• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Regimeminimi.com

Il tuo consulente di fiducia online

  • Prezzi
  • Contattaci
  • Guide
  • Professioni
  • News

Calcolo tasse massaggiatore e massoterapista 2026: 78%, INPS ed esempi

Aggiornato il 7 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Calcolo tasse massaggiatore e massoterapista 2026: 78%, INPS ed esempi

Il calcolo delle tasse per massaggiatore e massoterapista in regime forfettario nel 2026 dipende dal codice ATECO corretto. Per massoterapia 86.95.00 e tecniche di trattamento del corpo 86.99.01 il coefficiente di redditività è normalmente del 78%. Un centro massaggi non medico-terapeutico inquadrato nel 96.23.99 utilizza invece il 67% e può avere una previdenza d’impresa diversa.

Argomenti del post

Toggle
  • Prima dei numeri: verificare il codice ATECO
  • Simulazioni per il professionista con coefficiente 78%
  • Esempio con 20.000 euro di compensi
  • Esempio con 30.000 euro di compensi
  • Esempio con 50.000 euro di compensi
  • Esempio con 80.000 euro di compensi
  • Esempio con 85.000 euro di compensi
  • Gestione Separata INPS 2026
  • Rivalsa INPS del 4%
  • Centro massaggi al 67%: perché non usare questi esempi
  • Esempio del solo reddito forfettario di un centro al 67%
  • Costi reali del massaggiatore
  • Confrontare costi presunti e costi effettivi
  • Sedute, pacchetti e buoni regalo: quando conta il ricavo
  • Imposta al 5%: non è automatica
  • Accantonare tasse e contributi
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Prima dei numeri: verificare il codice ATECO

Non conviene applicare una formula unica a chiunque si definisca “massaggiatore”. Il codice ATECO deve distinguere massoterapia, tecniche del corpo e centro massaggi. Solo dopo questa verifica è possibile scegliere coefficiente e previdenza corretti.

Simulazioni per il professionista con coefficiente 78%

Gli esempi seguenti riguardano un libero professionista senza Cassa autonoma, con coefficiente 78% e Gestione Separata INPS al 26,07%. Sono simulazioni economiche semplificate: saldi, acconti e contributi effettivamente versati possono modificare gli F24 dell’anno.

Esempio con 20.000 euro di compensi

Con 20.000 euro di compensi, il reddito lordo forfettario è 15.600 euro. I contributi teorici al 26,07% sono circa 4.066,92 euro. Dopo la deduzione dei contributi, la base residua è circa 11.533,08 euro: imposta stimata 1.729,96 euro al 15% oppure 576,65 euro al 5%.

Esempio con 30.000 euro di compensi

Con 30.000 euro di compensi, il reddito lordo è 23.400 euro. La Gestione Separata teorica è circa 6.100,38 euro. La base residua è 17.299,62 euro e l’imposta stimata è 2.594,94 euro al 15% oppure 864,98 euro al 5%.

Esempio con 50.000 euro di compensi

Con 50.000 euro di compensi, il 78% produce 39.000 euro di reddito lordo. I contributi teorici sono circa 10.167,30 euro. La base residua è 28.832,70 euro: imposta stimata 4.324,91 euro al 15% oppure 1.441,64 euro al 5%.

Esempio con 80.000 euro di compensi

Con 80.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 62.400 euro. I contributi teorici sono circa 16.267,68 euro. La base residua è 46.132,32 euro e l’imposta stimata è 6.919,85 euro al 15% oppure 2.306,62 euro al 5%.

Esempio con 85.000 euro di compensi

Con 85.000 euro di compensi, il reddito lordo è 66.300 euro. I contributi teorici sono circa 17.284,41 euro. La base residua è 49.015,59 euro: imposta stimata 7.352,34 euro al 15% oppure 2.450,78 euro al 5%.

Gestione Separata INPS 2026

La circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% per i professionisti non assicurati presso altra forma pensionistica obbligatoria. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra previdenza obbligatoria, l’aliquota è del 24%.

