Il calcolo delle tasse per un’impresa di pulizie in regime forfettario non si ottiene applicando il 15% direttamente al fatturato. Per una ditta individuale artigiana con ATECO 81.21.00 bisogna calcolare prima il reddito forfettario con il coefficiente del 67%, poi i contributi INPS Artigiani e infine l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.
Nel 2026 il passaggio previdenziale pesa molto sul risultato: il minimale INPS Artigiani è 18.808 euro e il contributo minimo annuo è 4.521,36 euro. Questo significa che, anche con un reddito forfettario inferiore al minimale, la contribuzione ordinaria non scende proporzionalmente al fatturato.
Dati 2026 per calcolare tasse e contributi
| Voce | Valore |
|---|---|
| ATECO di riferimento | 81.21.00 – Attività di pulizia generale di edifici |
| Coefficiente di redditività | 67% |
| Imposta sostitutiva ordinaria | 15% |
| Imposta sostitutiva start-up | 5% se ricorrono tutti i requisiti |
| Aliquota INPS Artigiani | 24% fino alla prima fascia |
| Minimale di reddito INPS | 18.808 € |
| Contributo minimo annuo | 4.521,36 € |
| Prima fascia previdenziale | 56.224 € di reddito |
| Aliquota sulla quota oltre la prima fascia | 25% |
| Riduzione contributiva forfettari | 35% su domanda, se spettante |
Formula del calcolo nel regime forfettario
- Ricavi × 67% = reddito forfettario lordo.
- Calcolo dei contributi INPS Artigiani dovuti.
- Reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base dell’imposta sostitutiva.
- Base fiscale × 15%, oppure × 5% se spettante = imposta sostitutiva.
- Contributi + imposta = carico fiscale e previdenziale indicativo.
I normali costi dell’attività — prodotti, aspiratori, macchinari, automobile, carburante, telefono, assicurazioni e altre spese — non vengono sottratti analiticamente nel forfettario. Per questo il “netto dopo tasse e contributi” non coincide con il guadagno realmente disponibile: bisogna ancora sottrarre i costi effettivi sostenuti dall’impresa.
Perché il coefficiente è 67%
Per l’attività di pulizia generale di edifici il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è il 67%. Il D.Lgs. 81/2025 ha previsto che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti basati su ATECO 2025, continuino a essere usati i coefficienti dell’allegato 4 della Legge 190/2014 individuati tramite il raccordo con ATECO 2007.
Il gruppo 81 ricade tra le “altre attività economiche”, con coefficiente 67%. Se la tua attività non è una normale pulizia generale, verifica prima la guida sul codice ATECO per impresa di pulizie: una pulizia specializzata o una sanificazione può richiedere un codice diverso.
Contributi INPS Artigiani 2026: come incidono sul calcolo
La Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per gli artigiani l’aliquota pensionistica al 24%, il minimale di reddito a 18.808 euro e il contributo minimo annuo a 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità.
Quando il reddito d’impresa supera il minimale, sulla parte eccedente 18.808 euro si aggiunge il contributo percentuale del 24% fino a 56.224 euro. Sulla quota di reddito oltre 56.224 euro l’aliquota pensionistica aumenta di un punto e passa al 25%.
La contribuzione minima va riferita a ciascun soggetto assicurato che opera nell’impresa secondo le regole INPS. La presenza di coadiuvanti, collaboratori familiari o soci può quindi modificare sensibilmente il costo previdenziale complessivo.
Esempio con 20.000 euro di ricavi
Con 20.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è 13.400 euro. È inferiore al minimale INPS di 18.808 euro, ma in regime contributivo ordinario resta dovuto il contributo minimo annuo.
| Ricavi | 20.000,00 € |
| Reddito forfettario: 20.000 × 67% | 13.400,00 € |
| Contributi INPS ordinari indicativi | 4.521,36 € |
| Base imposta sostitutiva | 8.878,64 € |
| Imposta al 15% | 1.331,80 € |
| Imposta al 5% se spettante | 443,93 € |
| Contributi + imposta al 15% | 5.853,16 € |
Con ricavi bassi l’incidenza dei contributi minimi è elevata: è uno dei motivi per cui il calcolo di un artigiano non può essere equiparato a quello di un professionista iscritto alla Gestione Separata.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
| Ricavi | 30.000,00 € |
| Reddito forfettario: 30.000 × 67% | 20.100,00 € |
| Contributo minimo | 4.521,36 € |
| Contributi sull’eccedenza: (20.100 − 18.808) × 24% | 310,08 € |
| Contributi complessivi indicativi | 4.831,44 € |
| Base imposta sostitutiva | 15.268,56 € |
| Imposta al 15% | 2.290,28 € |
| Imposta al 5% se spettante | 763,43 € |
| Contributi + imposta al 15% | 7.121,72 € |
Esempio con 50.000 euro di ricavi
| Ricavi | 50.000,00 € |
| Reddito forfettario | 33.500,00 € |
| Contributi INPS ordinari indicativi | 8.047,44 € |
| Base imposta sostitutiva | 25.452,56 € |
| Imposta al 15% | 3.817,88 € |
| Imposta al 5% se spettante | 1.272,63 € |
| Contributi + imposta al 15% | 11.865,32 € |
Esempio con 80.000 euro di ricavi
| Ricavi | 80.000,00 € |
| Reddito forfettario | 53.600,00 € |
| Contributi INPS ordinari indicativi | 12.871,44 € |
| Base imposta sostitutiva | 40.728,56 € |
| Imposta al 15% | 6.109,28 € |
| Imposta al 5% se spettante | 2.036,43 € |
| Contributi + imposta al 15% | 18.980,72 € |
Questi esempi presuppongono un’attività per l’intero anno, un solo titolare, contribuzione ordinaria e assenza di situazioni previdenziali particolari. Servono a mostrare il metodo, non a sostituire il calcolo individuale.
