Una stessa Partita IVA può avere più codici ATECO quando la stessa persona esercita realmente attività diverse. Non serve aprire una seconda Partita IVA per ogni attività: si mantiene un unico numero IVA e si indicano un’attività principale e, quando necessario, uno o più codici secondari.
Nel regime forfettario la presenza di più codici richiede però attenzione: se le attività appartengono a gruppi con coefficienti di redditività diversi, i relativi ricavi o compensi devono essere distinguibili per applicare a ciascun gruppo il coefficiente corretto. Inoltre, avere più attività non moltiplica i limiti del regime e può avere conseguenze differenti su INPS, Registro Imprese, INAIL e autorizzazioni.
Si possono avere più codici ATECO con una sola Partita IVA?
Sì. Il codice ATECO serve a classificare l’attività economica, mentre la Partita IVA identifica la posizione fiscale del contribuente. Se una persona svolge due o più attività economicamente distinte può associarle alla stessa posizione IVA indicando i codici necessari.
Questo vale, per esempio, per un professionista che affianca alla consulenza una vera attività di formazione appartenente a un codice diverso, per un artigiano che svolge anche commercio oppure per un creator che esercita attività differenti di produzione e promozione. I codici non vanno però aggiunti “per sicurezza”: devono corrispondere ad attività effettivamente svolte.
Codice ATECO principale e codici secondari
Quando ci sono più attività, una viene individuata come principale o prevalente e le altre come secondarie. La prevalenza serve a descrivere quale attività assume il peso principale nella posizione, ma non autorizza a ignorare le attività secondarie né a trattare tutti i ricavi come se provenissero dal codice principale.
Se nel tempo cambia realmente l’attività prevalente, può essere necessario aggiornare anche la posizione. Per capire se devi sostituire il codice principale oppure mantenere entrambi puoi leggere la guida su come cambiare codice ATECO.
Quando serve aggiungere un secondo codice
Un secondo codice serve quando la nuova attività non è già compresa nel perimetro del codice esistente. Prima di aggiungerlo occorre leggere descrizione, inclusioni ed esclusioni della classificazione ATECO 2025 e verificare se la nuova prestazione o vendita rappresenta davvero un’attività autonoma.
- la nuova attività appartiene a una voce ATECO diversa;
- produce ricavi o compensi propri e riconoscibili;
- può avere un coefficiente di redditività diverso;
- può comportare un diverso inquadramento previdenziale;
- può richiedere iscrizione camerale, SCIA o altri adempimenti.
La procedura pratica è spiegata nella guida su come aggiungere un codice ATECO alla Partita IVA.
Più codici ATECO nel regime forfettario
Il regime forfettario non vieta di esercitare più attività con la stessa Partita IVA. Il punto decisivo è determinare correttamente il reddito quando le attività appartengono a gruppi diversi della tabella dei coefficienti di redditività.
L’Agenzia delle Entrate, nelle istruzioni del quadro LM, prevede la determinazione del reddito forfettario applicando ai ricavi o compensi il coefficiente collegato al gruppo di attività. Quando sono presenti attività che ricadono in gruppi differenti, la dichiarazione deve consentire di applicare correttamente i rispettivi coefficienti.
Se i codici hanno lo stesso coefficiente
Quando più attività appartengono allo stesso gruppo di redditività, il calcolo fiscale è più semplice perché la percentuale applicabile è la stessa. Resta comunque utile poter ricostruire l’origine dei ricavi per verificare la corretta classificazione delle attività e gestire eventuali obblighi previdenziali o amministrativi differenti.
Il fatto che due codici abbiano lo stesso coefficiente non significa infatti che siano equivalenti sotto ogni profilo: uno può descrivere lavoro autonomo professionale e un altro un’attività d’impresa con obblighi camerali diversi.
Se i codici hanno coefficienti diversi
Se le attività appartengono a gruppi differenti, i ricavi o compensi vanno tenuti separati in modo da applicare a ciascuna parte il coefficiente corretto. Non è corretto prendere automaticamente il coefficiente dell’attività prevalente e applicarlo a tutto il fatturato quando una seconda attività appartiene a un gruppo diverso.
Esempio: 30.000 euro derivano da consulenza appartenente al gruppo del 78% e 10.000 euro da commercio appartenente al gruppo del 40%. Il reddito forfettario iniziale viene determinato sulle due componenti: 23.400 euro per la prima e 4.000 euro per la seconda, per un totale di 27.400 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori applicabili.
Per approfondire le percentuali puoi consultare le guide al coefficiente di redditività 78% e al coefficiente di redditività 40%.
Con più attività il limite del forfettario raddoppia?
No. Avere due o più codici ATECO non crea un limite autonomo per ciascuna attività. Ai fini della verifica delle soglie del regime bisogna considerare la posizione complessiva secondo le regole vigenti, non immaginare una soglia separata per ogni codice.
Quindi due attività da 50.000 euro ciascuna non possono essere valutate come se fossero due Partite IVA indipendenti soltanto perché hanno codici diversi. La stessa persona fisica mantiene una sola posizione e il totale rilevante deve essere verificato unitariamente.
