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Tempistiche NASpI anticipata: domanda, 70% e secondo 30%

Aggiornato il 10 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Tempistiche NASpI anticipata: domanda, 70% e secondo 30%

Le tempistiche della NASpI anticipata comprendono almeno tre momenti diversi: il termine per presentare la domanda, la liquidazione della prima rata del 70% e il pagamento del secondo 30%. Dal 2026 questo calendario è diventato ancora più importante perché l’anticipazione non viene più erogata integralmente in un’unica soluzione.

Il termine che non bisogna perdere è quello dei 30 giorni. I tempi con cui l’INPS istruisce e paga la pratica, invece, non coincidono con una scadenza fissa identica per tutti. Vediamo come organizzare correttamente le date senza confondere obblighi del richiedente e tempi amministrativi.

Entro quando presentare la domanda di NASpI anticipata

La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa autonoma, dall’avvio dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione della quota di capitale sociale della cooperativa nei casi ammessi. Il termine è sostanziale: aspettare oltre può compromettere il diritto all’anticipazione.

Per questo conviene individuare la data di avvio prima di inviare la pratica e predisporre i documenti in anticipo. La guida su chi può chiedere la NASpI anticipata aiuta a distinguere i diversi casi ammessi.

Se la Partita IVA era già aperta prima della disoccupazione

Quando l’attività autonoma era già stata avviata durante il rapporto di lavoro dipendente che poi è cessato, il termine non decorre da una nuova apertura della Partita IVA. In questo caso la richiesta di anticipazione va presentata entro 30 giorni dalla domanda di NASpI.

È un dettaglio operativo decisivo. Chi ha una posizione IVA aperta da mesi non deve cercare una nuova data artificiale di avvio: deve documentare la situazione reale e rispettare il termine specifico collegato alla domanda NASpI.

Da quando decorrono i 30 giorni per una nuova attività

La data rilevante deve essere coerente con l’effettivo avvio dell’attività e con la documentazione disponibile. A seconda del caso possono assumere rilievo l’attribuzione della Partita IVA, la Comunicazione Unica, l’iscrizione al Registro delle imprese, l’avvio dichiarato dell’attività o la sottoscrizione della quota di cooperativa.

Non è prudente aspettare di emettere la prima fattura per iniziare a contare i 30 giorni se l’attività risulta già avviata. La domanda dovrebbe essere organizzata sul primo evento giuridicamente rilevante e documentabile del caso concreto.

Quando arriva il primo 70%

Per le domande presentate dal 1° gennaio 2026, la prima rata è pari al 70% dell’intero importo dovuto e viene erogata in fase di liquidazione della domanda di anticipazione. L’INPS non indica però un numero di giorni universale entro cui ogni pratica deve essere accreditata: i tempi reali dipendono dall’istruttoria e dalla completezza della documentazione.

È quindi sbagliato trasformare una media osservata in una promessa del tipo “la NASpI anticipata arriva sempre entro X giorni”. Il dato certo è la sequenza prevista dalla legge: domanda, istruttoria, liquidazione e pagamento della prima quota.

Quando arriva il secondo 30%

Il restante 30% viene corrisposto al termine del periodo teorico di durata della NASpI e comunque non oltre sei mesi dalla data della domanda di anticipazione. Prima del pagamento l’INPS effettua le verifiche previste dalla nuova disciplina.

La regola è contenuta nel messaggio INPS n. 1215 del 7 aprile 2026. Il limite dei sei mesi è particolarmente importante per chi pianifica investimenti contando sul secondo accredito.

Esempio con periodo teorico residuo di tre mesi

Se al momento della domanda il periodo teorico residuo di NASpI termina dopo tre mesi, il secondo 30% è collegato alla fine di quel periodo, previa verifica delle condizioni. Non occorre attendere sei mesi se il periodo teorico termina prima: i sei mesi rappresentano il limite massimo indicato dalla norma.

Esempio con periodo teorico residuo di dieci mesi

Se il periodo teorico residuo sarebbe di dieci mesi, il beneficiario non deve attendere dieci mesi per il secondo 30%. La disciplina 2026 stabilisce che la seconda rata sia comunque corrisposta non oltre sei mesi dalla domanda, sempre dopo le verifiche richieste.

Quanto può passare tra prima e seconda rata

Non esiste un intervallo identico per tutti. Se il periodo teorico residuo termina presto, il secondo pagamento può maturare prima del limite massimo; se invece il periodo residuo è lungo, opera comunque il tetto dei sei mesi dalla domanda. Per programmare la cassa conviene quindi usare la data di domanda come riferimento massimo e non una generica previsione basata sulle esperienze di altri beneficiari.

