Il calcolo delle tasse del consulente sicurezza sul lavoro o RSPP in regime forfettario dipende da compensi, coefficiente e previdenza effettivamente applicabile. Con ATECO 74.99.21 il coefficiente è 78%; per il professionista senza Cassa il riferimento ordinario è la Gestione Separata, mentre per alcuni ingegneri e architetti può essere necessario verificare Inarcassa.
Dati da controllare prima del calcolo
- ATECO: 74.99.21 se l’attività prevalente è consulenza su sicurezza e salute dei luoghi di lavoro;
- coefficiente: 78%;
- previdenza: Gestione Separata nel caso professionale senza Cassa, oppure previdenza professionale da verificare quando applicabile;
- imposta: 15% ordinaria o 5% quando ricorrono i requisiti della nuova attività;
- contributi deducibili: quelli previdenziali obbligatori effettivamente versati secondo le regole fiscali applicabili.
Come si forma il reddito forfettario
Nel 2026 il coefficiente del 78% continua ad applicarsi attraverso il raccordo previsto dal D.Lgs. 81/2025. Il 78% dei compensi forma quindi il reddito lordo forfettario prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati.
La formula di base è: compensi × 78% = reddito lordo forfettario. Da questo reddito si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori deducibili; sulla base residua si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi il reddito lordo forfettario è 23.400 euro. Nell’ipotesi di Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 6.100 euro. La base residua dell’imposta sostitutiva è quindi circa 17.300 euro.
Su questa base l’imposta è circa 2.595 euro al 15% oppure 865 euro al 5% quando l’aliquota agevolata spetta realmente. Prima dei costi professionali effettivamente sostenuti, il residuo dopo contributi e imposta è quindi circa 21.305 euro con imposta al 15% oppure 23.035 euro con imposta al 5%.
Esempio con 50.000 euro di compensi
Con 50.000 euro di compensi il reddito lordo forfettario è 39.000 euro. Con Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 10.167 euro; la base residua per l’imposta è circa 28.833 euro.
L’imposta sostitutiva è quindi circa 4.325 euro al 15% oppure 1.442 euro al 5%. Prima dei costi reali dell’attività, il residuo dopo contributi e imposta è circa 35.508 euro con aliquota al 15% oppure 38.391 euro con aliquota al 5%.
Tabella riepilogativa degli esempi
| Voce | 30.000 € | 50.000 € |
|---|---|---|
| Reddito lordo al 78% | 23.400 € | 39.000 € |
| Contributi GS 26,07% stimati | 6.100 € | 10.167 € |
| Base imposta stimata | 17.300 € | 28.833 € |
| Imposta 15% | 2.595 € | 4.325 € |
| Imposta 5% | 865 € | 1.442 € |
I valori sono arrotondati e servono a mostrare il metodo. Non sostituiscono il calcolo fiscale della singola posizione, perché anno di apertura, contributi effettivamente pagati, eventuale altra previdenza, crediti, acconti e altri redditi possono modificare il risultato.
Quando usare il 26,07% e quando no
La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i liberi professionisti non pensionati e privi di altra copertura previdenziale obbligatoria. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria il riferimento è il 24%.
Usare il 26,07% senza prima identificare la previdenza è uno degli errori più comuni nei simulatori generici. Il calcolo corretto parte dalla posizione personale del professionista, non soltanto dal codice ATECO.
Ingegnere o architetto: non copiare il calcolo della Gestione Separata
Se il consulente è ingegnere o architetto iscritto all’Albo e l’attività di sicurezza è connessa alla professione tecnica, la previdenza va verificata con attenzione. Il vademecum Inarcassa sul confine con la Gestione Separata include l’assistenza al RSPP tra gli esempi potenzialmente collegati alla professione.
In quel caso gli esempi INPS sopra non vanno riutilizzati sostituendo semplicemente un’aliquota: base contributiva, minimi, contributo integrativo e regole della Cassa seguono una disciplina propria. Il confronto deve essere rifatto con i dati effettivi Inarcassa della posizione.
Il 5% non spetta automaticamente nei primi cinque anni
L’aliquota del 5% è riservata alle nuove attività che rispettano le condizioni previste dalla disciplina del forfettario. Non basta che la Partita IVA sia appena aperta: va verificata anche la continuità con attività precedenti e la presenza degli altri requisiti. Se le condizioni non ci sono, l’imposta sostitutiva è del 15% fin dall’inizio.
Saldo e acconti: perché il versamento può sembrare più alto
Il carico economico dell’anno non coincide necessariamente con il denaro che esce in una singola scadenza. Imposta sostitutiva e contributi possono generare saldo e acconti, concentrando più versamenti nello stesso periodo. Per questo il primo anno di piena dichiarazione può essere percepito come più pesante anche se l’aliquota fiscale non è cambiata.
Una gestione prudente prevede un accantonamento periodico degli incassi destinato a imposte e previdenza. La percentuale da accantonare non va scelta con una formula universale: cambia con aliquota previdenziale, 5% o 15%, altri redditi e costi reali dell’attività.
Il codice ATECO viene prima del calcolo
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT distinguono il 74.99.21 dalle altre consulenze in materia di sicurezza, dall’ambiente e dall’energia. Se l’attività prevalente non è sicurezza e salute dei luoghi di lavoro, bisogna correggere prima il codice e solo dopo fare la simulazione.
Più attività possono significare più coefficienti
Se il professionista affianca alla consulenza sicurezza altre attività autonome e abituali, come formazione o progettazione tecnica, deve verificare se servono codici ATECO distinti. Quando le attività appartengono a gruppi con coefficienti diversi, il calcolo del reddito forfettario non può essere fatto applicando un’unica percentuale a tutti i compensi.
Conviene quindi separare i compensi per attività già nella fatturazione e nella gestione interna, in modo che la dichiarazione possa applicare correttamente il coefficiente previsto per ciascun gruppo.
Costi reali e convenienza del forfettario
Formazione e aggiornamento, assicurazione professionale, trasferte, software, strumenti di misura e attrezzature possono incidere molto sul margine reale ma nel forfettario non vengono dedotti analiticamente. Per valutare la convenienza del regime bisogna quindi confrontare imposte e contributi stimati con i costi effettivamente sostenuti.
Un consulente con pochi costi può trovare il coefficiente del 78% molto favorevole; un professionista con molte trasferte, collaboratori o investimenti tecnici potrebbe invece avere un margine reale inferiore a quello presunto dal forfettario. Il calcolo fiscale e il calcolo economico vanno quindi tenuti distinti.
Come proseguire
Verifica prima il codice ATECO e la previdenza, quindi puoi usare il calcolatore del regime forfettario e confrontare il risultato con la guida sul regime forfettario del consulente sicurezza e RSPP. Per l’avvio è disponibile anche la guida su come aprire la Partita IVA.
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