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Portale Fatture e Corrispettivi: guida pratica all’area Agenzia Entrate

Aggiornato il 15 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Portale Fatture e Corrispettivi: guida pratica all’area Agenzia Entrate

Il Portale Fatture e Corrispettivi è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate dedicato a fatture elettroniche, dati IVA e corrispettivi telematici. Da qui puoi emettere una fattura con gli strumenti gratuiti dell’Agenzia, controllare i documenti transitati dallo SdI, registrare il tuo indirizzo telematico, accedere alla conservazione e verificare il bollo elettronico.

La difficoltà principale non è entrare nel portale, ma capire quale funzione usare per il risultato che cerchi. Consultare una fattura, conservarla a norma, controllare una ricevuta SdI e registrare il codice destinatario sono operazioni diverse. Questa guida parte quindi dalle attività concrete che una Partita IVA può dover svolgere.

Come entrare nel Portale Fatture e Corrispettivi

L’accesso parte dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Il servizio Fatture e Corrispettivi è disponibile tra i servizi online e, per le persone fisiche, l’identificazione può avvenire con SPID, CIE o CNS secondo le modalità previste dall’Agenzia.

  • entra nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate;
  • autenticati con la tua identità digitale;
  • apri il servizio dedicato alla fatturazione elettronica e ai corrispettivi;
  • verifica il profilo o la Partita IVA per cui stai operando prima di cercare documenti o inviare dati.

Quest’ultimo controllo è importante soprattutto quando un soggetto può operare per più posizioni o quando è presente una delega a un intermediario.

Cosa puoi fare nel portale: scegli in base all’operazione

Fatture e Corrispettivi non è una singola procedura. È un insieme di servizi. Il modo più semplice per orientarsi è partire dall’operazione che devi eseguire.

  • Devi emettere una fattura: utilizza gli strumenti gratuiti di predisposizione e trasmissione.
  • Devi controllare una fattura già inviata o ricevuta: entra nelle funzioni di consultazione.
  • Vuoi ricevere tutte le fatture su un canale preciso: registra l’indirizzo telematico.
  • Devi conservare i documenti: verifica il servizio di conservazione, distinto dalla semplice consultazione.
  • Devi controllare il bollo: usa le funzioni dedicate agli elenchi e al pagamento.
  • Gestisci vendite al dettaglio soggette a corrispettivi: utilizza le procedure specifiche per documento commerciale e corrispettivi telematici.

Fare una fattura elettronica con il servizio gratuito dell’Agenzia

Il D.Lgs. 127/2015 prevede che l’Agenzia delle Entrate metta gratuitamente a disposizione servizi per generare, trasmettere e conservare fatture elettroniche. Quindi non è obbligatorio acquistare un software privato soltanto per poter emettere una e-fattura.

Nel documento devono comunque essere compilati correttamente i dati fiscali. Per un forfettario, per esempio, vanno gestiti in modo coerente regime fiscale, Natura dell’operazione, eventuale bollo e recapito del cliente. La guida su come fare una fattura elettronica approfondisce la compilazione vera e propria.

Il portale dell’Agenzia è particolarmente utile quando si emettono pochi documenti e non servono funzioni gestionali avanzate. Un software esterno può invece essere più comodo per automatismi, anagrafiche, fatture ricorrenti, controllo incassi e organizzazione operativa. La validità fiscale non dipende dal fatto che lo strumento sia gratuito o a pagamento, ma dal corretto flusso della fattura attraverso lo SdI.

Come controllare se una fattura è passata dallo SdI

Dopo l’invio non basta avere il PDF o la copia del documento sul computer. È necessario verificare l’esito restituito dal Sistema di Interscambio. Nel portale puoi consultare i dati e i documenti messi a disposizione e controllare se la trasmissione ha prodotto uno scarto, una consegna o un altro esito previsto.

La distinzione è sostanziale: una fattura scartata non è la stessa cosa di una fattura valida ma non consegnata al canale del cliente. Se lo SdI scarta il file, il documento deve essere corretto secondo la procedura applicabile. Su questo punto trovi la guida dedicata alla fattura elettronica scartata dallo SdI.

Se non trovi una fattura nell’area riservata

Prima di concludere che una fattura è scomparsa, conviene fare alcuni controlli. Verifica il profilo con cui sei entrato, il periodo di ricerca, se stai cercando un documento emesso oppure ricevuto e se l’operazione appartiene davvero al flusso che stai consultando.

  • controlla la Partita IVA selezionata;
  • amplia l’intervallo di date;
  • verifica numero e data del documento;
  • controlla le ricevute SdI se la fattura è stata trasmessa da te;
  • se hai ricevuto soltanto un PDF, verifica che esista anche il documento elettronico transitato attraverso lo SdI nei casi in cui è richiesto.

Registrare l’indirizzo telematico per ricevere le fatture

Nel portale puoi registrare il canale telematico che vuoi utilizzare per ricevere le fatture elettroniche: codice destinatario oppure PEC secondo le regole del servizio. La registrazione permette di indicare allo SdI il recapito scelto dal titolare della Partita IVA.

