Nel regime forfettario lo scontrino elettronico non dipende dal regime fiscale, ma dal tipo di operazione che svolgi. Se effettui operazioni di commercio al minuto o attività assimilate per le quali non è obbligatoria la fattura salvo richiesta del cliente, devi normalmente memorizzare e trasmettere i corrispettivi telematici e rilasciare il documento commerciale. Se invece svolgi un’attività professionale documentata con fattura elettronica, il documento ordinario resta la fattura.
Nel 2026 c’è inoltre una novità operativa importante: per chi utilizza strumenti di certificazione dei corrispettivi e incassa con pagamenti elettronici è entrato a regime il collegamento tra POS e registratore telematico o Documento Commerciale Online. La regola non riguarda indistintamente tutti i forfettari: interessa chi utilizza quei sistemi per operazioni soggette alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.
Scontrino elettronico e regime forfettario: chi è obbligato
Il riferimento di base è l’articolo 2 del decreto legislativo 127/2015, che disciplina la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri per i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del DPR 633/1972. In pratica, il punto di partenza non è chiedersi “sono forfettario?”, ma “la mia attività rientra tra quelle che certificano i corrispettivi?”.
Rientrano tipicamente nel perimetro molti commercianti al dettaglio, bar, ristoranti, attività ricettive e altre attività che vendono beni o servizi al consumatore finale senza obbligo generalizzato di fattura. Il materiale dell’Agenzia delle Entrate sui corrispettivi telematici spiega che il registratore telematico memorizza la singola operazione, genera il documento commerciale e, alla chiusura di cassa, predispone il file da trasmettere all’Agenzia.
Il regime forfettario semplifica la determinazione del reddito e l’IVA, ma non crea un esonero generale dai corrispettivi telematici. Un negoziante forfettario e un negoziante in regime ordinario possono quindi avere lo stesso obbligo di certificazione delle vendite al dettaglio.
Documento commerciale: che cosa ha sostituito il vecchio scontrino
Nel linguaggio comune si continua a parlare di “scontrino elettronico”, ma tecnicamente il cliente riceve un documento commerciale. Il dato fiscale rilevante viene memorizzato e trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate attraverso un registratore telematico, un Server RT o gli altri strumenti ammessi.
Il documento commerciale contiene le informazioni dell’operazione e serve anche al cliente come prova dell’acquisto. Non va confuso con la fattura elettronica: i due documenti rispondono a logiche diverse e la scelta corretta dipende dalla natura dell’operazione e dall’eventuale richiesta di fattura da parte del cliente.
Quando basta la fattura elettronica
Per molti professionisti forfettari la situazione è più semplice: la prestazione viene documentata con fattura elettronica e non con documento commerciale. È il caso tipico del consulente, del professionista tecnico o del freelance che emette fattura al cliente per una prestazione professionale.
Su RM abbiamo una guida specifica su regime forfettario e fattura elettronica. Il punto importante, però, è non usare una regola troppo semplice del tipo “professionista = mai corrispettivi” o “commerciante = mai fattura”: bisogna guardare alla singola operazione e agli obblighi previsti dall’articolo 22 del DPR IVA.
Se il cliente richiede fattura nei casi in cui la normativa lo consente, la gestione dell’operazione cambia. Per questo chi svolge attività miste dovrebbe definire una procedura chiara per evitare duplicazioni tra fattura e corrispettivo.
Registratore telematico o Documento Commerciale Online?
Chi deve trasmettere i corrispettivi può utilizzare un registratore telematico idoneo oppure, nei casi compatibili con la propria operatività, la procedura web Documento Commerciale Online disponibile nel portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.
| Soluzione | Quando è pratica | Attenzione principale |
|---|---|---|
| Registratore telematico | Negozio, bar, attività con molte operazioni giornaliere | Installazione, messa in servizio, manutenzione e trasmissione |
| Documento Commerciale Online | Poche operazioni o attività con esigenze semplici | Connessione disponibile al momento dell’emissione |
| Server RT | Strutture con più punti cassa | Configurazione e gestione tecnica centralizzata |
La procedura ufficiale Documento Commerciale Online è quindi una vera alternativa operativa in alcuni casi, non un semplice archivio. Per un esercente con decine o centinaia di operazioni al giorno, però, il registratore telematico resta normalmente la soluzione più efficiente.
