Nuovi controlli dell’Ispettorato del lavoro nell’area di Cagliari hanno portato alla sospensione di diverse attività per lavoro nero e violazioni in materia di sicurezza. Le verifiche, svolte anche con la Guardia di Finanza, hanno interessato autonoleggio, ristorazione e autolavaggio, con lavoratori privi di copertura previdenziale e assicurativa e contestazioni anche per la mancata elaborazione del DVR.
Il quadro emerso è particolarmente rilevante per le imprese perché mostra come, nello stesso accesso ispettivo, possano sommarsi conseguenze diverse: sospensione per lavoro nero, maxisanzioni e ulteriori provvedimenti legati agli obblighi di salute e sicurezza.
Autonoleggio: sospensione per lavoro nero e problemi sul DVR
In un’attività di autonoleggio dell’hinterland cagliaritano gli ispettori hanno trovato un lavoratore privo di copertura previdenziale e assicurativa su sei occupati.
È stata quindi disposta la sospensione dell’attività per lavoro nero, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro, alla quale si aggiungerà la relativa maxisanzione.
L’INL segnala inoltre violazioni collegate alla mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR), con sospensioni anche per motivi di sicurezza e somme aggiuntive complessive pari a 5.000 euro per le società interessate dal controllo.
Il punto operativo è importante: la presenza di lavoro irregolare non esaurisce il controllo. La verifica può estendersi contemporaneamente agli obblighi documentali e organizzativi sulla sicurezza.
Ristorazione: sette lavoratori in nero tra ristorante e pizzeria
I controlli serali del fine settimana hanno interessato anche due attività di ristorazione dell’hinterland.
In un ristorante-pizzeria sono stati individuati cinque lavoratori in nero su 11 complessivamente occupati: due lavapiatti, un cameriere, un aiuto-pizzaiolo e un addetto alle consegne a domicilio.
In una pizzeria da asporto sono stati trovati altri due lavoratori privi di copertura previdenziale e assicurativa, una cassiera e un portapizze.
In entrambi i casi è stata disposta la sospensione dell’attività, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro per ciascuna sospensione indicata dall’Ispettorato.
Per capire il quadro generale delle conseguenze previste quando viene superata la soglia che consente il provvedimento di sospensione, RM ha una guida dedicata a lavoro nero, sospensione dell’attività e sanzioni nel 2026.
Autolavaggio: quattro lavoratori in nero su quattro
Il controllo più netto tra quelli descritti dall’INL riguarda un autolavaggio di Cagliari, dove sono stati trovati quattro lavoratori in nero su quattro presenti.
Per i periodi di lavoro svolti senza copertura assicurativa l’Ispettorato ha annunciato la contestazione di tre maxisanzioni relative a periodi entro i 30 giorni e di una ulteriore maxisanzione per un periodo superiore a 60 giorni.
L’importo complessivo indicato dalla fonte per queste contestazioni è pari a 15.600 euro.
Anche in questo caso è stata disposta la sospensione dell’attività per lavoro nero, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro.
Mancanza del DVR: seconda sospensione per motivi di sicurezza
Nello stesso autolavaggio gli ispettori hanno accertato anche la mancata elaborazione del DVR.
La violazione ha determinato un’ulteriore sospensione dell’attività per motivi di sicurezza e una somma aggiuntiva di 2.500 euro.
Questo passaggio mostra la differenza tra due piani che spesso vengono confusi: da una parte il lavoro nero e gli obblighi previdenziali e assicurativi, dall’altra gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro.
Quando emergono entrambe le violazioni, i relativi provvedimenti e le somme aggiuntive possono cumularsi secondo quanto accertato dall’organo ispettivo.
Cosa devono controllare le imprese
Dai casi descritti dall’INL emergono almeno tre verifiche essenziali per chi impiega personale: corretta instaurazione del rapporto di lavoro, copertura previdenziale e assicurativa e presenza degli adempimenti obbligatori in materia di sicurezza.
Il controllo sul DVR è particolarmente importante perché la sua mancanza può determinare conseguenze autonome rispetto a quelle legate al lavoro irregolare.
Per le attività con forte ricorso a personale stagionale, serale o a rotazione — come ristorazione, consegne e alcuni servizi — la gestione documentale deve essere aggiornata prima dell’effettivo impiego del lavoratore, non sistemata dopo l’accesso ispettivo.
Fonte ufficiale
I dati derivano dalla comunicazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sui controlli effettuati a Cagliari e nell’hinterland, pubblicata il 6 ottobre 2026.
Le cifre e i provvedimenti riportati si riferiscono ai singoli casi descritti dall’Ispettorato e non devono essere letti come importi automaticamente applicabili a qualunque situazione diversa.
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