo regime forfettario.
Per applicare il regime dei minimi era necessario rispettare determinati requisiti, vediamoli di seguito.

Requisiti necessari per accedere al Regime Minimi.

I requisiti erano essenzialmente due:

  • i contribuenti che vogliono applicare il regime dei minimi, non devono aver esercitato negli ultimi tre anni attività artistica professionale o d’impresa, in forma associata o familiare;
  • l’attività svolta, non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di attività precedentemente svolta anche sotto forma di dipendente, a tal proposito non hanno rilievo le forme di lavoro precario e il praticantato.

Vediamo adesso i casi in cui, la persona fisica, non poteva avvalersi del regime dei minimi.

Non possono avvalersi del Regime Minimi

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo, che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • i soggetti che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • gli esercenti di attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni, ovvero di società a responsabilità limitata.

Un altra caratteristica fondamentale, erano i limiti per la permanenza, analizziamo anche questi.

Limiti per restare nel Regime Minimi

  • nel regime minimi, si può rimanere per 5 anni o fino al periodo d’imposta in cui si compie il trentacinquesimo anno di età.
  • il limite di fatturato compensi/ricavi non deve essere superiore a 30.000 €, il predetto limite viene ragguagliato all’anno solare.
  • non deve essere superata la somma di 15.000 € in un triennio per l’acquisto di beni strumentali.
  • non possono essere effettuate cessioni all’esportazione.

Veniamo probabilmente, all’aspetto più interessante ai fini pratici, come determinare le tasse da pagare.

Determinazione e calcolo delle tasse

La determinazione del reddito imponibile, sul quale applicare il 5% di imposta sostitutiva, avviene analiticamente sottraendo dai ricavi, i costi deducibili inerenti l’attività.

Il regime dei minimi deve essere applicato secondo il principio di cassa.
Significa che,  concorreranno a formare il fatturato annuale, le due voci seguenti:

  1. i compensi – effettivamente percepiti nell’anno solare;
  2. i costi – potranno essere considerati tali, tutte le spese effettivamente sostenute nell’anno solare.

Come calcolare le tasse

Vediamo un esempio pratico, per il calcolo delle tasse regime dei minimi.
Consideriamo un consulente informatico con codice Ateco 62.02.00:

31.12.2016
Totale fatturato 15.000 €
Costi deducibili 5.000 €

30.06.2017
Reddito imponibile: € 10.000 [€ 15.000 – € 5.000 = € 10.000]

Saldo imposta sostitutiva: € 500 [€ 10.000 x 5%= € 500]

1° acconto imposta sostitutiva: € 200 [€ 500 x 40%= € 200]

30.11.2017
2° acconto imposta sostitutiva € 300,00 [€ 500 x 60% = € 300]

Per maggiori dettagli sul calcolo delle tasse, consulta l’articolo calcolo tasse regime dei minimi e cosa scaricare con il regime dei minimi.

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Guida al regime dei minimi ultima modifica: 2017-07-14T16:53:38+00:00 da Staff

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