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NASpI anticipata 2026: 70% + 30%, requisiti e domanda

Aggiornato il 10 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > NASpI anticipata 2026: 70% + 30%, requisiti e domanda

La NASpI anticipata nel 2026 è cambiata in modo importante: non viene più erogata interamente in un unico pagamento. La Legge di Bilancio 2026 ha modificato l’articolo 8 del d.lgs. 22/2015 e oggi l’incentivo all’autoimprenditorialità viene liquidato in due rate: il 70% al momento della liquidazione della domanda e il restante 30% al termine del periodo teorico di durata della NASpI, comunque entro sei mesi dalla domanda di anticipazione.

La misura resta pensata per chi, dopo aver maturato il diritto alla NASpI, decide di mettersi in proprio: lavoro autonomo, impresa individuale, sottoscrizione di capitale sociale di una cooperativa oppure sviluppo a tempo pieno di un’attività autonoma già iniziata durante il precedente rapporto di lavoro dipendente.

Come funziona la NASpI anticipata nel 2026

La NASpI anticipata trasforma le mensilità residue dell’indennità in un incentivo destinato all’avvio o allo sviluppo dell’attività autonoma. L’importo di partenza è quindi quello della NASpI che non è stata ancora percepita al momento dell’anticipazione.

Dal 2026 il pagamento segue questa struttura: prima rata del 70% dell’intero importo dovuto in fase di liquidazione della domanda; seconda rata del 30% al termine del periodo teorico di NASpI e, in ogni caso, non oltre sei mesi dalla presentazione della domanda. Prima della seconda rata l’INPS verifica, tra l’altro, l’assenza di una rioccupazione con lavoro subordinato incompatibile e l’assenza di pensione diretta, salvo l’assegno ordinario di invalidità.

La novità è stata illustrata dall’INPS nel messaggio n. 1215 del 7 aprile 2026 e recepita anche nella scheda ufficiale del servizio aggiornata a giugno 2026.

Chi può richiederla

Può chiedere l’anticipazione chi ha diritto alla NASpI e intende avviare un’attività lavorativa autonoma, avviare un’impresa individuale, sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa con rapporto mutualistico di lavoro oppure sviluppare a tempo pieno e in modo autonomo un’attività già iniziata durante il rapporto di lavoro cessato.

Non basta quindi aprire formalmente una Partita IVA: la domanda deve essere collegata a un’attività effettiva che rientra nelle finalità di autoimprenditorialità previste dalla norma. Chi ha già una Partita IVA aperta prima della perdita del lavoro può rientrare nella misura se sviluppa a tempo pieno l’attività autonoma preesistente e rispetta i termini specifici. Per i casi concreti consulta chi può chiedere la NASpI anticipata.

Entro quando va presentata la domanda

La scadenza più importante è di 30 giorni. La domanda di NASpI anticipata va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, dall’avvio dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione della quota di capitale della cooperativa.

Se invece l’attività autonoma era già iniziata durante il precedente rapporto di lavoro dipendente, la richiesta di anticipazione va trasmessa entro 30 giorni dalla domanda di NASpI. È quindi fondamentale distinguere la data di apertura formale della posizione dalla data effettiva di avvio quando la documentazione disponibile le rende diverse. Le scadenze sono approfondite nelle tempistiche della NASpI anticipata.

L’INPS consente l’invio tramite il servizio NASpI anticipata, oltre ai canali di patronato e intermediari abilitati. Prima dell’invio è utile verificare la checklist dei documenti per la NASpI anticipata.

Quanto spetta e come si calcola

L’anticipazione parte dall’importo della NASpI residua non ancora erogata. Per il 2026 la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo della NASpI è pari a 1.456,72 euro e l’importo massimo mensile è 1.584,70 euro, secondo la circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.

Il calcolo dell’anticipo non consiste però semplicemente nel moltiplicare l’ultima rata ricevuta per i mesi mancanti senza ulteriori verifiche. L’INPS determina il trattamento residuo sulla base della durata spettante, delle rate già pagate e delle regole applicabili alla prestazione. Una volta determinato l’intero importo dovuto a titolo di anticipazione, nel 2026 si applica poi la divisione 70% + 30%. Gli esempi completi sono nella guida su quanto spetta di NASpI anticipata.

Esempio semplice: se il residuo teorico riconosciuto dall’INPS è 12.000 euro, la prima rata è pari a 8.400 euro e la seconda a 3.600 euro, al netto delle trattenute fiscali applicabili.

NASpI anticipata e apertura della Partita IVA

Uno degli utilizzi più frequenti è finanziare l’avvio di una nuova attività in Partita IVA. Il percorso tipico è: cessazione involontaria del lavoro dipendente, domanda di NASpI, apertura della Partita IVA o avvio dell’impresa e richiesta di anticipazione entro 30 giorni dall’avvio. La sequenza operativa è spiegata nella guida alla NASpI anticipata per aprire Partita IVA.

L’anticipazione non decide quale regime fiscale applicare alla nuova attività. Se ne ricorrono i requisiti, il contribuente può valutare il regime forfettario; in alternativa si applicherà il regime ordinario appropriato. La NASpI anticipata resta fiscalmente distinta dal fatturato prodotto dalla nuova Partita IVA.