POS e registratore telematico: cosa cambia nel 2026
Dal 2026 chi utilizza strumenti di certificazione dei corrispettivi deve gestire anche l’associazione con gli strumenti di pagamento elettronico quando questi vengono usati per incassare operazioni soggette a memorizzazione e trasmissione telematica. L’Agenzia delle Entrate ha previsto una procedura nell’area Fatture e Corrispettivi per associare POS e strumenti di certificazione.
Per i POS già in uso nel gennaio 2026, la prima finestra operativa ha avuto come termine il 20 aprile 2026. Per le nuove attivazioni e per le variazioni dei dati registrati, l’Agenzia indica che il collegamento va effettuato tra il sesto giorno e l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione o alla variazione.
Non è corretto dire che “ogni Partita IVA deve collegare il POS al registratore”. L’obbligo riguarda i soggetti che utilizzano strumenti di certificazione dei corrispettivi per le operazioni rientranti nel relativo perimetro. Se il POS è utilizzato esclusivamente per incassi relativi a operazioni che non richiedono la certificazione dei corrispettivi, la situazione è diversa e va verificata sul caso concreto.
Pagamento con carta, contanti o bonifico: cambia lo scontrino?
La modalità di pagamento non elimina l’obbligo di certificare l’operazione quando questa rientra nei corrispettivi. Se una vendita al dettaglio deve essere documentata con documento commerciale, il fatto che il cliente paghi in contanti, con carta o con altro strumento non trasforma la natura dell’operazione.
Ciò che cambia nel 2026 è soprattutto la gestione dei dati dei pagamenti elettronici attraverso il collegamento POS-RT. Per questo è utile controllare che il metodo di pagamento registrato sia coerente con l’incasso reale e che eventuali storni, resi o annulli vengano gestiti correttamente.
Attività miste: negozio, e-commerce e prestazioni professionali
Le situazioni più delicate sono quelle in cui la stessa Partita IVA svolge operazioni diverse. Un soggetto può, per esempio, vendere prodotti in negozio, effettuare vendite online e prestare anche servizi professionali. Non è detto che tutte le operazioni seguano lo stesso documento fiscale.
In questi casi conviene costruire una matrice operativa per distinguere:
- operazioni da certificare con documento commerciale;
- operazioni da documentare con fattura elettronica;
- vendite o prestazioni che rientrano in specifici esoneri;
- pagamenti elettronici collegati a operazioni soggette ai corrispettivi;
- annulli, resi e correzioni.
Questo evita uno degli errori più comuni: emettere sia fattura sia corrispettivo per la stessa operazione senza gestire correttamente il collegamento tra i due documenti, oppure non certificare affatto un’operazione perché si è applicata una regola valida per un’altra parte dell’attività.
Esoneri dai corrispettivi telematici: non sono un’esenzione generale
Esistono operazioni esonerate dalla memorizzazione e trasmissione telematica, ma non dipendono dal fatto di essere in regime forfettario. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 10 maggio 2019, successivamente modificato, individua specifiche fattispecie di esonero.
La verifica va quindi fatta sulla tipologia di operazione. Non è prudente usare elenchi trovati online senza controllare il testo vigente, perché alcune categorie sono state modificate nel tempo e possono esistere regole speciali per determinati servizi o modalità di vendita.
Trasmissione dei corrispettivi e problemi di connessione
Il registratore telematico memorizza l’operazione e, alla chiusura giornaliera, prepara il file dei corrispettivi da trasmettere. Se al momento della chiusura manca la connessione, la disciplina prevede modalità di gestione dell’emergenza e un termine per l’invio successivo: non significa però che il documento commerciale possa essere emesso giorni dopo al cliente.
L’Agenzia ha chiarito che il termine di dodici giorni riguarda la trasmissione del file in caso di problemi di rete, mentre la memorizzazione dell’operazione e il rilascio del documento commerciale devono essere gestiti correttamente al momento dell’operazione. La procedura web Documento Commerciale Online, invece, richiede una connessione disponibile quando il documento viene generato.
