La fattura elettronica italiana resta obbligatoria almeno fino al 31 dicembre 2027 sulla base dell’attuale autorizzazione europea, ma il quadro normativo è cambiato profondamente con ViDA – VAT in the Digital Age. Per questo oggi non è più corretto leggere il 2027 come una semplice “data di fine” dell’obbligo italiano: la deroga concessa all’Italia scade formalmente a quella data, mentre l’Unione europea sta trasformando la fatturazione elettronica nello standard di riferimento per il sistema IVA digitale.
Il punto pratico è questo: nel 2026 e nel 2027 imprese, professionisti e forfettari italiani continuano a utilizzare normalmente il Sistema di Interscambio. Dopo il 2027 servirà un coordinamento tra normativa italiana e nuovo quadro europeo. La vera svolta comunitaria arriverà poi dal 1° luglio 2030, quando scatteranno i nuovi obblighi di Digital Reporting Requirements per le operazioni B2B transfrontaliere, mentre entro il 1° gennaio 2035 i sistemi nazionali di reporting digitale in tempo reale dovranno essere allineati allo standard UE.
Fattura elettronica obbligatoria: cosa vale oggi fino al 2027
L’Italia utilizza la fatturazione elettronica obbligatoria in deroga alle regole ordinarie della direttiva IVA europea. La misura è stata autorizzata inizialmente nel 2018 e successivamente prorogata.
Con la Decisione di esecuzione UE 2024/3150, il Consiglio ha esteso l’autorizzazione italiana fino al 31 dicembre 2027.
Cosa autorizza la decisione europea
La decisione consente all’Italia di continuare a imporre la fatturazione elettronica anche senza il consenso del destinatario e di estendere l’obbligo ai soggetti che rientrano nei regimi di franchigia per le piccole imprese.
È proprio questo quadro che ha reso possibile mantenere l’obbligo generalizzato anche per i contribuenti forfettari.
La data del 31 dicembre 2027
La decisione precisa che l’autorizzazione cessa di avere effetti il 31 dicembre 2027. Prevede inoltre che un’eventuale richiesta di proroga debba essere presentata dall’Italia entro il 31 marzo 2027, accompagnata da una valutazione dell’efficacia della misura e dei suoi costi amministrativi.
Perché il 2027 non significa ritorno automatico alla fattura cartacea
La scadenza della deroga UE non equivale all’abolizione automatica della fattura elettronica dal 1° gennaio 2028.
La Decisione 2024/3150 è stata adottata prima dell’entrata a regime del nuovo quadro ViDA e contiene una clausola specifica: se il Consiglio adotta un sistema generale europeo relativo alla fatturazione elettronica, la misura speciale italiana deve coordinarsi con quel nuovo sistema.
Cosa significa in pratica
Tra oggi e la fine del 2027 l’Italia dovrà decidere come proseguire l’obbligo nazionale nel nuovo contesto europeo. Potrà intervenire con una nuova disciplina interna, con un adeguamento tecnico dello SdI oppure con ulteriori misure compatibili con ViDA.
Quello che non si può affermare oggi è che dal 2028 tutti torneranno automaticamente alla fattura analogica.
Cos’è ViDA e perché cambia il quadro europeo
ViDA significa VAT in the Digital Age. È il pacchetto europeo approvato nel marzo 2025 per modernizzare il sistema IVA, digitalizzare i flussi informativi e rendere più rapido lo scambio di dati tra imprese e amministrazioni fiscali.
Il pilastro normativo principale è la Direttiva UE 2025/516, che modifica la direttiva IVA 2006/112/CE.
Le tre aree principali della riforma
- fatturazione elettronica e Digital Reporting Requirements;
- nuove regole per alcune piattaforme digitali;
- Single VAT Registration e semplificazioni per operatori transfrontalieri.
La riforma viene applicata per fasi fino al 2035 e non produce tutti gli effetti nello stesso momento.
Dal 1° luglio 2030 cambiano le operazioni B2B transfrontaliere
La data più importante per imprese e professionisti che lavorano con clienti o fornitori UE è il 1° luglio 2030.
Da quel momento entreranno in vigore i nuovi Digital Reporting Requirements sulle operazioni B2B transfrontaliere.
Fattura elettronica strutturata
Per le operazioni interessate la fattura elettronica strutturata diventerà il perno del nuovo sistema europeo. I dati dovranno essere disponibili in formato digitale secondo regole comuni.
Reporting digitale
Le informazioni delle operazioni B2B transfrontaliere saranno trasmesse secondo un modello europeo più rapido e dettagliato rispetto agli attuali sistemi riepilogativi.
La Commissione europea indica espressamente il 1° luglio 2030 come data di entrata in vigore delle misure principali di Digital Reporting Requirements.
SdI italiano e ViDA non sono lo stesso sistema
Il Sistema di Interscambio è una infrastruttura nazionale italiana. Riceve i file XML, esegue controlli, consegna la fattura al destinatario e alimenta i sistemi dell’Agenzia delle Entrate.
