Per aprire la Partita IVA da ceramista nel 2026 bisogna definire prima che cosa verrà prodotto, come sarà organizzato il laboratorio e se accanto alla produzione ci saranno vendita, corsi o altre attività. Per stoviglie, vasellame e oggetti domestici o ornamentali il riferimento ATECO è 23.41.00.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando la produzione e vendita vengono svolte con abitualità e organizzazione. La soglia di 5.000 euro non è una franchigia generale per esercitare stabilmente un’attività d’impresa senza Partita IVA.
ATECO 23.41.00: quando usarlo
Le note ISTAT ATECO 2025 includono nel 23.41.00 stoviglie, articoli per la casa e da toeletta, statuette e oggetti ornamentali in porcellana, vasellame, gres, terracotta e ceramica fine. È il codice da verificare per il laboratorio artigianale che produce questi manufatti.
Se produci piastrelle, sanitari o prodotti tecnici
Il codice cambia se il prodotto cambia. Piastrelle e rivestimenti sono nel 23.31.00, i sanitari nel 23.42.00, i prodotti tecnici nel 23.44.00 e altri articoli ceramici non classificati altrove possono rientrare nel 23.45.00. Prima dell’apertura conviene quindi elencare i manufatti che genereranno davvero ricavi.
Ditta individuale e impresa artigiana
Un ceramista che lavora personalmente nel proprio laboratorio viene normalmente inquadrato come impresa artigiana quando ricorrono i relativi requisiti. La forma concreta va verificata considerando organizzazione, eventuali soci, dipendenti e prevalenza del lavoro personale.
ComUnica, Registro Imprese e Albo Artigiani
L’avvio della ditta viene normalmente coordinato tramite Comunicazione Unica, con apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e attivazione delle posizioni previdenziali e assicurative dovute. L’iscrizione all’Albo Artigiani segue le regole applicabili alla forma e alla sede dell’impresa.
Laboratorio e SUAP: cosa verificare prima di firmare un contratto
Non esiste una SCIA nazionale unica “da ceramista”. Prima di scegliere il locale bisogna verificare con il SUAP le regole applicabili a destinazione d’uso, forno, potenza e alimentazione, emissioni, rumore, deposito di materiali, accesso del pubblico ed eventuali altre caratteristiche del laboratorio.
Forno elettrico o a combustibile
Il tipo di forno incide su impianti, consumi e verifiche tecniche. Potenza elettrica disponibile, ventilazione, temperature di esercizio e modalità di scarico devono essere valutate prima dell’installazione. Un laboratorio domestico e uno spazio produttivo aperto al pubblico non vanno trattati automaticamente allo stesso modo.
Silice, smalti e polveri
L’INAIL documenta il rischio da silice cristallina nel settore ceramico. Argille, materie prime, smalti e operazioni di pulizia richiedono quindi una valutazione del rischio coerente con il processo reale, oltre a corrette procedure di aspirazione, pulizia e uso dei prodotti.
Regime forfettario e coefficiente 67%
Per il 23.41.00 il coefficiente di redditività è 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito lordo forfettario è 20.100 euro. Nel regime i costi reali non vengono dedotti uno per uno, quindi prima di scegliere è importante stimare argille, smalti, energia, forno, attrezzature, imballaggi, spedizioni e scarti.
INPS Artigiani 2026
La circolare INPS n. 14/2026 indica minimale di reddito di 18.808 euro, contributo minimo ordinario annuo di 4.521,36 euro e aliquota pensionistica del 24% nella prima fascia. Con coefficiente 67%, il minimale viene raggiunto a circa 28.072 euro di ricavi.
Riduzione contributiva del 35%
Il contribuente forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere, quando possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. La scelta non è automatica e va valutata anche per l’effetto sull’accredito contributivo.
Vendita in laboratorio, mercatini ed e-commerce
Vendere i propri manufatti è coerente con l’attività produttiva. Se però il ceramista acquista e rivende stabilmente prodotti di terzi, oppure sviluppa una vera linea commerciale autonoma, deve verificare anche la classificazione di quella componente e tenere separati i relativi ricavi quando necessario.
Corsi e workshop
Se lezioni e corsi di ceramica diventano una parte stabile del business, non vanno assorbiti automaticamente nel codice di fabbricazione. Prima dell’avvio è utile decidere se saranno attività accessoria o una vera linea autonoma, così da impostare correttamente ATECO, fatturazione e organizzazione.
Quanto costa partire
Il budget può includere forno, tornio, impianto elettrico, tavoli, scaffali, aspirazione, utensili, argille, smalti, stampi, DPI, packaging, deposito del locale e assicurazioni. Nei primi mesi è utile stimare anche consumi energetici e percentuale di pezzi scartati dopo essiccazione o cottura.
Prima simulazione economica del laboratorio
Prima di aprire conviene costruire un conto semplice per mese: numero di pezzi vendibili, prezzo medio, cotture necessarie, consumo energetico, materie prime, packaging e percentuale di scarto. Se per produrre 3.000 euro di vendite mensili il costo reale supera stabilmente il 33% riconosciuto dal forfettario, questo elemento va considerato nella scelta del regime e nella definizione dei prezzi.
Quando aggiornare l’attività dopo l’apertura
Il modello può cambiare nel tempo: un laboratorio nato per produrre oggetti può iniziare a fare corsi, vendere prodotti di terzi o spostarsi verso piastrelle e altri manufatti. In questi casi non bisogna aspettare la dichiarazione annuale: va verificato se aggiornare ATECO e posizioni amministrative quando la nuova attività diventa effettiva e stabile.
Checklist prima dell’apertura
- definire i manufatti che verranno prodotti;
- confermare ATECO principale ed eventuali attività secondarie;
- verificare laboratorio e requisiti SUAP;
- valutare forno, impianti, emissioni e sicurezza;
- predisporre ComUnica, Registro Imprese, Artigiani, INPS e INAIL quando dovuti;
- confrontare costi reali e coefficiente 67%;
- impostare fatturazione, incassi e vendita online o in laboratorio.
Guide collegate
Dopo l’apertura consulta il regime forfettario per ceramista, il codice ATECO, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per ceramisti.
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