Il codice ATECO del ceramista nel 2026 è 23.41.00 quando l’attività consiste nella fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali. È il riferimento per molte botteghe artigiane, ma non comprende automaticamente qualsiasi prodotto o servizio collegato alla ceramica.
23.41.00: prodotti domestici e ornamentali
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono nel 23.41.00 stoviglie da tavola e da cucina, articoli per la casa e da toeletta, statuette e oggetti ornamentali in porcellana, vasellame, ceramica comune, gres, terracotta e ceramica fine.
23.31.00: piastrelle e rivestimenti
La fabbricazione di piastrelle per pavimenti e rivestimenti, cubi per mosaici, lastre e pavimentazioni in ceramica non refrattaria è classificata con 23.31.00. Un laboratorio che produce soprattutto mattonelle decorative o rivestimenti deve quindi verificare questo codice anziché usare automaticamente il 23.41.00.
23.42.00: sanitari in ceramica
Lavabi, lavandini, vasche da bagno, bidet, cassette di scarico e altri articoli sanitari in ceramica appartengono al 23.42.00. È una produzione distinta dagli oggetti domestici e ornamentali.
23.44.00: prodotti tecnici e industriali
Il 23.44.00 riguarda altri prodotti in ceramica per uso tecnico e industriale, tra cui prodotti per laboratorio, usi chimici e altre applicazioni tecniche. Un ceramista che realizza componenti funzionali per imprese o laboratori deve quindi verificare questa classificazione.
23.45.00: altri prodotti in ceramica
Il 23.45.00 raccoglie altri prodotti ceramici non classificati altrove, come determinati recipienti per trasporto o confezionamento di merci e articoli per usi agricoli. È un codice residuale e non va scelto solo perché il manufatto non sembra rientrare immediatamente nel 23.41.00.
Prodotti refrattari ed edilizia
Prodotti ceramici refrattari appartengono al 23.20.00; mattoni, tegole e altri prodotti strutturali in terracotta al 23.32.00. Questi settori hanno processi e mercati diversi dalla ceramica artistica o domestica.
Bigiotteria e giocattoli in ceramica
Le note ISTAT escludono espressamente dal 23.41 la fabbricazione di bigiotteria e quella di giocattoli in ceramica. Anche se il materiale è lo stesso, il prodotto finale determina una classificazione differente.
Riparazione e restauro: non confonderli con la produzione
Il 23.41.00 identifica la fabbricazione di nuovi articoli. Se il lavoro principale consiste nel riparare o restaurare manufatti già esistenti, bisogna verificare la classificazione del servizio e, nel caso di beni storici o culturali, anche il relativo perimetro professionale. Non è corretto usare il codice della produzione per qualsiasi attività su un oggetto in ceramica.
Decorazione di pezzi propri e decorazione conto terzi
Decorare, smaltare e rifinire i pezzi prodotti nel proprio laboratorio fa parte del ciclo produttivo. Se invece l’impresa riceve manufatti realizzati da altri e vende principalmente un servizio di decorazione o finitura, l’attività deve essere descritta con precisione prima di confermare il 23.41.00.
Vendita di prodotti propri e commercio di prodotti di terzi
La vendita dei manufatti realizzati dal ceramista è collegata alla produzione. Una vera attività autonoma di commercio, in negozio o online, di articoli acquistati da altri fornitori può invece richiedere un codice aggiuntivo e una separazione dei ricavi ai fini fiscali.
Corsi e workshop di ceramica
Quando corsi e lezioni diventano una linea stabile e autonoma di ricavi, è opportuno verificare una classificazione aggiuntiva. Il fatto che le lezioni si svolgano nello stesso laboratorio non significa che siano automaticamente comprese nel codice di fabbricazione.
Tre esempi per scegliere il codice
- Bottega che produce tazze, piatti e vasi: 23.41.00 è il riferimento da verificare.
- Laboratorio che produce soprattutto mattonelle decorative: va verificato il 23.31.00.
- Artigiano che restaura ceramiche antiche senza produrre nuovi manufatti: non deve usare automaticamente 23.41.00, perché l’attività economica prevalente è un servizio diverso dalla fabbricazione.
Quando aggiornare l’ATECO
Il codice scelto all’apertura non è immutabile. Se il laboratorio passa dalla produzione di vasellame a piastrelle, aggiunge una linea commerciale autonoma o trasforma i corsi in un’attività stabile, va verificato se modificare l’ATECO principale o aggiungere codici secondari. L’aggiornamento deve seguire il cambiamento reale del business, non essere rimandato automaticamente alla dichiarazione dei redditi.
Ordini su misura e piccole serie
Produrre una tazza su commissione, una serie limitata di bomboniere o un servizio di piatti personalizzato non cambia da solo la natura manifatturiera dell’attività. Se il laboratorio realizza direttamente il nuovo manufatto, la classificazione continua a dipendere dal tipo di prodotto finito, non dal fatto che sia unico, artistico o realizzato in piccola serie.
Coefficiente di redditività del 67%
Per il 23.41.00 il coefficiente forfettario è 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito lordo è 20.100 euro. Se l’attività concreta porta a un codice appartenente a un gruppo fiscale diverso, anche il coefficiente deve essere verificato nuovamente.
INPS Artigiani 2026
Per il ceramista organizzato come impresa artigiana il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 indica minimale di reddito di 18.808 euro, contributo minimo ordinario annuo di 4.521,36 euro e aliquota del 24% nella prima fascia.
Errori da evitare
- usare 23.41.00 per qualsiasi prodotto in ceramica;
- confondere piastrelle e oggetti ornamentali;
- includere automaticamente sanitari o prodotti tecnici;
- trattare riparazione e restauro come semplice fabbricazione;
- ignorare corsi o commercio quando diventano attività autonome.
Guide collegate
Dopo aver verificato il codice consulta il regime forfettario per ceramista, la guida su come aprire la Partita IVA, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per ceramisti.
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