Il regime forfettario per carrozziere nel 2026 può essere applicato se il titolare rispetta i requisiti fiscali previsti e l’impresa è correttamente abilitata all’attività di autoriparazione. Per la carrozzeria il codice ATECO 2025 di riferimento è 95.31.20 – Riparazione e manutenzione di carrozzerie di autoveicoli e il coefficiente di redditività corretto è il 40%.
Il dato del 40% è particolarmente importante perché online si trovano anche coefficienti errati, spesso ricavati automaticamente dalla nuova numerazione ATECO 2025. Per il forfettario, invece, occorre mantenere il raccordo fiscale con il gruppo di attività precedente: la carrozzeria deriva dal vecchio ATECO 45.20.20, appartenente al gruppo con coefficiente 40%.
Carrozziere in forfettario 2026: dati essenziali
- ATECO 2025: 95.31.20 – Riparazione e manutenzione di carrozzerie di autoveicoli;
- vecchio ATECO: 45.20.20 – Riparazione di carrozzerie di autoveicoli;
- coefficiente di redditività: 40%;
- soglia ordinaria del forfettario: 85.000 euro di ricavi percepiti;
- uscita immediata: oltre 100.000 euro percepiti nell’anno;
- imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% se ricorrono i requisiti della nuova attività;
- previdenza tipica: Gestione Artigiani INPS quando ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana;
- minimale INPS Artigiani 2026: 18.808 euro;
- contributo minimo annuo Artigiani 2026: 4.521,36 euro;
- avvio attività: SCIA al SUAP e responsabile tecnico con requisiti professionali.
Cosa comprende davvero ATECO 95.31.20
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel codice 95.31.20 non soltanto la riparazione delle lamiere esterne, ma anche diverse lavorazioni tipiche della carrozzeria:
- riparazione e manutenzione delle carrozzerie di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi;
- riparazione del rivestimento esterno;
- spruzzatura e verniciatura;
- riparazione di parabrezza e finestrini;
- riparazione di sedili per autoveicoli;
- trattamenti antiruggine;
- wrapping e applicazione di pellicole coprenti;
- installazione di parti e accessori di carrozzeria non compresi nel processo di fabbricazione.
È quindi sbagliato trattare automaticamente verniciatura o wrapping come attività estranee alla carrozzeria. Un codice aggiuntivo può essere necessario solo quando l’impresa svolge una seconda attività realmente autonoma e non una lavorazione già compresa nel perimetro del 95.31.20.
Carrozzeria, meccatronica e gommista: codici diversi
ATECO 2025 separa in modo chiaro le principali attività di autoriparazione:
- 95.31.10 – riparazione e manutenzione meccanica, elettrica ed elettronica di autoveicoli;
- 95.31.20 – riparazione e manutenzione di carrozzerie;
- 95.31.30 – riparazione, montaggio e sostituzione di pneumatici;
- 95.31.91 – lavaggio, lucidatura e altre attività di cura estetica del veicolo.
Se la stessa officina svolge più sezioni di autoriparazione, non basta aggiungere un codice ATECO: occorre verificare anche le specifiche abilitazioni richieste dalla Legge 122/1992 per ciascuna attività esercitata.
La carrozzeria è un’attività di autoriparazione regolamentata
La Legge 122/1992 disciplina l’attività di autoriparazione. Dopo le modifiche introdotte dalla Legge 224/2012, le sezioni sono meccatronica, carrozzeria e gommista.
L’apertura della Partita IVA e il codice ATECO non costituiscono quindi, da soli, l’abilitazione a lavorare. L’impresa deve possedere i requisiti previsti per la sezione carrozzeria e presentare la pratica amministrativa richiesta per la sede operativa.
SCIA al SUAP e responsabile tecnico
Per avviare un’attività di autoriparazione si presenta una SCIA al SUAP competente per territorio, normalmente coordinata con la pratica al Registro Imprese e, quando ricorrono i requisiti, all’Albo delle Imprese Artigiane. Le indicazioni delle Camere di commercio chiariscono che la sede deve avere un responsabile tecnico in possesso dei requisiti professionali previsti.
Il responsabile tecnico può essere, ad esempio, il titolare, un socio lavorante, un amministratore, un collaboratore familiare o un dipendente/preposto inserito nell’impresa. Non può essere un semplice consulente o professionista esterno. In presenza di più officine occorre verificare la nomina per ciascuna sede operativa.
