Il calcolo delle tasse per massaggiatore e massoterapista in regime forfettario nel 2026 dipende dal codice ATECO corretto. Per massoterapia 86.95.00 e tecniche di trattamento del corpo 86.99.01 il coefficiente di redditività è normalmente del 78%. Un centro massaggi non medico-terapeutico inquadrato nel 96.23.99 utilizza invece il 67% e può avere una previdenza d’impresa diversa.
Prima dei numeri: verificare il codice ATECO
Non conviene applicare una formula unica a chiunque si definisca “massaggiatore”. Il codice ATECO deve distinguere massoterapia, tecniche del corpo e centro massaggi. Solo dopo questa verifica è possibile scegliere coefficiente e previdenza corretti.
Simulazioni per il professionista con coefficiente 78%
Gli esempi seguenti riguardano un libero professionista senza Cassa autonoma, con coefficiente 78% e Gestione Separata INPS al 26,07%. Sono simulazioni economiche semplificate: saldi, acconti e contributi effettivamente versati possono modificare gli F24 dell’anno.
Esempio con 20.000 euro di compensi
Con 20.000 euro di compensi, il reddito lordo forfettario è 15.600 euro. I contributi teorici al 26,07% sono circa 4.066,92 euro. Dopo la deduzione dei contributi, la base residua è circa 11.533,08 euro: imposta stimata 1.729,96 euro al 15% oppure 576,65 euro al 5%.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi, il reddito lordo è 23.400 euro. La Gestione Separata teorica è circa 6.100,38 euro. La base residua è 17.299,62 euro e l’imposta stimata è 2.594,94 euro al 15% oppure 864,98 euro al 5%.
Esempio con 50.000 euro di compensi
Con 50.000 euro di compensi, il 78% produce 39.000 euro di reddito lordo. I contributi teorici sono circa 10.167,30 euro. La base residua è 28.832,70 euro: imposta stimata 4.324,91 euro al 15% oppure 1.441,64 euro al 5%.
Esempio con 80.000 euro di compensi
Con 80.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 62.400 euro. I contributi teorici sono circa 16.267,68 euro. La base residua è 46.132,32 euro e l’imposta stimata è 6.919,85 euro al 15% oppure 2.306,62 euro al 5%.
Esempio con 85.000 euro di compensi
Con 85.000 euro di compensi, il reddito lordo è 66.300 euro. I contributi teorici sono circa 17.284,41 euro. La base residua è 49.015,59 euro: imposta stimata 7.352,34 euro al 15% oppure 2.450,78 euro al 5%.
Gestione Separata INPS 2026
La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti non assicurati presso altra forma pensionistica obbligatoria. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra previdenza obbligatoria, l’aliquota è del 24%.
Rivalsa INPS del 4%
Il professionista può valutare la rivalsa facoltativa del 4% al committente. L’importo addebitato entra nel compenso e va considerato nelle soglie del forfettario; non sostituisce né riduce l’obbligo contributivo personale verso la Gestione Separata. Preventivi e listino dovrebbero chiarire se la tariffa è già comprensiva della rivalsa.
Centro massaggi al 67%: perché non usare questi esempi
Se l’attività è un centro massaggi non medico-terapeutico classificato nel 96.23.99, il coefficiente è normalmente del 67%. Inoltre la previdenza può essere quella di un’impresa anziché la Gestione Separata. Per questo non sarebbe corretto applicare meccanicamente gli esempi professionali sopra riportati al titolare di un centro organizzato.
Esempio del solo reddito forfettario di un centro al 67%
Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Questo dato, da solo, non permette però di calcolare correttamente il carico complessivo del titolare: prima bisogna sapere quale gestione previdenziale si applica alla struttura. Solo dopo si possono determinare contributi deducibili e imposta sostitutiva. L’esempio serve quindi a mostrare la differenza di coefficiente, non a sostituire il calcolo previdenziale.
Costi reali del massaggiatore
Affitto della stanza, lettino, biancheria, prodotti, lavanderia, corsi, assicurazione, POS e pubblicità non si deducono analiticamente nel forfettario. Con coefficiente 78% il sistema presume costi pari al 22%; con coefficiente 67% presume costi pari al 33%. La convenienza dipende quindi anche dalla struttura reale delle spese.
Confrontare costi presunti e costi effettivi
Un professionista che lavora in una stanza condivisa può avere costi reali inferiori al 22%, mentre un centro con affitto, utenze, personale, lavanderia e marketing può superare anche il 33% dei ricavi. Questa differenza non modifica automaticamente il coefficiente fiscale, ma è decisiva per capire se il forfettario produce davvero un buon risultato economico rispetto all’ordinario.
Sedute, pacchetti e buoni regalo: quando conta il ricavo
Il forfettario segue normalmente il principio di cassa: conta ciò che viene effettivamente incassato. Pacchetti di sedute pagati in anticipo, acconti e somme ricevute per servizi futuri devono essere monitorati nell’anno dell’incasso. Chi vende buoni o pacchetti dovrebbe riconciliare pagamenti, fatture e prestazioni residue.
Imposta al 5%: non è automatica
Il 5% può spettare nell’anno di avvio e nei quattro successivi quando ricorrono le condizioni previste per una nuova attività. Se si continua sostanzialmente un’attività già svolta o si trasforma un precedente rapporto senza reale novità, va verificata la possibilità di applicare l’aliquota ridotta.
Accantonare tasse e contributi
Il netto disponibile non coincide con l’incasso sul conto. È utile accantonare periodicamente una quota per contributi, imposta sostitutiva, saldi e acconti. La percentuale concreta cambia in base a fatturato, aliquota INPS, 5% o 15% e costi reali dell’attività.
Guide collegate
Consulta il regime forfettario, la guida su come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e la pagina sul commercialista per massaggiatori e massoterapisti.
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