Per aprire la Partita IVA come massaggiatore o massoterapista nel 2026 il primo passo non è compilare un modello fiscale, ma capire quale attività verrà realmente svolta. ATECO 2025 separa la massoterapia, le tecniche di trattamento del corpo e il centro massaggi non medico-terapeutico. Da questa scelta dipendono codice ATECO, coefficiente forfettario, previdenza e possibili adempimenti amministrativi.
Prima dell’apertura: definire il servizio
È utile descrivere in modo concreto cosa sarà venduto al cliente: massoterapia coerente con un titolo specifico, shiatsu, massaggio thailandese, watsu, tui na, qigong, trattamenti di benessere oppure servizi organizzati di un centro massaggi. La parola “massaggiatore” da sola è troppo generica per scegliere correttamente l’inquadramento.
ATECO 86.95.00 per il massoterapista
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono i massoterapisti nel codice 86.95.00 – Attività di fisioterapia. Il codice economico non crea però una qualifica sanitaria. Prima dell’apertura è necessario verificare il titolo posseduto e quali prestazioni sono effettivamente consentite nel proprio caso.
Titoli specifici: massofisioterapista e massaggiatore capo bagnino
Il Ministero della Salute distingue il massofisioterapista e il massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici da altre attività di benessere. Chi possiede uno di questi titoli deve verificare la disciplina applicabile alla propria posizione; chi non lo possiede non può presentarsi come tale solo perché ha aperto un codice ATECO simile.
ATECO 86.99.01 per tecniche di trattamento del corpo
Per shiatsu, massaggio thailandese, watsu, tui na e qigong ATECO 2025 utilizza il codice 86.99.01 – Tecniche di trattamento del corpo. In questo caso è importante che sito, preventivi, fatture e comunicazione descrivano la tecnica praticata senza attribuirle finalità diagnostiche, terapeutiche o riabilitative che presuppongono un diverso titolo professionale.
ATECO 96.23.99 per un centro massaggi non medico
Se l’attività viene organizzata come centro massaggi o centro benessere non medico-terapeutico, il riferimento da valutare è 96.23.99. ISTAT include in questa voce i centri massaggi ed esclude espressamente la massoterapia del 86.95 e le tecniche del corpo del 86.99. La forma organizzata può richiedere Registro Imprese, SUAP e altri adempimenti locali.
Professionista o impresa
Una prestazione svolta personalmente come libero professionista può avere un percorso amministrativo diverso da quello di un centro con locale, organizzazione, collaboratori e servizi al pubblico. Non conviene decidere la forma soltanto per ottenere una previdenza o un coefficiente più favorevole: l’inquadramento deve riflettere come viene realmente esercitata l’attività.
Regime forfettario e coefficienti
Nel profilo professionale 86.95.00 o 86.99.01 il coefficiente di redditività è normalmente del 78%. Nel caso del centro benessere 96.23.99 il riferimento è il 67%. Prima di scegliere il regime bisogna quindi confermare il codice, perché usare un coefficiente errato altera reddito imponibile, contributi e imposta.
Gestione Separata INPS nel caso professionale
Per il libero professionista senza Cassa autonoma, la circolare INPS n. 8/2026 indica la Gestione Separata al 26,07% in assenza di altra previdenza obbligatoria e al 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati. Per un centro organizzato la previdenza va invece verificata in base alla natura d’impresa.
Apertura fiscale e fatturazione
L’avvio fiscale richiede la comunicazione della Partita IVA con il codice corretto, la scelta del regime e l’apertura della posizione previdenziale dovuta. Vanno inoltre predisposte fatturazione elettronica, conservazione dei documenti e una descrizione delle prestazioni coerente con l’attività dichiarata. Se si svolgono più attività autonome può essere necessario indicare più codici.
Locale, SUAP e requisiti igienico-sanitari
Chi riceve clienti in un proprio locale deve verificare le regole comunali e regionali applicabili: destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari, eventuale SCIA, insegna, sicurezza e accessibilità possono dipendere dal tipo di struttura e dai servizi offerti. Un professionista che lavora presso studi o centri di terzi può trovarsi in una situazione diversa.
Assicurazione, privacy e documentazione del cliente
È opportuno valutare una copertura assicurativa coerente con l’attività e organizzare correttamente i dati dei clienti. Informazioni sulla salute o sulle condizioni fisiche possono essere dati particolarmente delicati: vanno raccolti solo quando necessari e gestiti secondo le regole privacy applicabili, evitando schede anamnestiche improprie se non rientrano nelle competenze dell’operatore.
Costi iniziali da stimare
Tra i costi possono rientrare affitto della stanza o del centro, lettino, biancheria, oli e prodotti, lavanderia, assicurazione, formazione, software per appuntamenti, POS e promozione. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente: è quindi importante stimarli prima di scegliere il regime e fissare le tariffe.
Lavorare presso palestre, spa o studi di terzi
Se il professionista lavora in spazi messi a disposizione da palestre, spa o altri centri, il contratto dovrebbe chiarire chi incassa dal cliente, chi emette la fattura, come viene calcolato l’eventuale canone o percentuale e chi risponde dell’organizzazione del locale. Questi elementi aiutano anche a distinguere una vera attività autonoma da un rapporto organizzato in modo diverso e a evitare incoerenze tra fatture, incassi e struttura effettiva del lavoro.
Checklist prima della prima fattura
- definire il servizio effettivamente svolto;
- verificare eventuali titoli o qualifiche specifiche;
- scegliere tra 86.95.00, 86.99.01, 96.23.99 o altro codice coerente;
- confermare coefficiente e regime fiscale;
- aprire la previdenza corretta;
- verificare eventuali adempimenti SUAP e del locale;
- predisporre fatturazione e privacy;
- evitare comunicazioni sanitarie non coerenti con il proprio titolo;
- stimare i costi reali e la tariffa minima sostenibile.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario per massaggiatori e massoterapisti, il codice ATECO corretto, il calcolo di tasse e contributi e la pagina sul commercialista per l’attività.
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