Per aprire la Partita IVA come affittacamere è necessario definire correttamente l’attività che verrà esercitata e coordinare gli adempimenti fiscali con quelli amministrativi previsti per la struttura ricettiva. In questa guida vediamo i passaggi principali per iniziare l’attività in forma professionale.
Le regole amministrative possono variare in base alla Regione e al Comune in cui si trova la struttura. Per questo motivo l’apertura della Partita IVA è soltanto uno degli adempimenti da considerare.
Quando serve la Partita IVA per affittacamere
La necessità della Partita IVA non dipende da una generica soglia di 5.000 euro di ricavi. Occorre invece valutare le modalità concrete con cui viene esercitata l’attività.
Quando l’attività di affittacamere viene svolta professionalmente e con organizzazione imprenditoriale deve essere correttamente inquadrata come attività d’impresa, con i relativi adempimenti fiscali, previdenziali e amministrativi.
Come aprire la Partita IVA per affittacamere
L’avvio richiede normalmente una serie di passaggi collegati tra loro. Prima di procedere è opportuno verificare anche la disciplina regionale applicabile alle strutture ricettive.
- verificare i requisiti previsti per la struttura e l’attività;
- individuare il corretto codice ATECO;
- aprire la Partita IVA;
- effettuare gli adempimenti presso il Registro delle Imprese quando richiesti;
- definire l’inquadramento previdenziale INPS;
- presentare le comunicazioni amministrative previste presso il SUAP competente.
Codice ATECO dell’affittacamere
Il codice ATECO deve essere scelto sulla base dell’attività effettivamente esercitata e della classificazione vigente. È importante non confondere automaticamente l’attività di affittacamere con altre forme di ospitalità o locazione breve.
Per questo argomento abbiamo predisposto una guida specifica sul codice ATECO per affittacamere.
Apertura della Partita IVA
Una volta definito correttamente l’inquadramento dell’attività è possibile procedere con l’apertura della Partita IVA, indicando i dati richiesti e il codice ATECO appropriato.
Nella stessa fase deve essere valutato il regime fiscale applicabile. Se sono rispettati tutti i requisiti previsti dalla legge, l’imprenditore individuale può adottare il regime forfettario.
Iscrizione alla Camera di Commercio
Per l’attività professionale esercitata in forma d’impresa occorre considerare gli adempimenti presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente.
L’avvio dell’impresa comporta quindi una gestione coordinata degli aspetti fiscali, previdenziali e amministrativi e non si esaurisce nella sola attribuzione del numero di Partita IVA.
INPS per affittacamere
L’affittacamere esercitato professionalmente in forma d’impresa è normalmente collegato alla Gestione Commercianti INPS, non alla Gestione Separata prevista per determinate attività professionali.
Per questa specifica attività esiste inoltre una particolarità importante nella determinazione dei contributi: non deve essere applicato automaticamente il normale contributo fisso sul minimale previsto per la generalità degli iscritti alla Gestione Commercianti.
SCIA, SUAP e requisiti della struttura
Prima di iniziare concretamente l’attività occorre verificare gli adempimenti richiesti dalla normativa regionale e dal Comune competente. A seconda del caso possono essere previste comunicazioni o procedure tramite SUAP, oltre ai requisiti stabiliti per la struttura ricettiva.
Non esiste quindi una procedura amministrativa identica per ogni affittacamere in Italia: la disciplina territoriale deve essere verificata prima dell’avvio.
Regime forfettario per affittacamere
Se sono rispettati i requisiti di accesso e permanenza, l’attività può essere esercitata in regime forfettario per affittacamere.
Nel forfettario il reddito imponibile non viene determinato sottraendo analiticamente le spese dai ricavi, ma applicando il coefficiente di redditività previsto per l’attività.
Imposta sostitutiva
L’imposta sostitutiva è normalmente pari al 15%. Per una nuova attività può essere applicata l’aliquota del 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa.
Quanto si paga di tasse e contributi
L’importo effettivo dipende dai ricavi dell’attività, dal reddito determinato secondo le regole del regime adottato, dai contributi previdenziali e dall’aliquota fiscale applicabile.
Per non sovrapporre gli argomenti, abbiamo raccolto esempi e calcoli nella guida dedicata al calcolo delle tasse per affittacamere.
Affittacamere e B&B
Affittacamere e bed and breakfast non devono essere considerati automaticamente la stessa attività. La disciplina e i requisiti possono essere differenti anche in funzione della normativa regionale.
Prima dell’apertura è quindi necessario identificare precisamente la tipologia di struttura che si intende gestire.
Quanto costa aprire la Partita IVA
L’attribuzione della Partita IVA non rappresenta da sola il costo dell’avvio. Devono essere considerati gli eventuali costi collegati agli adempimenti dell’impresa, alla struttura, alle pratiche amministrative e alla gestione fiscale.
Gestione fiscale dell’attività
Una corretta apertura iniziale evita errori nell’ATECO, nell’inquadramento previdenziale e nel regime fiscale. Per l’assistenza puoi consultare la pagina dedicata al commercialista per affittacamere.
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