Quali requisiti professionali servono
I principali percorsi per dimostrare i requisiti tecnico-professionali comprendono, a seconda del caso, un diploma o una laurea tecnica attinente, un corso professionale riconosciuto accompagnato dall’esperienza richiesta oppure un adeguato periodo di lavoro qualificato nel settore. La documentazione concreta deve essere verificata prima della SCIA, perché la Camera di commercio controlla il possesso dei requisiti dichiarati.
Per chi apre una nuova carrozzeria è quindi utile verificare prima il responsabile tecnico e soltanto dopo definire la data operativa di avvio: un problema sui requisiti può bloccare l’attività anche se la Partita IVA è già stata attribuita.
Verniciatura ed emissioni: quando la SCIA può essere condizionata
La verniciatura è compresa nel codice 95.31.20, ma può aprire un secondo livello di adempimenti ambientali. La Camera di Commercio di Sondrio ricorda che le carrozzerie con emissioni in atmosfera derivanti da riparazione e verniciatura possono essere soggette a SCIA condizionata: in tali casi l’attività non può iniziare finché non è stato rilasciato il necessario nulla osta o provvedimento autorizzativo.
Vanno inoltre verificati, in base alla sede e agli impianti, impatto acustico, prevenzione incendi, gestione dei rifiuti e gli altri obblighi ambientali applicabili. Non esiste quindi una pratica amministrativa identica per ogni carrozzeria: il SUAP competente deve essere controllato prima dell’avvio.
Come funziona il coefficiente del 40%
Nel forfettario il reddito non si calcola sottraendo i costi effettivi dai ricavi. Con coefficiente 40%, 50.000 euro di incassi producono un reddito forfettario lordo di 20.000 euro. Il restante 60% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente.
Il coefficiente non è l’aliquota fiscale. Dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante. Le istruzioni del quadro LM dell’Agenzia delle Entrate restano il riferimento dichiarativo per il regime.
INPS Artigiani 2026
Quando la carrozzeria è esercitata con i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani. La Circolare INPS n. 14/2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria al 24% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
Con coefficiente 40%, il reddito forfettario supera il minimale soltanto oltre circa 47.020 euro di ricavi. Per livelli di incasso inferiori, nell’ipotesi di iscrizione artigiana per l’intero anno, continua quindi a pesare il contributo minimo, salvo agevolazioni o situazioni particolari.
Riduzione INPS del 35%
I forfettari iscritti alle Gestioni Artigiani o Commercianti possono chiedere, quando ne possiedono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La riduzione non è automatica e deve essere valutata anche per gli effetti sull’accredito previdenziale e sulla minore deduzione dei contributi dal reddito forfettario.
Quando il forfettario conviene davvero a una carrozzeria
Il coefficiente del 40% presume costi pari al 60% dei ricavi, una quota più elevata rispetto a molte attività professionali. Questo rende il forfettario potenzialmente interessante, ma la carrozzeria può comunque sostenere costi molto importanti: ricambi e parti di carrozzeria, vernici e materiali, cabina di verniciatura, energia, affitto o mutuo dei locali, smaltimenti, assicurazioni, attrezzature e personale.
Nel forfettario tali costi non vengono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata. Se le spese reali superano in modo significativo il 60% presunto, oppure gli investimenti iniziali sono elevati, è opportuno confrontare numericamente il forfettario con la contabilità ordinaria o semplificata.
Ricambi, vernici e fatturazione
La fattura di una carrozzeria può comprendere manodopera, materiali e ricambi utilizzati nella riparazione. Ai fini del forfettario il punto centrale è il ricavo complessivamente percepito: il costo dei materiali non viene sottratto voce per voce dal reddito fiscale.
Per questo un lavoro con molti ricambi o materiali costosi può avere un margine reale molto più basso del margine fiscale presunto. La contabilità gestionale resta utile anche nel forfettario, pur non essendo necessaria per determinare il reddito con il metodo analitico.
Guide collegate
Per completare l’inquadramento consulta come aprire Partita IVA per carrozziere, il codice ATECO carrozziere 95.31.20, il calcolo delle tasse per carrozziere e la guida al commercialista per carrozzeria. Se l’officina svolge anche riparazioni meccaniche, confronta inoltre il regime forfettario per meccanico.
In sintesi
Per una carrozzeria nel 2026 i punti chiave sono ATECO 95.31.20, coefficiente corretto 40%, SCIA al SUAP, responsabile tecnico e Gestione Artigiani quando ne ricorrono i requisiti. Verniciatura e wrapping sono già compresi nel codice, ma gli impianti possono richiedere autorizzazioni ambientali specifiche. La convenienza del forfettario va infine confrontata con i costi reali dell’officina e con l’IVA non recuperabile sugli acquisti.
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