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Calcolo tasse ceramista forfettario 2026: 67%, INPS ed esempi

Aggiornato il 5 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse ceramista forfettario 2026: 67%, INPS ed esempi

Il calcolo delle tasse di un ceramista in regime forfettario nel 2026 parte dal coefficiente di redditività collegato all’attività. Per la fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali con ATECO 23.41.00 il coefficiente di riferimento è il 67%. Prima di usare qualsiasi simulazione bisogna però verificare che il codice descriva davvero i prodotti realizzati.

Argomenti del post

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  • Dati 2026 usati negli esempi
  • Formula del regime forfettario
  • Il minimale INPS si supera a circa 28.072 euro
  • Esempio con 20.000 euro di ricavi
  • Esempio con 30.000 euro di ricavi
  • Esempio con 50.000 euro di ricavi
  • Esempio con 80.000 euro di ricavi
  • Esempio con 85.000 euro di ricavi
  • Gli esempi sono simulazioni, non preventivi
  • Quanto accantonare durante l’anno
  • Il 33% di costi presunti va confrontato con i costi reali
  • Scarti, seconde cotture e margine reale
  • Riduzione INPS del 35%
  • Il 5% non è automatico
  • Vendita online, mercatini e corsi
  • Prima del calcolo verifica l’ATECO
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Dati 2026 usati negli esempi

  • coefficiente di redditività: 67%;
  • INPS Artigiani: minimale di reddito 18.808 euro;
  • contributo minimo ordinario annuo: 4.521,36 euro;
  • aliquota pensionistica: 24% nella prima fascia e un punto in più sulla quota oltre 56.224 euro;
  • imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando spettante.

Formula del regime forfettario

Il reddito lordo forfettario si ottiene moltiplicando i ricavi incassati per il 67%. I contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono poi la base su cui si applica l’imposta sostitutiva. Argilla, smalti, pigmenti, energia, forno, imballaggi, spedizioni e attrezzature non vengono invece dedotti uno per uno.

Il minimale INPS si supera a circa 28.072 euro

Con coefficiente 67%, il reddito forfettario raggiunge il minimale INPS di 18.808 euro a circa 28.072 euro di ricavi. Sotto questa soglia indicativa il contributo minimo pesa in modo rilevante; sopra, in regime ordinario, entra anche la contribuzione sull’eccedenza.

Esempio con 20.000 euro di ricavi

Il reddito forfettario è 13.400 euro. In una simulazione ordinaria per l’intero anno, il contributo minimo è 4.521,36 euro. Dopo la deduzione dei contributi, la base indicativa è 8.878,64 euro: l’imposta è circa 1.332 euro al 15% oppure circa 444 euro al 5%.

Esempio con 30.000 euro di ricavi

Il reddito forfettario è 20.100 euro. Il reddito supera il minimale di 1.292 euro; aggiungendo il 24% dell’eccedenza al contributo minimo, i contributi indicativi arrivano a circa 4.831 euro. La base residua è circa 15.269 euro e l’imposta è circa 2.290 euro al 15% o 763 euro al 5%.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

Il reddito forfettario è 33.500 euro. I contributi ordinari indicativi sono circa 8.047 euro; la base dopo i contributi è circa 25.453 euro. L’imposta sostitutiva è quindi nell’ordine di 3.818 euro al 15% oppure 1.273 euro al 5%.

Esempio con 80.000 euro di ricavi

Il reddito forfettario è 53.600 euro. In una simulazione ordinaria i contributi sono circa 12.871 euro; la base residua è circa 40.729 euro. L’imposta è quindi circa 6.109 euro al 15% oppure 2.036 euro al 5%.

Esempio con 85.000 euro di ricavi

Il reddito forfettario è 56.950 euro. Poiché una piccola quota supera la prima fascia previdenziale, la simulazione applica l’aliquota maggiorata soltanto sulla parte eccedente. I contributi indicativi sono circa 13.683 euro; la base residua è circa 43.267 euro e l’imposta è circa 6.490 euro al 15% oppure 2.163 euro al 5%.

Gli esempi sono simulazioni, non preventivi

Data di iscrizione, contributi effettivamente versati, altre posizioni previdenziali, acconti, riduzioni e condizioni personali possono cambiare il risultato. Le cifre servono a comprendere il metodo di calcolo e non sostituiscono una liquidazione fiscale individuale.

Quanto accantonare durante l’anno

Un laboratorio ceramico ha spesso incassi irregolari, picchi stagionali e ordini su commissione. Conviene separare una quota degli incassi destinata a imposte e contributi dalla liquidità necessaria per materiali, energia e nuove cotture. L’errore più comune è utilizzare gli acconti dei clienti come se fossero interamente margine disponibile.

Il 33% di costi presunti va confrontato con i costi reali

Nel forfettario il 33% dei ricavi rappresenta i costi riconosciuti in modo presunto. Per un ceramista questa percentuale deve essere confrontata con consumo elettrico o gas del forno, argille, smalti, pigmenti, stampi, attrezzatura, manutenzione, scarti, imballaggio, spedizioni e canoni del laboratorio. Un fatturato elevato non implica automaticamente un margine elevato.

Scarti, seconde cotture e margine reale

Un pezzo rotto in essiccazione, una smaltatura difettosa o una seconda cottura aumentano il costo reale senza ridurre direttamente il reddito forfettario. Per questo è utile registrare almeno internamente quante unità diventano effettivamente vendibili e quanto costa ciascun ciclo di cottura: sono dati essenziali per fissare prezzi sostenibili e capire se il 33% di costi presunti è realistico.

Riduzione INPS del 35%

I contribuenti forfettari iscritti alla Gestione Artigiani possono richiedere, quando spettante, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. Gli esempi sopra utilizzano invece la contribuzione ordinaria. La riduzione diminuisce i versamenti ma incide anche sull’accredito contributivo utile ai fini pensionistici.

Il 5% non è automatico

L’aliquota del 5% è riservata alle nuove attività che rispettano tutte le condizioni previste dalla disciplina. Non basta avere appena aperto la Partita IVA: se i requisiti non sono soddisfatti si applica il 15%.

Vendita online, mercatini e corsi

La vendita dei manufatti prodotti in proprio resta collegata all’attività manifatturiera; un vero commercio di prodotti acquistati da terzi o un’attività stabile di corsi può invece richiedere un inquadramento distinto. Se convivono più attività, ricavi e codice prevalente devono essere ricostruiti prima del calcolo.

Prima del calcolo verifica l’ATECO

Il 23.41.00 riguarda ceramica domestica e ornamentale. Piastrelle, sanitari e prodotti tecnici appartengono a codici differenti. Prima di usare una simulazione consulta il codice ATECO per ceramista e, per un confronto generale, il calcolatore del regime forfettario.

Guide collegate

Approfondisci il regime forfettario per ceramista, l’apertura della Partita IVA e la pagina sul commercialista per ceramisti. I dati previdenziali 2026 utilizzati derivano dalla circolare INPS n. 14/2026.

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