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Commercialista per massaggiatore e massoterapista 2026: ATECO, INPS e centro massaggi

Aggiornato il 7 Settembre 2026

Home > Guide Fiscali > Commercialista per massaggiatore e massoterapista 2026: ATECO, INPS e centro massaggi

Un commercialista per massaggiatore o massoterapista nel 2026 deve partire dalla natura reale dell’attività, perché sotto la parola “massaggio” possono rientrare inquadramenti molto diversi. Massoterapia, shiatsu e altre tecniche del corpo, centro massaggi non medico e attività con qualifiche specifiche non hanno necessariamente lo stesso ATECO, lo stesso coefficiente o la stessa previdenza.

Argomenti del post

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  • Il primo controllo: cosa viene realmente venduto
  • ATECO 86.95.00: massoterapisti
  • ATECO 86.99.01: shiatsu e tecniche del corpo
  • ATECO 96.23.99: centro massaggi e benessere
  • Titoli specifici e limiti professionali
  • Coefficiente 78% o 67%
  • Gestione Separata nel caso del libero professionista
  • Centro organizzato: non presumere la Gestione Separata
  • Fatture, pacchetti e incassi anticipati
  • Esempio professionale con 50.000 euro
  • Controllare i costi reali
  • SUAP e locale: coordinare fiscale e amministrativo
  • Attività miste e secondo codice ATECO
  • Controlli periodici durante l’anno
  • Guide collegate
  • Chiedi informazioni o una consulenza Gratuita

Il primo controllo: cosa viene realmente venduto

Prima di aprire o correggere la Partita IVA il commercialista dovrebbe leggere listino, sito, contratti e descrizioni delle prestazioni. Occorre capire se il cliente svolge massoterapia, una tecnica del corpo come shiatsu, un servizio di benessere non sanitario oppure gestisce un centro organizzato. Solo dopo questa verifica si può scegliere il codice corretto.

ATECO 86.95.00: massoterapisti

Le note ISTAT ATECO 2025 includono i massoterapisti nel 86.95.00. Il commercialista deve però evitare di trattare il codice come prova di abilitazione: titolo professionale, qualifica e perimetro delle prestazioni vanno verificati separatamente. Una classificazione fiscale corretta non sana l’eventuale mancanza di requisiti professionali.

ATECO 86.99.01: shiatsu e tecniche del corpo

Per shiatsu, massaggio thailandese, watsu, tui na e qigong il riferimento è 86.99.01. Il commercialista dovrebbe controllare che le fatture e la comunicazione commerciale siano coerenti con questo profilo e non descrivano impropriamente diagnosi, riabilitazione o trattamento di patologie, soprattutto quando l’operatore non possiede una qualifica sanitaria.

ATECO 96.23.99: centro massaggi e benessere

Per un centro massaggi non medico-terapeutico o un centro benessere organizzato il codice da valutare è 96.23.99. In questo caso non basta la gestione fiscale del professionista: possono entrare in gioco Registro Imprese, SUAP, requisiti del locale, personale e una diversa posizione previdenziale. Il consulente fiscale deve quindi coordinarsi con gli adempimenti amministrativi reali.

Titoli specifici e limiti professionali

Il Ministero della Salute distingue figure come massofisioterapista e massaggiatore capo bagnino. Il commercialista non deve attribuire qualifiche, ma deve chiedere al cliente di documentare il titolo quando l’inquadramento fiscale o la descrizione del servizio presuppongono una figura specifica. Questo evita incoerenze tra attività dichiarata e attività promossa.

Coefficiente 78% o 67%

Con 86.95.00 e 86.99.01 il coefficiente di redditività è normalmente del 78%; con 96.23.99 il riferimento è il 67%. Un errore nel codice produce quindi anche un errore nel reddito forfettario. Il controllo deve essere fatto all’apertura e ogni volta che il modello di attività cambia in modo sostanziale.

Gestione Separata nel caso del libero professionista

Per il professionista senza Cassa autonoma la circolare INPS n. 8/2026 indica il 26,07% in assenza di altra previdenza obbligatoria e il 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati. Va inoltre gestita correttamente l’eventuale rivalsa del 4% in fattura.

Centro organizzato: non presumere la Gestione Separata

Per un centro con organizzazione d’impresa, locale, collaboratori o personale, la previdenza del titolare deve essere verificata in base alla forma concreta dell’attività. Applicare automaticamente la Gestione Separata solo perché il titolare esegue personalmente alcuni massaggi può essere sbagliato. Forma giuridica, iscrizioni e attività prevalente vanno coordinate.

Fatture, pacchetti e incassi anticipati

Molte attività vendono pacchetti di sedute, abbonamenti o buoni regalo. Nel forfettario è necessario monitorare il momento dell’incasso e riconciliare pagamenti, fatture e prestazioni ancora da effettuare. La gestione diventa ancora più importante vicino alle soglie di 85.000 e 100.000 euro.

Esempio professionale con 50.000 euro

Nel caso di un professionista al 78%, 50.000 euro di compensi generano 39.000 euro di reddito lordo. Con Gestione Separata al 26,07%, i contributi teorici sono circa 10.167,30 euro. La base residua è circa 28.832,70 euro e l’imposta teorica è 4.324,91 euro al 15% oppure 1.441,64 euro al 5%, se spettante.

Controllare i costi reali

Il commercialista dovrebbe confrontare il coefficiente con la struttura dei costi: affitto, lavanderia, prodotti, formazione, assicurazione, attrezzature, commissioni POS, marketing e personale. Un centro con costi elevati può risultare meno adatto al forfettario rispetto a un professionista che lavora in uno spazio condiviso con spese contenute.

SUAP e locale: coordinare fiscale e amministrativo

Quando esiste un locale aperto al pubblico, il commercialista deve verificare se l’avvio richiede Comunicazione Unica, SCIA o altre pratiche e coordinarsi con il SUAP competente. Le regole possono dipendere da Comune, Regione, caratteristiche della struttura e servizi. La sola apertura della Partita IVA non autorizza il locale.

Attività miste e secondo codice ATECO

Se il cliente svolge stabilmente più attività autonome, per esempio trattamenti del corpo e gestione di un centro benessere con altri servizi, può essere necessario aggiungere un secondo codice. Il commercialista deve separare i ricavi quando servono coefficienti diversi e monitorare comunque il limite complessivo del regime forfettario.

Controlli periodici durante l’anno

  • coerenza tra servizi, ATECO e fatture;
  • ricavi e compensi complessivi rispetto alle soglie;
  • previdenza corretta;
  • eventuale attività secondaria e coefficienti differenti;
  • incassi anticipati e pacchetti;
  • costi reali rispetto alla quota presunta;
  • adempimenti del locale e del personale;
  • comunicazione commerciale coerente con le qualifiche possedute.

Guide collegate

Consulta il regime forfettario, la guida su come aprire la Partita IVA, il codice ATECO e il calcolo di tasse e contributi.

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