Corrispettivi e reddito del forfettario
I dati trasmessi attraverso i corrispettivi telematici sono fiscalmente rilevanti anche per chi applica il regime forfettario. Nella dichiarazione precompilata l’Agenzia può utilizzare le informazioni provenienti da fatture elettroniche e corrispettivi telematici per alimentare i dati del quadro LM.
Questo rende importante la riconciliazione tra corrispettivi, eventuali fatture e incassi. La nostra guida alla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario spiega come i dati dell’attività confluiscono nel quadro LM e come vanno controllati prima dell’invio.
Errori da evitare con scontrino elettronico e POS
- pensare che il regime forfettario esoneri automaticamente dai corrispettivi telematici;
- usare il documento commerciale per una prestazione che deve essere fatturata senza verificare la disciplina applicabile;
- emettere sia fattura sia corrispettivo per la stessa operazione senza corretta gestione;
- dimenticare l’associazione POS-RT quando dovuta;
- collegare indiscriminatamente POS usati solo per operazioni non soggette a corrispettivi;
- trattare i 12 giorni come un termine ordinario per emettere il documento commerciale;
- non controllare resi, annulli e chiusure giornaliere;
- considerare gli esoneri come una regola generale valida per tutti i forfettari.
Le violazioni sulla memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi possono comportare sanzioni. Per questo, se il registratore non funziona o i dati trasmessi risultano errati, è importante utilizzare tempestivamente le procedure previste e non aspettare la dichiarazione annuale per correggere il problema.
Casi pratici: quale documento usare?
| Caso | Documento normalmente rilevante | Controllo da fare |
|---|---|---|
| Negozio di abbigliamento forfettario | Documento commerciale | RT, corrispettivi e POS-RT |
| Bar o attività di somministrazione | Documento commerciale | Chiusura giornaliera e pagamenti elettronici |
| Consulente che presta servizio professionale | Fattura elettronica | Corretta emissione della fattura |
| Artigiano con vendita al banco e lavori fatturati | Può cambiare secondo l’operazione | Separare vendite e prestazioni |
| Attività con poche operazioni soggette a corrispettivi | Documento commerciale | Valutare RT o procedura online |
Per chi sta ancora definendo l’attività e il relativo inquadramento può essere utile partire dalla nostra guida al regime forfettario e dalla sezione Professioni e attività, dove gli adempimenti vengono letti in base al lavoro concretamente svolto.
Domande frequenti sullo scontrino elettronico nel forfettario
Un forfettario deve sempre fare lo scontrino elettronico?
No. L’obbligo dipende dalla tipologia di operazione e dall’applicazione delle regole sui corrispettivi telematici, non dal solo regime forfettario.
Un professionista forfettario deve avere il registratore telematico?
Di norma, se svolge prestazioni professionali documentate con fattura elettronica, il registratore telematico non è lo strumento ordinario. Occorre però verificare eventuali attività ulteriori soggette ai corrispettivi.
Nel 2026 devo collegare sempre il POS al registratore?
No. L’associazione riguarda i soggetti che utilizzano strumenti di certificazione dei corrispettivi per operazioni soggette alla memorizzazione e trasmissione telematica. Un POS usato esclusivamente per operazioni fuori da quel perimetro non va trattato automaticamente allo stesso modo.
Posso usare Documento Commerciale Online senza comprare un registratore?
La procedura web dell’Agenzia può essere utilizzata per emettere il documento commerciale nei casi previsti ed è utile soprattutto con poche operazioni. Richiede però connessione al momento dell’emissione.
Se il cliente chiede la fattura devo fare anche lo scontrino?
Non va duplicata automaticamente la certificazione. Nei casi in cui l’operazione viene documentata con fattura, bisogna seguire le regole previste per evitare che la stessa operazione venga conteggiata due volte.
Se manca internet posso trasmettere i corrispettivi dopo?
In caso di problemi di rete esistono procedure per la trasmissione successiva del file, ma questo non trasforma il termine di invio in un rinvio dell’emissione del documento commerciale. La memorizzazione dell’operazione deve essere gestita correttamente al momento della vendita o prestazione.
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