Chi aveva già una Partita IVA attiva mentre era dipendente deve prestare particolare attenzione: la norma ammette anche lo sviluppo a tempo pieno dell’attività autonoma già iniziata, ma il termine di 30 giorni decorre dalla domanda di NASpI e la documentazione deve dimostrare la reale prosecuzione autonoma.

Come viene tassata

La NASpI anticipata è soggetta alle trattenute IRPEF previste dalla normativa vigente. L’INPS opera come sostituto d’imposta. La somma ricevuta non entra nel reddito forfettario della nuova attività e non viene quindi assoggettata all’imposta sostitutiva del 5% o del 15% del regime forfettario.

Esiste una disciplina particolare per la NASpI anticipata destinata integralmente alla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha per oggetto la prestazione lavorativa del socio: in presenza dei requisiti previsti, la prestazione è non imponibile ai fini IRPEF. Per CU, forfettario e cooperativa consulta come viene tassata la NASpI anticipata.

Quando può essere richiesta la restituzione

La regola generale resta severa: se il beneficiario instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della fine del periodo teorico coperto dalla NASpI anticipata, può sorgere l’obbligo di restituzione. Dal 2026 il controllo è particolarmente rilevante anche per l’erogazione della seconda rata del 30%.

Esiste però una tutela importante introdotta dalla sentenza della Corte costituzionale n. 90/2024 e applicata dall’INPS con la circolare n. 36/2025. Quando l’attività autonoma o d’impresa non può proseguire per una causa sopravvenuta non imputabile al lavoratore, l’obbligo restitutorio non può essere applicato automaticamente in modo integrale: l’INPS deve valutare il caso secondo le istruzioni vigenti. La nostra guida sulla restituzione della NASpI anticipata approfondisce proprio questa fattispecie.

Quando conviene chiedere l’anticipazione

L’anticipo può essere utile quando la nuova attività richiede liquidità iniziale per strumenti, software, deposito cauzionale, attrezzature, formazione o capitale circolante. La scelta è meno ovvia se il progetto è ancora incerto o se esiste una concreta possibilità di tornare presto al lavoro dipendente.

Dal 2026 bisogna inoltre pianificare la cassa considerando che il 30% non arriva insieme alla prima quota. Se un business plan presuppone di investire immediatamente il 100% della NASpI residua, va aggiornato alla nuova modalità di pagamento.

Checklist prima della domanda

  • verifica che la domanda NASpI sia stata accolta o che sussistano i requisiti per la prestazione;
  • individua con precisione la data di avvio dell’attività;
  • calcola il termine dei 30 giorni senza aspettare l’ultimo giorno;
  • raccogli certificato di attribuzione della Partita IVA e documenti di iscrizione eventualmente richiesti;
  • per impresa individuale conserva Comunicazione Unica, visura e iscrizioni pertinenti;
  • per cooperativa prepara la documentazione sulla quota e sul rapporto mutualistico;
  • considera che il pagamento 2026 è 70% + 30%;
  • valuta il rischio di rioccupazione subordinata prima del termine teorico della NASpI;
  • conserva ricevuta telematica e allegati della domanda.

Approfondimenti utili

Per usare il cluster senza sovrapporre gli argomenti: verifica prima i requisiti soggettivi, poi l’importo spettante e le tempistiche. Se devi presentare la pratica usa la checklist dei documenti. Chi vuole mettersi in proprio può seguire il percorso NASpI anticipata e Partita IVA; per il trattamento fiscale c’è la guida sulla tassazione, mentre in caso di nuova occupazione va verificata la restituzione totale o parziale.

Domande frequenti sulla NASpI anticipata 2026

Nel 2026 la NASpI anticipata arriva ancora tutta insieme?

No. Dal 2026 l’anticipazione viene erogata in due rate: 70% alla liquidazione della domanda e 30% successivamente, secondo i tempi previsti dall’articolo 8 modificato.

Entro quanti giorni devo chiederla dopo aver aperto la Partita IVA?

La domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma. Se l’attività era già iniziata durante il rapporto di lavoro cessato, il termine è di 30 giorni dalla domanda di NASpI.

Posso usare la NASpI anticipata per aprire una Partita IVA in forfettario?

Sì, se ricorrono i requisiti della NASpI anticipata e quelli del regime forfettario. Le due discipline restano però separate.

La NASpI anticipata fa reddito nel forfettario?

No, non è un ricavo o compenso della nuova attività forfettaria. È una prestazione previdenziale soggetta alla propria disciplina fiscale.

Se trovo un lavoro dipendente devo restituirla?

Può scattare l’obbligo di restituzione se il rapporto subordinato inizia prima della fine del periodo teorico coperto dall’anticipazione. Esistono eccezioni e la particolare disciplina della restituzione parziale per cause sopravvenute non imputabili al lavoratore.

Quando arriva il secondo 30%?

Al termine del periodo teorico di NASpI e comunque non oltre sei mesi dalla data della domanda di anticipazione, dopo le verifiche previste dall’INPS.

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