Come separare i ricavi delle diverse attività
Il modo più pratico è organizzare fin dall’emissione della fattura una classificazione interna che permetta di ricondurre ogni compenso o ricavo all’attività che lo ha generato. Non è necessario creare una seconda numerazione soltanto perché cambia il codice ATECO, ma deve essere possibile ricostruire correttamente le componenti quando servono coefficienti diversi.
- descrivi chiaramente la prestazione o la vendita in fattura;
- associa ogni incasso all’attività corretta;
- usa categorie interne nel software di fatturazione o in un prospetto di controllo;
- mantieni separate le componenti con coefficienti differenti;
- verifica a fine anno che i totali coincidano con fatture e incassi fiscalmente rilevanti.
Più codici ATECO e INPS
La presenza di più attività può incidere anche sulla previdenza. Un professionista senza Cassa può essere iscritto alla Gestione Separata, mentre un’attività artigiana o commerciale può richiedere le relative gestioni INPS. Quando sulla stessa persona convivono attività con inquadramenti differenti, la posizione contributiva va verificata specificamente.
Non esiste quindi una regola per cui il codice principale “assorbe” sempre quello secondario anche ai fini previdenziali. Il codice ATECO è un elemento importante, ma occorre considerare la natura concreta delle attività e le regole della gestione competente.
Più codici per professionista e ditta individuale
Per un professionista non iscritto al Registro Imprese, l’aggiunta o variazione delle attività ai fini IVA passa normalmente dal modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate. Per una ditta individuale iscritta in Camera di Commercio, invece, la variazione dell’attività economica deve essere coordinata attraverso il Registro Imprese e la Comunicazione Unica.
La differenza non è soltanto tecnica: l’attività d’impresa può comportare adempimenti verso INPS, INAIL e SUAP che un lavoratore autonomo professionale non ha. Per questo, prima di aggiungere un secondo codice, bisogna capire se cambia anche la forma amministrativa con cui viene esercitata l’attività.
ATECO 2025: i codici devono essere quelli vigenti
Nel 2026 il riferimento operativo resta ATECO 2025. L’ISTAT conferma che la classificazione è adottata operativamente dal 1° aprile 2025. Prima di aggiungere un codice è quindi necessario verificare la voce vigente, incluse note di inclusione ed esclusione, senza copiare automaticamente vecchi codici ATECO 2007.
La guida generale su come scegliere il codice ATECO aiuta a distinguere attività principali, secondarie e codici apparentemente simili.
Esempio: consulenza più e-commerce
Un consulente che inizia anche a vendere prodotti in modo organizzato non dovrebbe trattare automaticamente gli incassi dell’e-commerce come consulenza. Se la vendita costituisce un’attività commerciale autonoma, va individuato il codice corretto, verificata l’eventuale iscrizione al Registro Imprese e tenuti distinti i ricavi per applicare il relativo coefficiente.
Inoltre l’attività commerciale può modificare gli obblighi previdenziali e amministrativi. Il secondo codice, quindi, non è soltanto una voce anagrafica da aggiungere.
Errori frequenti con più codici ATECO
- aprire una seconda Partita IVA personale per ogni attività;
- aggiungere codici che non corrispondono ad attività realmente svolte;
- applicare a tutto il fatturato il coefficiente dell’attività prevalente anche quando i gruppi sono diversi;
- pensare che ogni codice abbia una propria soglia separata per il forfettario;
- non riuscire a ricostruire i ricavi delle singole attività;
- ignorare gli effetti su INPS, INAIL, Registro Imprese o SUAP;
- utilizzare vecchi codici senza verificare ATECO 2025.
Checklist se svolgi più attività
- elenca tutte le attività realmente svolte;
- verifica quali sono già comprese nel codice attuale;
- individua gli eventuali codici ATECO 2025 aggiuntivi;
- definisci attività principale e secondarie;
- controlla i coefficienti di redditività;
- organizza la separazione dei ricavi quando i gruppi sono diversi;
- verifica INPS, INAIL e Camera di Commercio;
- controlla eventuali SCIA o requisiti;
- presenta la variazione entro i termini previsti.
Domande frequenti sui codici ATECO multipli
Quanti codici ATECO posso avere con una Partita IVA?
È possibile associare più codici quando corrispondono ad attività effettivamente esercitate. Non conviene però aggiungere codici inutili o puramente eventuali.
Con due codici ATECO devo aprire due Partite IVA?
No. La stessa persona può svolgere più attività con un’unica Partita IVA.
Con due coefficienti diversi quale uso nel forfettario?
I ricavi o compensi delle attività appartenenti a gruppi diversi devono essere distinguibili e a ciascun gruppo va applicato il coefficiente corrispondente.
La soglia del forfettario vale per ogni codice?
No. La presenza di più codici non moltiplica le soglie: la posizione complessiva va verificata secondo le regole del regime.
Posso aggiungere un codice in un secondo momento?
Sì. Quando inizi una nuova attività puoi presentare una variazione della Partita IVA esistente attraverso il canale previsto per la tua posizione.
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