Rivalsa INPS del 4%

Il professionista può valutare la rivalsa facoltativa del 4% al committente. L’importo addebitato entra nel compenso e va considerato nelle soglie del forfettario; non sostituisce né riduce l’obbligo contributivo personale verso la Gestione Separata. Preventivi e listino dovrebbero chiarire se la tariffa è già comprensiva della rivalsa.

Centro massaggi al 67%: perché non usare questi esempi

Se l’attività è un centro massaggi non medico-terapeutico classificato nel 96.23.99, il coefficiente è normalmente del 67%. Inoltre la previdenza può essere quella di un’impresa anziché la Gestione Separata. Per questo non sarebbe corretto applicare meccanicamente gli esempi professionali sopra riportati al titolare di un centro organizzato.

Esempio del solo reddito forfettario di un centro al 67%

Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Questo dato, da solo, non permette però di calcolare correttamente il carico complessivo del titolare: prima bisogna sapere quale gestione previdenziale si applica alla struttura. Solo dopo si possono determinare contributi deducibili e imposta sostitutiva. L’esempio serve quindi a mostrare la differenza di coefficiente, non a sostituire il calcolo previdenziale.

Costi reali del massaggiatore

Affitto della stanza, lettino, biancheria, prodotti, lavanderia, corsi, assicurazione, POS e pubblicità non si deducono analiticamente nel forfettario. Con coefficiente 78% il sistema presume costi pari al 22%; con coefficiente 67% presume costi pari al 33%. La convenienza dipende quindi anche dalla struttura reale delle spese.

Confrontare costi presunti e costi effettivi

Un professionista che lavora in una stanza condivisa può avere costi reali inferiori al 22%, mentre un centro con affitto, utenze, personale, lavanderia e marketing può superare anche il 33% dei ricavi. Questa differenza non modifica automaticamente il coefficiente fiscale, ma è decisiva per capire se il forfettario produce davvero un buon risultato economico rispetto all’ordinario.

Sedute, pacchetti e buoni regalo: quando conta il ricavo

Il forfettario segue normalmente il principio di cassa: conta ciò che viene effettivamente incassato. Pacchetti di sedute pagati in anticipo, acconti e somme ricevute per servizi futuri devono essere monitorati nell’anno dell’incasso. Chi vende buoni o pacchetti dovrebbe riconciliare pagamenti, fatture e prestazioni residue.

Imposta al 5%: non è automatica

Il 5% può spettare nell’anno di avvio e nei quattro successivi quando ricorrono le condizioni previste per una nuova attività. Se si continua sostanzialmente un’attività già svolta o si trasforma un precedente rapporto senza reale novità, va verificata la possibilità di applicare l’aliquota ridotta.

Accantonare tasse e contributi

Il netto disponibile non coincide con l’incasso sul conto. È utile accantonare periodicamente una quota per contributi, imposta sostitutiva, saldi e acconti. La percentuale concreta cambia in base a fatturato, aliquota INPS, 5% o 15% e costi reali dell’attività.

Guide collegate

Consulta il regime forfettario, la guida su come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e la pagina sul commercialista per massaggiatori e massoterapisti.

Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Se stai iniziando una nuova attività oppure vuoi cambiare commercialista, raccontaci cosa ti serve.

  • Apertura della Partita IVA
  • Cambio commercialista
  • Gestione del regime forfettario
  • Gestione della contabilità semplificata

La richiesta di contatto è gratuita e senza impegno.

Compila il modulo e descrivici brevemente la tua situazione.
RM Regimeminimi.com

Un progetto di The Loft S.r.l.s.

Via Mariotti 190
51100 Pistoia (PT)
P.IVA 01843800473
REA PT-184294

Servizio

Prezzi Contattaci Chi siamo Recensioni

Contenuti

Guide fiscali Professioni e attività News Consulenze gratuite

Legale

Termini e condizioni Privacy Cookie

I contenuti di Regimeminimi.com hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono una consulenza professionale personalizzata. Le informazioni fiscali e previdenziali possono variare in base alla situazione individuale e agli aggiornamenti normativi.

© 2026 Regimeminimi.com – Tutti i diritti riservati.