Il calcolo delle tasse di un educatore cinofilo in regime forfettario parte dagli incassi, applica il coefficiente di redditività del 67%, determina i contributi secondo la previdenza effettivamente applicabile e solo dopo calcola l’imposta sostitutiva. Applicare direttamente il 15% al fatturato porta a un risultato sbagliato.
Dati di partenza per il calcolo 2026
- ATECO: 96.99.13 – Servizi di addestramento per animali da compagnia;
- coefficiente di redditività: 67%;
- imposta sostitutiva: 15% ordinaria o 5% quando spettano i requisiti della nuova attività;
- previdenza: da definire in base alla forma concreta dell’attività;
- Gestione Separata 2026: 26,07% per il libero professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria; 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria.
Perché il coefficiente è del 67%
Il codice ATECO 2025 dell’educatore e addestratore cinofilo è 96.99.13. Nel 2026, finché non saranno approvati i nuovi coefficienti basati sulla classificazione ATECO 2025, continua ad applicarsi il coefficiente previsto attraverso il raccordo con ATECO 2007. Per questa attività il riferimento è il 67%.
Il D.Lgs. 81/2025 ha previsto la continuità dei coefficienti dell’Allegato 4 della legge 190/2014 fino all’approvazione dei nuovi valori.
Esempio con 30.000 euro di incassi
Con 30.000 euro di ricavi o compensi e coefficiente del 67%, il reddito lordo forfettario è:
30.000 × 67% = 20.100 euro.
Questo valore non è ancora il netto e non è la base definitiva dell’imposta: prima occorre determinare la previdenza effettivamente applicabile e considerare i contributi obbligatori deducibili secondo le regole previste.
Scenario 1: educatore cinofilo libero professionista
Se l’attività è effettivamente esercitata come libera professione, senza altra forma previdenziale obbligatoria, può trovare applicazione la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8/2026 indica nel 2026 l’aliquota complessiva del 26,07%.
Applicando il 26,07% a 20.100 euro, la stima matematica dei contributi è di circa 5.240 euro. Se si ipotizza, a fini didattici, che questa sia anche la quota di contributi obbligatori deducibile nella determinazione dell’imposta, la base residua è circa 14.860 euro.
- imposta al 15%: circa 2.229 euro;
- imposta al 5%, quando spettante: circa 743 euro.
L’esempio serve a spiegare il metodo. I contributi deducibili nella dichiarazione sono quelli obbligatori effettivamente versati secondo le regole applicabili, non una semplice stima astratta.
Scenario 2: centro cinofilo o attività organizzata come impresa
Se l’attività è organizzata come impresa — per esempio con gestione stabile di un centro, struttura, custodia, personale o servizi ulteriori — non è corretto applicare automaticamente la Gestione Separata. L’inquadramento previdenziale deve essere verificato nelle gestioni speciali eventualmente applicabili alla posizione concreta.
In questi casi il calcolo può cambiare in modo significativo perché una gestione speciale può avere aliquote e meccanismi contributivi differenti, compresa la possibile presenza di contributi sul minimale. Prima di stimare il netto è quindi necessario definire forma dell’attività, iscrizioni e previdenza.
Esempio con 50.000 euro di incassi
Con 50.000 euro di ricavi o compensi e coefficiente del 67%, il reddito lordo forfettario è:
50.000 × 67% = 33.500 euro.
Nell’ipotesi puramente professionale con Gestione Separata al 26,07%, la stima matematica dei contributi sarebbe di circa 8.733 euro. Dopo questa stima resterebbero circa 24.767 euro prima dell’imposta sostitutiva: circa 3.715 euro al 15% oppure circa 1.238 euro al 5%, quando spettante.
Anche questo secondo esempio non va trasferito automaticamente a chi gestisce un centro cinofilo o un’attività d’impresa, perché la previdenza potrebbe essere diversa.
I costi reali non si deducono uno per uno
Nel regime forfettario non vengono dedotti analiticamente costi come corsi di formazione, assicurazione, trasferte, attrezzature, affitto o utilizzo del campo, pubblicità, sito web e altri acquisti professionali. Questi costi sono considerati in modo forfettario attraverso il coefficiente del 67%.
Se i costi effettivi sono molto elevati, soprattutto per chi gestisce una struttura, il forfettario può risultare meno conveniente rispetto a quanto suggerisce la sola aliquota dell’imposta sostitutiva. Conviene quindi confrontare il carico complessivo e non soltanto il 5% o il 15%.
Educazione cinofila e dog sitting insieme
Se insieme all’educazione vengono offerti servizi di custodia o dog sitting, va verificato anche il codice 96.99.11. La distinzione è spiegata nella guida su dog sitter ed educatore cinofilo con la stessa Partita IVA. La presenza di più attività può incidere sul calcolo e sull’inquadramento, quindi va definita prima di usare un simulatore.
Saldo, acconti e liquidità
Il carico fiscale annuale non coincide necessariamente con un unico pagamento. Saldo e acconti possono concentrare più versamenti nello stesso periodo. Per questo è utile accantonare durante l’anno una quota degli incassi destinata a contributi e imposta e non considerare tutto ciò che entra sul conto come reddito immediatamente disponibile.
Prima di usare il calcolatore
Verifica prima il codice ATECO 96.99.13 e la previdenza applicabile. Puoi poi utilizzare il calcolatore del regime forfettario, confrontare il risultato con la guida sul regime forfettario per educatore cinofilo, verificare come aprire la Partita IVA e approfondire con la pagina sul commercialista per educatore cinofilo.
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