Tabella riepilogativa: quanto resta dopo tasse e contributi
| Ricavi | Contributi | Imposta 15% | Totale | Residuo prima dei costi reali |
|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 4.521,36 € | 1.331,80 € | 5.853,16 € | 14.146,84 € |
| 30.000 € | 4.831,44 € | 2.290,28 € | 7.121,72 € | 22.878,28 € |
| 50.000 € | 8.047,44 € | 3.817,88 € | 11.865,32 € | 38.134,68 € |
| 80.000 € | 12.871,44 € | 6.109,28 € | 18.980,72 € | 61.019,28 € |
Il residuo dell’ultima colonna non è utile netto: da lì devono ancora uscire tutti i costi reali dell’impresa di pulizie. È però un dato utile per capire quanta liquidità non dovrebbe essere considerata immediatamente disponibile.
Riduzione INPS del 35%: cosa cambia
Chi applica il forfettario ed è iscritto alla Gestione Artigiani può aderire, se ne possiede i requisiti, al regime contributivo agevolato. L’INPS conferma anche per il 2026 la riduzione del 35% della contribuzione dovuta. L’accesso è facoltativo e avviene su domanda; per le nuove attività 2026 la volontà di aderire deve essere comunicata con la massima tempestività dopo l’iscrizione.
La riduzione non equivale a un taglio del 35% del carico totale: diminuiscono i contributi, ma diminuisce anche la deduzione previdenziale dal reddito forfettario e quindi aumenta la base su cui si applica l’imposta sostitutiva. Inoltre la contribuzione ridotta può incidere sull’accredito previdenziale. Il confronto va fatto sul risultato complessivo.
Imposta al 5%: quando non va applicata automaticamente
L’aliquota del 5% non spetta semplicemente perché la Partita IVA è nuova. È prevista per l’anno di inizio attività e i quattro successivi solo quando sono rispettate le condizioni stabilite per la nuova attività. Tra gli elementi da verificare ci sono eventuale prosecuzione di attività precedenti e situazioni collegate a imprese già esistenti.
Quando i requisiti non ci sono, il calcolo va effettuato al 15% fin dall’inizio. Per i requisiti generali consulta il regime forfettario per impresa di pulizie.
Scadenze INPS 2026 per gli artigiani
La Circolare INPS n. 14/2026 indica quattro rate per i contributi dovuti sul minimale: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. I contributi sulla quota eccedente il minimale seguono invece le scadenze collegate ai versamenti delle imposte sui redditi.
Per il 2026 l’INPS ha richiamato, per saldo e acconti sulla parte eccedente il minimale, le scadenze fiscali previste per l’anno; il secondo acconto è collegato alla scadenza del 30 novembre 2026. Gli importi effettivi e gli F24 sono disponibili nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti.
Quanto accantonare ogni mese
Non esiste una percentuale unica valida per tutti. Contributi minimi, aliquota 5% o 15%, riduzione INPS, altri redditi e data di apertura cambiano il risultato. Un metodo prudente è calcolare periodicamente il carico stimato sull’incassato progressivo e separare quella liquidità dal denaro destinato alle spese operative.
È particolarmente importante nel primo anno, perché i versamenti successivi possono comprendere contemporaneamente saldo dell’anno precedente e acconti dell’anno in corso. Guardare soltanto alle fatture emesse può quindi dare una percezione eccessiva della liquidità disponibile.
Forfettario o ordinario: il peso dei costi reali
Con coefficiente 67%, il forfettario considera implicitamente una quota di costi pari al 33% dei ricavi. Un’impresa di pulizie può però sostenere spese importanti per personale, prodotti, macchinari, noleggi, automobile, carburante, assicurazioni e dispositivi di protezione.
Se i costi effettivi sono elevati, il regime ordinario merita un confronto perché consente la deduzione dei costi secondo le regole fiscali e la gestione dell’IVA. Non basta tuttavia confrontare il 33% presunto con le spese reali: bisogna considerare anche IRPEF, IVA, contributi e situazione personale.
Errori frequenti nel calcolo
- applicare il 15% direttamente ai ricavi;
- dimenticare il contributo minimo INPS anche quando il reddito forfettario è basso;
- calcolare i contributi sul fatturato invece che sul reddito rilevante;
- non dedurre i contributi obbligatori prima dell’imposta sostitutiva;
- applicare automaticamente il 5% senza verificare i requisiti;
- applicare automaticamente la riduzione INPS del 35% senza domanda;
- confondere il residuo dopo tasse e contributi con il vero utile dell’impresa;
- usare il coefficiente 67% senza aver verificato che l’attività sia correttamente classificata.
Guide collegate e calcolatore
Prima di calcolare verifica il codice ATECO dell’impresa di pulizie. Puoi poi approfondire come aprire la Partita IVA, il regime forfettario per l’attività e cosa deve verificare un commercialista per impresa di pulizie. Per una simulazione personalizzata resta disponibile il calcolatore del regime forfettario.
In sintesi
Nel 2026 una ditta individuale artigiana di pulizie con ATECO 81.21.00 parte dal coefficiente di redditività del 67%, considera i contributi INPS Artigiani — minimo annuo 4.521,36 euro e aliquota 24% fino alla prima fascia — e sottrae i contributi obbligatori dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se spettante. Il calcolo corretto deve poi essere confrontato con i costi reali dell’impresa per capire quanto rimane davvero disponibile.
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