ViDA non impone agli altri Stati membri di utilizzare lo SdI italiano. Stabilisce invece un quadro europeo comune per fatturazione elettronica e reporting digitale.
L’Italia parte da una posizione avanzata
Il sistema italiano è già molto più digitalizzato rispetto a quello di molti altri Paesi europei. Per questo il passaggio futuro sarà soprattutto un problema di compatibilità e interoperabilità, non di introduzione della fattura elettronica da zero.
Possibile evoluzione dello SdI
È plausibile che il sistema italiano venga adattato progressivamente agli standard UE, ma al 2 ottobre 2026 non esiste ancora una disciplina definitiva che stabilisca nel dettaglio come sarà lo SdI dopo il 2027.
Questo è il punto su cui bisogna evitare anticipazioni eccessive.
Cosa cambia per i forfettari
Per i contribuenti in regime forfettario non cambia nulla nell’immediato.
Nel 2026 e nel 2027 restano validi gli obblighi già noti:
- emissione della fattura elettronica tramite SdI;
- codice regime RF19;
- Natura N2.2 nelle operazioni tipiche del regime;
- bollo da 2 euro quando dovuto;
- conservazione elettronica;
- gestione delle operazioni estere secondo la disciplina vigente.
Per le regole attuali puoi consultare software di fatturazione elettronica per forfettari.
Nessun esonero automatico dal 2028
La scadenza della deroga italiana non comporta un esonero automatico per i forfettari. Prima di quella data dovrà essere definito il nuovo coordinamento normativo.
Clienti italiani e clienti UE: gli effetti saranno diversi
ViDA ha un impatto particolarmente forte sulle operazioni transfrontaliere B2B. Chi lavora solo con clienti italiani continuerà a dipendere soprattutto dalle regole nazionali.
Chi fattura società stabilite in altri Paesi UE dovrà invece prestare maggiore attenzione all’evoluzione europea.
Prestazioni B2B UE
Un professionista italiano che fattura una società francese, tedesca o spagnola oggi applica le regole di territorialità IVA, fatturazione e comunicazione previste dalla disciplina vigente.
Dal 2030 le informazioni della transazione entreranno nel nuovo sistema europeo di reporting digitale.
Operazioni nazionali
Le fatture domestiche resteranno collegate alle regole italiane, ma il sistema nazionale dovrà progressivamente diventare compatibile con il modello europeo.
Dal 2028 al 2030: la fase di transizione
ViDA non entra in vigore in un unico giorno. Alcune misure diventano operative già dal 2027, altre dal luglio 2028, altre ancora dal 2030.
1° gennaio 2027
Entrano in vigore alcune modifiche e chiarimenti relativi ai regimi OSS e IOSS.
1° luglio 2028
Partono diverse misure sulla Single VAT Registration e sulle piattaforme attive nei settori dell’alloggio breve e del trasporto passeggeri.
1° luglio 2030
Entrano in vigore i Digital Reporting Requirements sulle operazioni B2B transfrontaliere e la fatturazione elettronica diventa il metodo di riferimento nel sistema UE.
Il passaggio finale del 2035
Entro il 1° gennaio 2035 gli Stati membri che utilizzano obblighi domestici di reporting digitale in tempo reale basati sulle transazioni dovranno allineare i propri sistemi al modello europeo.
La Commissione considera questa data la fase finale del percorso ViDA.
Perché riguarda direttamente l’Italia
L’Italia possiede già un sistema nazionale di fatturazione e trasmissione digitale molto strutturato. L’allineamento europeo dovrà quindi evitare duplicazioni tra SdI e reporting comunitario.
Software, conservazione e organizzazione: cosa conviene fare oggi
Non serve cambiare oggi il software di fatturazione solo perché nel 2030 arriveranno nuove regole europee.
È però utile scegliere piattaforme che garantiscano aggiornamenti continui, gestione dei file XML, operazioni con l’estero, ricevute SdI e corretta conservazione.
Interoperabilità
Per chi lavora frequentemente con clienti UE, la capacità del software di adeguarsi agli standard europei diventerà progressivamente più importante.
Conservazione
ViDA non elimina gli obblighi documentali italiani. Le fatture elettroniche devono continuare a essere conservate secondo le regole vigenti.
La disponibilità dei dati nei sistemi fiscali non sostituisce automaticamente l’obbligo di conservazione del contribuente. Per distinguere consultazione, download e conservazione a norma puoi vedere anche conservazione delle fatture elettroniche.
Portale Fatture e Corrispettivi e ricevute SdI
Finché resta in vigore l’attuale sistema italiano, il Portale Fatture e Corrispettivi continua a essere il punto di riferimento per consultare documenti, ricevute, esiti e servizi collegati alla fatturazione elettronica. ViDA non sostituisce oggi queste funzioni con un nuovo portale europeo accessibile direttamente dal contribuente.
Per imprese e professionisti è quindi ancora importante controllare gli esiti SdI, gli eventuali scarti, le ricevute di consegna e la corretta conservazione dei file XML. Il passaggio futuro agli standard europei non rende superflua la gestione ordinata del sistema nazionale.