Quali controlli avvengono prima del secondo pagamento

Prima del secondo accredito l’INPS verifica l’assenza di una nuova occupazione con rapporto di lavoro subordinato incompatibile e l’assenza della titolarità di pensione diretta, con le eccezioni indicate dall’Istituto. Se interviene una rioccupazione subordinata nei termini rilevanti, il 30% può non essere erogato e può sorgere l’obbligo di restituzione della quota già ricevuta.

Per questo il periodo tra il primo e il secondo pagamento non è un semplice tempo di attesa: è anche una fase in cui devono permanere le condizioni previste dalla legge.

Quanto tempo prima conviene preparare i documenti

Poiché il richiedente ha solo 30 giorni nei casi ordinari, la soluzione migliore è preparare gli allegati contestualmente all’avvio dell’attività. Certificato di attribuzione della Partita IVA, visura o Comunicazione Unica, documentazione della cooperativa ed eventuali autorizzazioni non vanno raccolti quando il termine sta per scadere.

Una pratica completa riduce il rischio di richieste istruttorie aggiuntive. La guida ai documenti per la NASpI anticipata è dedicata proprio alla preparazione del fascicolo.

Cosa fare se la domanda risulta ancora in lavorazione

Se la domanda è stata inviata nei termini ma risulta in lavorazione, bisogna distinguere il rispetto della scadenza dal tempo necessario all’INPS per definire la pratica. Conserva la ricevuta di invio, controlla lo stato nel fascicolo previdenziale e verifica eventuali richieste di integrazione o comunicazioni dell’Istituto.

Se manca un documento richiesto, rispondere rapidamente evita che l’istruttoria resti sospesa per una causa rimediabile. Non conviene invece presentare una seconda domanda identica senza aver verificato lo stato della prima.

NASpI anticipata e apertura Partita IVA: sequenza consigliata

  1. verifica il diritto alla NASpI e presenta la relativa domanda;
  2. definisci concretamente la nuova attività;
  3. apri la Partita IVA e completa gli adempimenti richiesti dal tipo di attività;
  4. annota la data da cui decorre il termine;
  5. presenta la domanda di anticipazione entro 30 giorni;
  6. conserva ricevuta e documenti allegati;
  7. attendi la liquidazione del 70%;
  8. mantieni sotto controllo eventuali variazioni lavorative;
  9. verifica il pagamento del 30% nei tempi previsti.

Il percorso completo è approfondito nella guida alla NASpI anticipata. Se l’obiettivo specifico è mettersi in proprio, il nodo principale è coordinare la domanda con l’effettiva apertura dell’attività.

Cosa succede se perdo il termine dei 30 giorni

Il termine previsto per la domanda di anticipazione non va trattato come un’indicazione facoltativa. Se viene superato, la richiesta può non essere accolta. Per questo, in presenza di dubbi sulla data di decorrenza, è preferibile verificare subito i documenti e non rinviare l’invio contando su una successiva sanatoria.

Tempistiche e restituzione: le date da conservare

Conserva la data della domanda NASpI, la data di avvio dell’attività, la data della domanda di anticipazione, la liquidazione del 70%, il periodo teorico residuo e l’eventuale data di un nuovo rapporto subordinato. Sono proprio queste date a permettere di ricostruire il diritto al secondo 30% e, se necessario, la disciplina della restituzione.

Se interviene una rioccupazione, consulta anche la guida sulla restituzione della NASpI anticipata, che mantiene un intento distinto da questa pagina dedicata ai tempi.

Domande frequenti sulle tempistiche

Quanto tempo ho per chiedere la NASpI anticipata?

Nei casi ordinari 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione della quota di cooperativa prevista.

Se avevo già la Partita IVA?

Se l’attività era già iniziata durante il rapporto di lavoro cessato, il termine è di 30 giorni dalla domanda di NASpI.

Il primo 70% arriva entro 30 giorni?

I 30 giorni sono il termine per presentare la domanda, non una garanzia generale sul tempo di accredito. Il 70% viene pagato in fase di liquidazione.

Il secondo 30% arriva dopo sei mesi?

Arriva al termine del periodo teorico NASpI e comunque non oltre sei mesi dalla domanda, previa verifica delle condizioni.

Se la NASpI residua dura più di sei mesi devo aspettare la fine?

No. La norma fissa comunque il limite massimo di sei mesi dalla domanda per la seconda rata.

Una domanda in lavorazione è automaticamente fuori termine?

No. Conta che sia stata presentata correttamente entro il termine previsto; l’istruttoria può richiedere tempi successivi.

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