Questo dato non va confuso con la Partita IVA. Il codice destinatario SdI identifica il canale di recapito, mentre Partita IVA e codice fiscale identificano fiscalmente il soggetto.

Consultare una fattura non significa conservarla a norma

Una fattura visibile nel portale è consultabile, ma la conservazione elettronica è un servizio distinto. Questo è uno degli errori più comuni quando si usa l’area Agenzia: vedere il documento online e dare per scontato che ogni obbligo di conservazione sia automaticamente assolto.

L’Agenzia offre anche un servizio gratuito di conservazione. Se lo utilizzi, controlla l’adesione e quali documenti risultano effettivamente gestiti dal servizio. Per durata, differenza tra archivio e conservazione e documenti da mantenere puoi leggere conservazione delle fatture elettroniche.

Bollo elettronico: elenchi e pagamento

L’Agenzia elabora le fatture elettroniche trasmesse allo SdI per individuare quelle rilevanti ai fini dell’imposta di bollo e rende disponibili nel portale gli elenchi previsti. Il contribuente o l’intermediario delegato può quindi verificare i dati e gestire il pagamento con le modalità ammesse.

Il portale è lo strumento operativo, ma non decide da solo quando il bollo è dovuto: l’obbligo dipende dalla fattura. L’Agenzia delle Entrate descrive gli elenchi messi a disposizione e le relative funzioni.

Cosa cambia per chi è in regime forfettario

Il Portale Fatture e Corrispettivi non è un servizio separato per i forfettari: gli strumenti sono quelli dell’Agenzia. Cambia invece il modo in cui deve essere compilata la fattura e il trattamento fiscale delle operazioni.

Il contribuente deve quindi conoscere le regole del proprio regime e non limitarsi a seguire meccanicamente i campi del portale. Per una panoramica su obbligo, SdI e bollo trovi la guida su regime forfettario e fattura elettronica.

Corrispettivi e funzioni POS-RT nel 2026

Il portale comprende anche servizi per i soggetti che devono memorizzare e trasmettere i corrispettivi. Nel 2026 l’Agenzia ha previsto nell’area Fatture e Corrispettivi anche le funzionalità operative per il collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e strumenti di certificazione dei corrispettivi.

Questo non significa che ogni forfettario debba usare un registratore telematico. L’obbligo dipende dal tipo di attività e da come viene certificata l’operazione. Per questo il tema dei corrispettivi resta distinto e non va dedotto dalla sola presenza della funzione nel portale.

Accesso del commercialista e deleghe

Un intermediario abilitato può utilizzare determinati servizi di Fatture e Corrispettivi quando dispone della delega prevista. La delega deve essere coerente con la funzione che il professionista deve utilizzare: consultare fatture e operare su altri dati IVA non sono necessariamente la stessa autorizzazione.

Se cambi consulente, tra i controlli da fare rientrano quindi anche le deleghe ancora attive e l’eventuale trasferimento di XML, ricevute e documenti conservati fuori dal portale.

Portale Agenzia o software privato: cosa conviene

Il servizio dell’Agenzia ha un vantaggio evidente: è gratuito e collegato direttamente ai servizi fiscali. Un gestionale privato punta invece soprattutto su comodità, automazioni e organizzazione del lavoro.

  • Portale Agenzia: adatto a chi vuole utilizzare gli strumenti istituzionali e ha esigenze operative semplici.
  • Software gestionale: può essere più comodo con molti clienti, documenti ricorrenti, controllo incassi e automazioni.
  • Commercialista o servizio gestito: utile quando oltre alla fattura serve coordinare adempimenti, dichiarazione, contributi e scadenze.

Non esiste una scelta fiscalmente “più valida” soltanto perché il programma è a pagamento: il punto è che il file sia corretto, trasmesso nel modo previsto e poi gestito correttamente.

Riferimenti ufficiali

  • Agenzia delle Entrate – servizi online e Fatture e Corrispettivi
  • D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127
  • Agenzia delle Entrate – bollo sulle fatture elettroniche

Domande frequenti

Come si accede a Fatture e Corrispettivi?

Si entra dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e si apre il servizio dedicato. Per le persone fisiche sono previste modalità di autenticazione digitale come SPID, CIE o CNS.

Il portale dell’Agenzia sostituisce un software di fatturazione?

Può essere sufficiente per creare e trasmettere fatture senza acquistare un gestionale. Un software privato aggiunge soprattutto funzioni organizzative e automazioni.

Posso vedere le fatture ricevute?

Il portale mette a disposizione funzioni di consultazione per i documenti e i dati accessibili al contribuente. Se non trovi una fattura, verifica profilo, periodo e corretto transito attraverso lo SdI.

Consultazione e conservazione sono la stessa cosa?

No. Consultare significa visualizzare o recuperare dati e documenti; conservare a norma è un processo specifico e va verificato separatamente.

Un forfettario può usare Fatture e Corrispettivi?

Sì. Il forfettario può usare gli strumenti dell’Agenzia, ma deve compilare la fattura applicando correttamente le regole fiscali del proprio regime.

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