Approfondimento: Portale Fatture e Corrispettivi.
Operazioni con l’estero: il primo ambito che cambierà davvero
Per chi lavora con clienti o fornitori esteri, la transizione ViDA sarà più concreta rispetto a chi opera soltanto sul mercato italiano. Dal 2030 il reporting digitale transfrontaliero renderà centrale la qualità dei dati della fattura e la loro disponibilità in tempi molto più rapidi.
Questo riguarda soprattutto operazioni B2B UE. Le regole attuali su territorialità IVA, VIES, reverse charge e documenti TD17, TD18 e TD19 restano però in vigore fino a quando non saranno sostituite o coordinate con il nuovo sistema europeo.
Per la gestione odierna puoi consultare fatture estero nel regime forfettario.
Calendario 2026–2035
| Data | Novità | Effetto pratico |
|---|---|---|
| 2026 | Obbligo SdI pienamente vigente | Nessuna modifica operativa |
| 31/12/2027 | Scadenza attuale autorizzazione italiana | Serve nuovo coordinamento con ViDA |
| 01/07/2028 | Nuove misure ViDA e Single VAT Registration | Prime modifiche importanti per operatori internazionali |
| 01/07/2030 | Digital Reporting Requirements B2B transfrontalieri | Fattura elettronica strutturata e reporting UE |
| 01/01/2035 | Allineamento sistemi nazionali | Convergenza dei sistemi domestici con quello europeo |
Cosa monitorare
Tra il 2026 e il 2027 bisognerà seguire soprattutto eventuali nuove decisioni UE o norme italiane che disciplinino il periodo successivo alla scadenza dell’autorizzazione attuale.
Le imprese dovranno inoltre verificare se il legislatore italiano manterrà invariato lo schema XML nazionale, se cambieranno tempi e modalità di trasmissione oppure se verranno introdotti nuovi raccordi automatici con il reporting europeo. Fino a quel momento non è utile anticipare procedure non ancora definite.
Chi utilizza un gestionale aggiornato dovrebbe poter assorbire gran parte delle modifiche future attraverso aggiornamenti software, senza dover ricostruire da zero il processo di fatturazione.
Per questo, nella pratica, la strategia migliore non è anticipare oggi adempimenti che non esistono ancora, ma mantenere ordinati anagrafiche clienti, codici Paese, partita IVA UE, dati di fatturazione e archivi XML. Una base dati pulita renderà molto più semplice qualunque futura migrazione verso standard europei interoperabili.
Cosa non cambia oggi
ViDA non modifica oggi soglie, imposte o coefficienti del regime forfettario.
Non modifica neppure la procedura quotidiana di emissione delle fatture elettroniche italiane.
Nessun nuovo portale europeo da usare nel 2026
Il professionista continua a utilizzare il proprio gestionale, lo SdI e i servizi già esistenti. Non è necessario inviare fatture a una nuova piattaforma europea.
Fonti ufficiali
L’autorizzazione italiana fino al 31 dicembre 2027 è contenuta nella Decisione di esecuzione UE 2024/3150.
La riforma europea è disciplinata dalla Direttiva UE 2025/516, dal Regolamento UE 2025/517 e dal Regolamento di esecuzione UE 2025/518.
La pagina ufficiale ViDA della Commissione europea riepiloga il calendario applicativo fino al 2035. Nel maggio 2026 la Commissione ha inoltre pubblicato il programma operativo ViDA 2026 per coordinare l’attuazione tecnica della riforma.
FAQ sulla fattura elettronica dopo il 2027
La fattura elettronica italiana scade il 31 dicembre 2027?
Scade l’attuale autorizzazione speciale UE. Non significa che l’Italia debba automaticamente abolire la fatturazione elettronica dal giorno successivo.
I forfettari saranno esonerati dal 2028?
Non esiste oggi una norma che preveda un esonero automatico dal 2028. Servirà il coordinamento della disciplina italiana con ViDA.
ViDA sostituisce lo SdI?
Non automaticamente. ViDA crea un quadro comune europeo; l’Italia dovrà adeguare il proprio sistema agli standard UE.
Quando entrano in vigore i nuovi obblighi B2B UE?
La data centrale è il 1° luglio 2030, quando scatteranno i Digital Reporting Requirements sulle operazioni B2B transfrontaliere.
Cosa succede nel 2035?
Entro il 1° gennaio 2035 i sistemi nazionali di reporting digitale in tempo reale dovranno essere allineati al modello europeo.
In sintesi: il titolo “proroga fattura elettronica fino al 2027” oggi racconta solo una parte della storia. L’autorizzazione italiana resta formalmente valida fino al 31 dicembre 2027, ma ViDA ha trasformato il contesto europeo: la fatturazione elettronica diventa progressivamente lo standard, dal 2030 arriva il reporting digitale B2B transfrontaliero e dal 2035 i sistemi nazionali dovranno essere pienamente coordinati. Nel frattempo, per imprese, professionisti e forfettari italiani non cambia nulla sul piano operativo: SdI e regole nazionali restano il riferimento.
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Caterina
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